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15 Giugno 2026
10:30

Maturità 2026 al via per 527.000 studenti, le novità: come calcolare voto, crediti, commissioni e materie

L'Esame di Maturità 2026, al via il 18 giugno 2026, introduce diverse novità rispetto agli anni passati. Tra le principali: il colloquio orale si concentrerà solo su 4 discipline, le commissioni passeranno da 7 a 5 membri per classe e il bonus integrativo varrà un massimo di 3 punti. Il voto in condotta pesa di più sui crediti.

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Maturità 2026 al via per 527.000 studenti, le novità: come calcolare voto, crediti, commissioni e materie
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Tutte le novità della della Maturità 2026.

Mancano solo tre giorni all'inizio della prima prova scritta della Maturità 2026, che coinvolgerà 527.607 studenti in totale: il 18 giugno 2026 alle 08:30 maturandi e maturande dovranno affrontare il tema di italiano (qui le possibili tracce che potrebbero uscire sulla base degli anniversari del 2026). Quest'anno, però, ci sono alcune novità per l'Esame di Stato, a partire dal nome, che torna ad essere ufficialmente “Esame di Maturità”.

I cambiamenti più importanti riguardano soprattutto la prova orale, che diventa ufficialmente obbligatoria per ottenere la promozione finale, mentre il numero delle materie dell'orale scende a 4 (due assegnate a commissari interni e due a commissari esterni). Il colloquio non inizierà più da uno spunto fornito dalla commissione, ma studenti e studentesse dovranno presentare una breve riflessione del proprio percorso scolastico e personale.

Come funziona il nuovo colloquio orale della Maturità 2026

La novità più rilevante del nuovo Esame di Maturità riguarda proprio il colloquio orale, come anche riportato sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Il cambiamento rispetto al 2025 è sostanziale: fino all'anno scorso, l'orale spaziava generalmente su 6 materie dell'ultimo anno (una per commissario) e partiva da uno spunto iniziale (testi, documenti, esperienze) proposto dalla commissione, con collegamenti multidisciplinari liberi. Dal 2026 si concentrerà su 4 discipline specifiche – due assegnate a professori interni e due a commissari esterni – individuate dal Ministero stesso a gennaio 2026 e già comunicate agli studenti.

L'obiettivo della prova è accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale dello studente.

A cambiare è anche il modo con cui inizierà la prova orale: non ci saranno più materiali di partenza proposti dalla commissione, ma il colloquio inizierà con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce di quanto riportato nel Curriculum della studentessa e dello studente.

A quel punto, si entrerà nel vivo dell'esame con domande e approfondimenti sulle quattro discipline previste. Durante la prova, il candidato è chiamato anche ad analizzare criticamente le esperienze svolte nell'ambito delle attività di formazione scuola-lavoro (la nuova denominazione ufficiale dell'ex PCTO, i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento), presentandole attraverso una breve relazione o un lavoro multimediale e collegandole al percorso di studi seguito.

Nel corso del colloquio, i commissari verificheranno le competenze di educazione civica, oltre a un breve commento delle prove scritte.

C'è anche un caso particolare da segnalare: se in sede di scrutinio finale il candidato ha riportato un voto di comportamento pari a 6/10, il colloquio comprenderà anche la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe al momento dello scrutinio (e quindi prima dell'inizio delle prove scritte).

L'ultima novità, forse la più importante rispetto agli anni passati riguarda l'obbligatorietà dell'esame orale (mai specificata finora): i maturandi e le maturande potranno diplomarsi solo se avranno sostenuto tutte le prove previste, quindi sia gli scritti che il colloquio orale. Anche la cosiddetta “scena muta” equivarrà a una bocciatura.

Come si svolgono le prove scritte: date, struttura e commissioni

Sul fronte delle prove scritte, la struttura resta sostanzialmente stabile rispetto al 2025: le prove sono 2 per quasi tutti gli studenti (con l'eccezione dei percorsi EsaBac, EsaBac techno e delle sezioni a opzione internazionale, che prevedono anche una terza prova). Il calendario è il seguente: la prima prova scritta si svolge giovedì 18 giugno 2026 dalle ore 8:30 e ha una durata di sei ore. La seconda prova scritta, che verterà sulle discipline caratterizzanti il corso di studio, è fissata per venerdì 19 giugno 2026 e avrà una durata differente a seconda dell'indirizzo scolastico.

Come accennato, un cambiamento significativo riguarda la composizione delle commissioni d'esame. Fino al 2025, ogni commissione (abbinata a due classi) era composta da un presidente esterno, tre commissari interni e tre commissari esterni per ciascuna classe. Dal 2026 la commissione diventa più snella: sarà presieduta da un presidente esterno all'istituzione scolastica, con due membri esterni (condivisi tra le due classi) e due membri interni per ciascuna delle due classi abbinate. Si passa, in sostanza, da 7 a 5 componenti per classe.

Il conteggio dei crediti, il voto finale e il peso della condotta

Il sistema dei crediti scolastici mantiene la stessa struttura degli ultimi anni, con il voto finale dell'Esame di Maturità 2026 che sarà espresso in centesimi. Più nel dettaglio, gli studenti potranno ottenere un massimo di 40 punti di crediti scolastici (accumulati nel corso dell'ultimo triennio), un massimo di 20 punti per ciascuna delle due prove scritte (quindi 40 in totale) e massimo di 20 punti per il colloquio orale.

Il punteggio minimo per superare l'esame è sempre di 60/100, ma cambierà il punteggio integrativo: la Commissione potrà attribuire fino a un massimo di 3 punti ai candidati che abbiano raggiunto almeno 90 punti tra credito e prove d'esame. Rispetto al 2025, quando il bonus poteva arrivare fino a 5 punti, il margine di integrazione si riduce.

Anche il voto di comportamento acquista un peso decisamente maggiore rispetto al passato. La valutazione della condotta, infatti, concorre alla determinazione del credito scolastico e il decreto prevede una regola precisa: il punteggio più alto all'interno della fascia di credito spettante (in base alla media dei voti) può essere attribuito solo se il voto di comportamento è pari o superiore a 9/10. Con un 8 in condotta, ad esempio, per il quinto anno il credito massimo scende da 15 a 14 punti. I maturandi o le maturande che avranno ottenuto allo scrutinio finale un 6 in condotta, dovranno invece presentare un elaborato critico sui temi di cittadinanza attiva.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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