Cos'è la geopolitica

Con l’invasione russa dell’Ucraina il termine “geopolitica” è entrato nella vita quotidiana di tutti. Eppure, non è molto chiaro cosa essa sia. A volte si pensa che parole come geopolitica, scienza politica, relazioni internazionali e strategia militare siano sinonimi. Non è così. La geopolitica, per cominciare, studia i conflitti di potere in spazi e tempi determinati. Essa non si limita alla dimensione militare del conflitto. Anzi: cerca di risalire alle cause più profonde che lo generano. La geopolitica ha a che fare sia con la storia che con la geografia, perché parte dal presupposto che gli spazi fisici su cui gli Stati si combattono siano intrisi di storia. Molto spesso, infatti, le potenze combattono per dei territori non solo per la loro posizione geografica, ma anche e soprattutto perché ritengono di avere dei diritti storici su quelle terre. Anzi, un simile atteggiamento è ormai sempre più presente.

Cosa non è la geopolitica

Prima di entrare nel dettaglio, è necessario comprendere cosa la geopolitica non è.

  1. La geopolitica non è scienza politica: la scienza politica spesso cerca di trovare dei modelli di spiegazione dei rapporti tra gli Stati che possano poi essere applicati a tutti i casi singoli. La geopolitica sostiene l’esatto opposto: ogni caso è diverso dall’altro, perché le psicologie e le culture dei Paesi coinvolti in un conflitto di potere sono sempre diverse e non riducibili a un modello.
  2. La geopolitica è diversa dalle relazioni internazionali, perché non studia soltanto i rapporti diplomatici tra Stati, ma anche la percezione che ogni Stato ha di se stesso. Molto spesso, infatti, le relazioni che un Paese intrattiene con i suoi vicini sono per buona parte influenzate dall’immagine di sé che quel Paese ha.
  3. Infine, la geopolitica non è riducibile alla strategia militare: la geopolitica studia le comunità anche e soprattutto in tempo di pace. Oggetto principale della geopolitica, infatti, è il “fattore umano”, ovvero le caratteristiche culturali e antropologiche della popolazione in questione. Piuttosto che studiare questa o quella battaglia, la geopolitica preferisce capire se una nazione è disposta a fare la guerra o no, se ha come obiettivo il benessere economico o la gloria.
Definizione di geopolitica

Riassumendo: la geopolitica studia conflitti precisi rifiutando ogni generalizzazione, nella consapevolezza che i rapporti internazionali sono spesso determinati dall’auto-percezione dei Paesi in ballo. Inoltre, la geopolitica mette al centro il “fattore umano”, il che significa che non sono solo i capi a contare, ma la mentalità dell’intera popolazione.

La persistenza della Storia

Per quanto la parola “geopolitica” significhi letteralmente “politica della terra” (dal greco “ghé-politiké”), essa è essenzialmente una disciplina storica. In due sensi: da un lato, perché per comprendere un conflitto è importante conoscere la storia dei Paesi che lo combattono; dall’altro, perché è proprio attraverso tutta una serie di conflitti che i Paesi cambiano il corso della storia. Gli spazi contesi sono essenzialmente dei luoghi in cui si combatte per stabilire il proprio posto nella storia. I luoghi, infatti, non sono mai neutri. Tutti i luoghi hanno per le persone dei significati simbolici che vanno ben oltre la loro importanza geografica.

Conflitti geopolitici

L’invenzione della storia

Il passato delle nazioni è dunque cruciale per comprendere i loro obiettivi geopolitici. Ma è anche evidente che molto spesso il passato a cui esse si riferiscono è molto lontano dalla realtà. Il problema è che le grandi potenze tendono a raccontarsi la storia che preferiscono e che a loro conviene, recuperando pezzi di passato per giustificare le operazioni presenti. Prendiamo la Cina come esempio (ma potremmo fare lo stesso con gli Stati Uniti, la Russia e la stessa Italia).

Storia e geopolitica

Dopo la rivoluzione del 1948, Mao decise che con l’avvento del comunismo bisognava dimenticarsi del passato imperiale cinese. La Cina era allora satellite dell’URSS e Mao doveva legittimare il suo regime in opposizione al passato imperiale che fu demonizzato. Oggi la situazione è completamente differente: la Cina vuole diventare la prima superpotenza mondiale e deve quindi tornare ad essere Impero e il Presidente Xi Jinping, quindi, recupera la storia imperiale del Paese, anche perché – quando era un impero, sotto la dinastia Qing – la Cina possedeva Taiwan, che oggi invece deve recuperare.

Dove è la verità storica? Di chi è erede la Cina comunista? Di Mao o dell’Impero Qing? La geopolitica non risponde a questa domanda, si limita a constatare che in questo momento la Cina recupera il passato imperiale perché vuole tornare ad essere Impero. Per l’analisi geopolitica non è importante stabilire la verità storica, quanto comprendere a quali storie un Paese si aggancia per capire le sue intenzioni future.

Fattore umano e geopolitica

Una non scienza?

Riassumendo, possiamo affermare che la geopolitica è una disciplina profondamente umanistica. Al centro ci sono gli uomini con le loro storie, la loro volontà di potenza e, a volte, con la loro follia. Alla geopolitica non interessa stabilire la verità assoluta, perché sa perfettamente che ogni Paese agisce in base a principi di verità relativi. Il compito della geopolitica è quindi quello di conoscere queste verità relative, per capire quale sia il posto nel mondo che le varie comunità pensano di ricoprire. Solo mettendosi nei panni degli attori in campo la geopolitica può comprendere come essi ragionano, cercando di andare oltre la cronaca quotidiana dei conflitti – pur necessaria – per capire le tendenze di lungo periodo che guidano l’azione delle superpotenze.

In conclusione, quindi, la geopolitica non è una scienza esatta, perché non conduce a una verità oggettiva, ma offre una chiave di lettura per interpretare le cose più imprevedibili che esistono: gli uomini e le loro storie, che da sempre si incontrano e si scontrano.

Geopolitica e geografia
Articolo a cura di
Giuseppe De Ruvo