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10 Settembre 2026
9:01

Mappata l’antica capitale assira di Nimrud in Iraq: l’Università di Udine scopre un’area di 340 ettari

A Nimrud, in Iraq, nuove indagini non invasive dell'Università di Udine stanno ricostruendo la città bassa assira, capitale estesa per 340 ettari oltre l’acropoli. Strade, quartieri, abitazioni e infrastrutture rivelano il funzionamento quotidiano della capitale e una città molto più popolata e viva del solo centro del potere.

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Mappata l’antica capitale assira di Nimrud in Iraq: l’Università di Udine scopre un’area di 340 ettari
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Fotografia aerea dell'area di Nimrud. Credit: NiLTAP.

Per quasi due secoli, gli archeologi hanno studiato Nimrud, antica città assira – capitale dal IX all'VIII sec. a. C. – i cui resti si trovano oggi nei pressi di Mosul, in Iraq, soprattutto attraverso i suoi palazzi, templi e monumenti. Ora un nuovo progetto dell’Università di Udine sta spostando l’attenzione sulla parte meno conosciuta della città: la città bassa, la grande area urbana che si estendeva oltre l’acropoli, la parte monumentale. Il nuovo studio, pubblicato su Antiquity, è ad opera del prof. Daniele Morandi Bonacossi e della dott.ssa Francesca Simi.

Il Nimrud Lower Town Archaeological Project (NiLTAP) ha iniziato a ricostruire questo vasto settore utilizzando tecniche non invasive che permettono di studiare il sito senza ricorrere immediatamente agli scavi. La città bassa, racchiusa da quasi 8 chilometri di fortificazioni e con una superficie di circa 340 ettari, è rimasta relativamente preservata.

Dopo la caduta dell’impero assiro nel 612 a.C., infatti, Nimrud non fu interessata da una consistente rioccupazione, mentre ancora oggi l’area è utilizzata soprattutto per l’agricoltura, con arature superficiali che raggiungono soltanto i primi 20 centimetri del terreno, non intaccando irrimediabilmente il patrimonio archeologico sepolto.

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La densità dei frammenti di ceramica rilevati nel corso delle ricognizioni di superficie nella città bassa. Credit: NiLTAP.

Il progetto ha combinato diverse tecniche non invasive, come fotografie aeree e immagini satellitari storiche, rilievi topografici con droni e GPS differenziale, ricognizione archeologica sistematica e prospezioni geofisiche. Le immagini provenienti dalle precedenti missioni, realizzate tra il 1967 e il 1974, avevano già mostrato tracce di strade, fortificazioni e aree con differenti densità di occupazione. La ricognizione sul terreno ha ora permesso di verificare e precisare queste informazioni.

La distribuzione dei reperti di superficie ha inoltre documentato l'occupazione della città in periodi diversi, dal III millennio a.C. fino all’epoca islamica (VII sec. d. C.). Particolarmente intensa risulta quella delle fasi medio-assira (XIV-X sec. a. C.), neo-assira (X-VII sec. a. C.) e post-assira. Sono stati raccolti anche frammenti di iscrizioni, tra cui parti di cinque prismi (documenti iscritti su più facce) attribuibili ai re Sennacherib (705-681 a. C.) e Assurbanipal (668-631 a. C.).

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Le analisi magnetometriche hanno messo in evidenza i tracciati stradali e gli isolati di Nimrud. Credit: NiLTAP.

La magnetometria ha aggiunto un ulteriore livello di informazioni, permettendo di individuare sotto i campi sistemi stradali organizzati, quartieri residenziali e complessi di maggiori dimensioni.

Il progetto sta inoltre mettendo in discussione alcune ricostruzioni del sistema idrico della città: i nuovi dati topografici suggeriscono che un canale situato più a nord potrebbe aver avuto un ruolo più importante del celebre Patti-Ḫegalli, tradizionalmente considerato la principale fonte d'acqua di Nimrud. L'obiettivo non è quindi soltanto trovare nuovi edifici, ma ricostruire il funzionamento quotidiano della capitale: strade, abitazioni, spazi produttivi, infrastrutture e organizzazione urbana.

In questo modo Nimrud può essere studiata non più soltanto come centro del potere assiro, ma come una città abitata da una popolazione molto più ampia della sola corte reale.

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