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9 Settembre 2026
12:25

Le basi militari USA in Medio Oriente: dove si trovano e perché sono strategiche in caso di escalation

Nuovi attacchi tra Stati Uniti e Iran: dopo che gli USA hanno colpito cinque petroliere iraniane, Teheran ha lanciato missili verso una base militare americana in Giordania. Gli avamposti USA nella regione – da Al Udeid in Qatar alle basi in Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita – sono strategici in caso in escalation, ma sono anche i primi bersagli degli attacchi di Teheran.

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Le basi militari USA in Medio Oriente: dove si trovano e perché sono strategiche in caso di escalation
mappa basi militari usa
La mappa delle basi militari USA più importanti in Medio Oriente. Fonte: American Source Project

La guerra tra Stati Uniti e Iran è nel pieno di una nuova escalation di attacchi: l'esercito americano ha colpito cinque petroliere iraniane, affondandone due, a seguito di due attacchi di Teheran contro una nave da guerra americana. L'Iran, in risposta, ha lanciato dei missili contro una base statunitense in Giordania: la maggior parte di questi sono stati abbattuti, ma non è la prima volta nel corso di questo conflitto che le basi militari americane nella regione vengono colpite.

Gli USA, del resto, sono il Paese con più basi militari nel mondo: le stime riportano tra le 750-800 basi, a cui andrebbero aggiunte anche le basi segrete. Solo in Italia, se ne contano circa 120.

Per quanto riguarda il Medio Oriente, oltre alla Giordania gli Stati Uniti hanno importanti basi dislocate in Paesi come il Qatar, il Bahrein, gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait, ai quali si aggiungono le grandi basi di Gibuti e Turchia, che appartengono ad altri comandi regionali ma contribuiscono spesso in modo significativo alle operazioni americane in Medio Oriente.

Dal punto di vista della forza militare, invece, secondo le stime nella regione sono schierati circa 50.000 soldati americani oltre a numerosi mezzi militari, tra cui due portaerei e oltre una dozzina di cacciatorpediniere lanciamissili.

Per decenni queste basi hanno avuto una funzione precisa: oltre a servire come avamposti strategici per Washington (soprattutto in queste ultime settimane di escalation), le basi erano viste dai governi dei Paesi del Golfo come garanzie dell'impegno USA per la sicurezza della regione e, quindi, come deterrenti contro possibili attacchi da parte di Iran, Iraq o altre potenze regionali.

Come sottolinea il Council on Foreign Relations, però, nel corso dell'ultima guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, le basi militari statunitensi sono di fatto diventate i primi bersagli dell'esercito di Teheran, trovandosi a portata di tiro dei missili iraniani. Per questo motivo, l'esercito USA starebbe valutando di spostare alcune installazioni sottoterra, così da difendersi meglio in caso di attacchi missilistici o droni.

La Giordania e la base aerea di Muwaffaq al Salti

La Giordania ospita la base aerea Muwaffaq al Salti, che si trova ad Azraq, a circa cento chilometri a nordest della capitale Amman: l'installazione ospita il 332esimo Air Expeditionary Wing dell'US Air Forces Central, impegnato in missioni attraverso il Levante. Nel corso di questo ultimo conflitto, gli Stati Uniti stanno iniziando a utilizzare maggiormente le basi in Giordania, situate a una maggiore distanza dall'Iran rispetto agli avamposti situati in Paesi come il Qatar o il Kuwait: di conseguenza, sono aumentati anche gli attacchi dell'esercito iraniano contro la base, dove 2 soldati americani hanno perso la vita alcune settimane fa.

In merito agli attacchi dell'8 settembre, l'esercito giordano ha dichiarato che i suoi sistemi di difesa aerea hanno intercettato 18 dei 20 missili balistici lanciati verso il suo territorio; i due restanti sono caduti in aree disabitate e non sono state segnalate vittime.

In Qatar la base più importante del Medio Oriente

Il Qatar ospita la base più importante di tutte. Al Udeid di è la più grande base americana in Medio Oriente e copre un'area di circa 31 km2 nel deserto fuori Doha, a circa 170 miglia (273 km) dall'Iran. La sua importanza non ha solo a che fare con le dimensioni: è il quartier generale avanzato del CENTCOM e la sede del Combined Air Operations Center, che controlla tutta l'attività aerea americana nell'intero Medio Oriente.

Il raggio di comando del CENTCOM è estremamente vasto: il Comando dirige le operazioni militari su un territorio che va dall'Egitto a ovest fino al Kazakhstan a est. Al Udeid è anche la base che ha subito la ritorsione iraniana più simbolica: dopo l'attacco americano sui siti nucleari iraniani del 21 giugno 2025, l'Iran rispose lanciando un attacco proprio su Al Udeid. Sul fronte dei costi, il Qatar spese tra 1 e 2 miliardi di dollari per costruire Al Udeid nel 1996 e ha speso oltre 6 miliardi in più da allora per mantenerla.

Il Bahrein come perno della flotta navale

Il Bahrein è il perno navale dell'intera architettura militare USA nella regione. Ospita il maggior numero di personale americano assegnato in modo permanente ed è sede della Quinta Flotta della Marina statunitense, il cui raggio d'azione copre il Golfo, il Mar Rosso, il Mar Arabico e parti dell'Oceano Indiano.

Qui si trovano anche il quartier generale della Quinta Flotta e delle U.S. Naval Forces Central Command, con la base navale collocata a circa 128 miglia dall'Iran, circa 205 km.

L'Arabia Saudita e il coordinamento con il governo

La presenza americana in Arabia Saudita è più contenuta e si fonda soprattutto sul coordinamento con il governo saudita: secondo le ultime stime pubblicate (relative però al 2024) il Paese ospitava 2.321 soldati americani, impegnati in capacità di difesa aerea e missilistica. Parte di questi è collocato nella base aerea Prince Sultan, circa 60 chilometri a sud di Riyadh, che supporta assetti come le batterie di missili Patriot e i sistemi THAAD, la difesa d'area ad alta quota nella fase terminale.

Sul piano strategico, l'Arabia Saudita occidentale è tra le opzioni considerate per spostare le forze più lontano dall'Iran, ma non dispone dei sistemi di difesa aerea di Israele. Il Paese, del resto, è già stato bersaglio di attacchi, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture energetiche strategiche: ieri 8 settembre, il movimento degli Houthi, sostenuto dall'Iran, ha attaccato con droni e missili impianti petroliferi e infrastrutture civili in Arabia Saudita, ferendo 73 persone.

I due volti della presenza USA negli Emirati Arabi Uniti

Negli Emirati Arabi Uniti, la presenza americana ha due volti. Da un lato c'è la base aerea di Al Dhafra, a sud di Abu Dhabi, condivisa con l'aeronautica emiratina e considerata un hub critico dell'aviazione statunitense, usata per missioni contro lo Stato Islamico e per voli di ricognizione nella regione.

Dall'altro c'è il porto di Jebel Ali, a Dubai, che pur non essendo una base militare formale è il più grande scalo della Marina statunitense in Medio Oriente e ospita regolarmente portaerei e altre navi. È proprio questa doppia natura a spiegare perché la presenza degli Stati Uniti negli Emirati Arabi Uniti venga in alcuni casi descritta come un “accesso” e in altri come un vero e proprio avamposto militare.

Le installazioni in Kuwait

Il Kuwait ospita una presenza americana articolata su più installazioni. Ci sono Camp Arifjan, quartier generale avanzato dell'US Army Central, la base aerea di Ali Al Salem (a circa 40 km dal confine iracheno e soprannominata “The Rock” per l'ambiente isolato e aspro) e Camp Buehring, nato durante la guerra in Iraq del 2003 come punto di transito per le unità dell'esercito dirette in Iraq e Siria.

La vicinanza all'Iran è il punto critico: Camp Arifjan dista appena 62 miglia dall'Iran (circa 99 km) ed è quindi la più esposta tra le basi principali per prossimità al territorio iraniano.

L'Iraq e la base di Ain Al Asad

In Iraq gli Stati Uniti mantengono una presenza nella base aerea di Ain Al Asad, nella provincia occidentale di Anbar, a sostegno delle forze di sicurezza irachene e della missione NATO. La base è nota per un triste precedente: fu bersaglio di missili iraniani nel 2020, per ritorsione dopo l'uccisione da parte americana del generale iraniano Qasem Soleimani.

Più a nord, nella Regione semiautonoma del Kurdistan, la base aerea di Erbil funziona come hub per le forze americane e della coalizione impegnate in addestramento, condivisione di intelligence e coordinamento logistico.

Israele e l'importanza strategica

Israele compare tra i Paesi con strutture americane, ma il suo peso è soprattutto a livello strategico. La distanza è la carta vincente: il tragitto da un missile iraniano a Israele è di circa 1.100 miglia (oltre 1.770 km), il che lascia molto più tempo per mettere il personale al sicuro rispetto alle basi del Golfo. Non a caso, decine di aerei americani sono stati ricollocati all'aeroporto Ben Gurion e alla base aerea di Ramon in Israele. L'ex comandante di CENTCOM, Frank McKenzie, ha sottolineato la necessità di puntare su basi in Israele, sia per la distanza dall'Iran, sia perché imporrebbe meno restrizioni su accesso, basing e diritti di sorvolo.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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