
L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, meglio nota come UNESCO, ha inserito 25 nuovi luoghi nella lista dei beni patrimonio dell’umanità, durante la sua 48esima sessione organizzata a Busan, in Corea del Sud. Di questi 25, ben 19 sono patrimoni culturali, 5 sono patrimoni naturali e 1 è considerato un patrimonio misto (il Monte Olimpo).
Tra i tanti nuovi luoghi figura anche l’Italia: il Comitato del Patrimonio Mondiale ha infatti iscritto tra i patrimoni mondiali il sito seriale “Il Sistema dei teatri condominiali all’italiana nell’Italia centrale fra il XVIII e il XIX secolo”. Si tratta di un sito che si compone di 10 teatri dislocati in tre Regioni (nelle Marche, in Emilia-Romagna e in Umbria) riconosciuti come rappresentazione eccezionale del fermento sperimentale che si sviluppò intorno all’architettura teatrale in Italia centrale nei secoli XVIII e XIX.
Salgono così a 62 i siti italiani iscritti nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.
Dal Monte Olimpo alla Normandia
Tra le altre new entry si può trovare la celebre dimora degli dèi sul Monte Olimpo, punto di riferimento centrale della mitologia greca in tutto il mondo greco, fino alle spiagge dello sbarco in Normandia, un sito lungo circa 80 km della costa che include le spiagge di Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword, nonché Pointe du Hoc, luoghi direttamente associati agli sbarchi alleati del 6 giugno 1944.

Tra i nuovi luoghi sono stati inseriti anche le prime iscrizioni di Comore, São Tomé e Príncipe – un traguardo storico per l’Africa – ma anche il paesaggio migratorio di Boma-Badingilo, nel Sud Sudan, che comprende il Parco Nazionale di Boma, il Parco Nazionale di Badingilo e i paesaggi circostanti di pianure alluvionali e savane nel Sud Sudan.
E ancora cinque siti fortificati situati nella storica regione di Jabal Amel, nel Libano meridionale: Qalaat Al Chakif (Castello di Beaufort), Qalaat Tibnin (Castello di Toron), Qalaat Chakra (Castello di Dubieh), Qalaat Deir Kifa (Castello di Maron) e Qalaat Chama’ (Castello di Chama’), e Sebastia, in Palestina, un sito che custodisce le tracce archeologiche delle molte civiltà che vi si sono avvicendate nel corso dei secoli.

Dall'Europa all'Asia: architettura e artigianato
Completano il quadro le Aalto Works in Finlandia, tredici edifici firmati dalla famiglia Aalto, opere che contraddistinguono il contributo della Finlandia all’architettura moderna, il castello di Alamūt arroccato sui monti Alborz in Iran, una rete fortificata che funzionò sia come rifugio sia come centro di studio e di cultura.
E ancora, il sito buddhista di Sarnath in India, il luogo sacro in cui si ritiene che il Buddha abbia pronunciato il suo primo sermone e abbia incontrato i suoi primi discepoli.

Iscritta nella lista anche l'architettura modernista di Tashkent in Uzbekistan, in tutto dieci edifici modernisti e complessi urbani costruiti tra gli anni '60 e l’inizio degli anni '90, periodo fondamentale nella ricostruzione di Tashkent in seguito al terremoto del '66, i siti della porcellana di Jingdezhen in Cina, dove veniva prodotta porcellana della più alta qualità.

A chiudere, le antiche capitali giapponesi, Asuka e Fujiwara, che comprendono 19 aree archeologiche che includono palazzi e uffici governativi, templi buddhisti e tombe a tumulo, che conservano testimonianze archeologiche delle capitali.