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19 Giugno 2026
12:31

Maturità 2026, il lago di Bracciano nella seconda prova di matematica: il problema dei livelli dell’acqua

Al via la seconda prova scritta della Maturità 2026: agli studenti del liceo scientifico è stato chiesto di ricostruire un modello sui livelli d'acqua del lago di Bracciano, situato vicino a Roma e colpito nel 2017 da una grave crisi idrica (fino a a -180 cm sotto lo zero idrometrico).

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Maturità 2026, il lago di Bracciano nella seconda prova di matematica: il problema dei livelli dell’acqua
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Il lago di Bracciano, in Lazio.

Dopo il tema di italiano, è ufficialmente iniziata anche la seconda prova scritta dell'Esame di Maturità 2026, quella dedicata alle materie di indirizzo: al liceo scientifico, maturandi e maturande stanno affrontando la prova di matematica che quest'anno include problemi legati ad episodi realmente accaduti, dal terremoto in Friuli del 1976 fino al livello delle acque del lago di Bracciano, situato nel Lazio, vicino a Roma.

Agli studenti, infatti, è richiesto di ricostruire il modello matematico che descriva l'andamento del livello delle acque del lago di Bracciano nel tempo, partendo dai prelievi del 2016-2017 e dalla loro successiva sospensione. Dietro a questa traccia, però, c'è una crisi idrica reale e complessa da gestire, causata dal cambiamento climatico e dallo sfruttamento umano di questo bacino, le cui acque nel 2017 erano scese a -180 cm rispetto allo “zero idrometrico”.

Al momento, il livello delle acque di Bracciano sta lentamente risalendo: secondo l'Osservatorio dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Centrale (AUBAC), il lago resta comunque in una situazione di fragile equilibrio.

Le caratteristiche del lago di Bracciano: come si è formato

Per capire perché il lago di Bracciano è così fragile, bisogna prima analizzare come si è formato. Circa 600.000 anni fa, quell'area era caratterizzata da un'intensa attività del Distretto Vulcanico dei Monti Sabatini (a nord di Roma): non esisteva un singolo grande vulcano, ma tanti centri eruttivi sparsi (come quelli di Sacrofano, Baccano, Trevignano, Vigna di Valle, Bracciano, Martignano, Polline, Lagusiello e Monterosi). Tra questi, il più importante era quello di Sacrofano, che ha prodotto enormi quantità di materiale piroclastico.

Come riportato nel rapporto realizzato dall'ISPRA, il progressivo svuotamento della grande camera magmatica che alimentava l’attività dei numerosi centri eruttivi del complesso vulcanico Sabatino (insieme all’attività di un sistema di faglie regionali), ha causato il collasso della parte sommitale della struttura, avvenuto circa 300.000 anni fa, con la formazione di un’ampia depressione vulcano-tettonica che gradualmente si è riempita d’acqua dando origine al Lago di Bracciano.

Il risultato, quindi, è un lago estremamente profondo (tra i 160 e i 165 metri), con una superficie di circa 57 km² e un volume d'acqua stimato in 5 miliardi di metri cubi: già sfruttato fin dall'antichità, nel Novecento il lago, balneabile, è diventato a tutti gli effetti una riserva idrica strategica per la Capitale.

Essendo un lago di origine vulcanica, quello di Bracciano non ha grandi fiumi che lo alimentano. L'acqua arriva quasi tutta da grosse sorgenti sotterranee e dalla pioggia che cade direttamente sulla superficie (o sul bacino circostante), mentre il fiume Arrone è l'unico emissario naturale.

Nella pratica, quindi, il lago di Bracciano è un sistema “quasi chiuso” che si ricarica lentamente attraverso le falde e la pioggia: quando questi input si riducono (per la siccità o per un sovrasfruttamento) il lago non ha modo di compensare le perdite in velocità. Il lago, tra l'altro, costituisce un'area di elevato valore naturalistico e biodiversità, essendo habitat di specie endemiche.

Insomma, il lago di Bracciano è contemporaneamente una riserva d'acqua strategica per Roma e un ecosistema di interesse primario.

La crisi idrica del 2017 e le cause

Per decenni il livello del Bracciano è rimasto sostanzialmente in buona salute. Poi, nel 2017, le cose sono peggiorate. Di monitorare il lago da oltre 15 anni si occupa l'Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR (IRSA-CNR), che raccoglie dati sia sulla quantità sia sulla qualità dell'acqua. I dati di quell'estate dimostravano che la linea di riva era arretrata notevolmente, facendo emergere rocce e sabbia, e nel luglio 2017 il livello era sceso a -163 cm rispetto allo “zero idrometrico” (la quota di riferimento del lago).

Nelle settimane successive, in realtà, la situazione peggiorò ulteriormente: a fine luglio si raggiunsero circa -167 cm e nel corso dell'estate il minimo toccò valori ancora più bassi, con alcune rilevazioni che riportano fino a -180 cm.

Questi livelli rappresentavano un problema non di poco conto: i ricercatori dell'IRSA-CNR avevano infatti ricostruito un modello digitale della “conca” del lago e calcolato che l'escursione massima sostenibile dal sistema fosse di -150 cm. Oltre quella soglia, nel lago si osservava una significativa riduzione delle aree coinvolte nei processi naturali di autodepurazione.

Il lago di Bracciano, infatti, funziona come una sorta di gigantesco ecosistema-filtro: a -150 cm si perde già il 13,4% della superficie di fondale dedicata a questi processi depurativi e gli scenari peggiori indicavano che, scendendo a -200 cm, la perdita sarebbe arrivata al 22,5%.

A causare questi abbassamenti, che stavano danneggiando anche la falda intorno al lago, erano un insieme di fattori: il cambiamento climatico e il sovrasfruttamento del lago.

Un gruppo di ricercatori, in uno studio pubblicato nel 2021 sulla rivista Journal of Hydrology: Regional Studies, ha analizzato i dati nell'arco di un secolo, dimostrando che, a partire dalla fine degli anni '90, la variazione mensile del livello del lago è raddoppiata rispetto ai decenni precedenti. E, in parallelo, è raddoppiata anche la variazione dei prelievi mensili da parte di Acea, mentre le precipitazioni annuali sono diventate più irregolari e la temperatura media è salita.

In pratica, il lago si è trovato a subire contemporaneamente un clima più estremo e un sfruttamento più intenso.

Una review scientifica del 2023, pubblicata sulla rivista scientifica Water, ha inquadrato il lago di Bracciano come l'esempio di un ecosistema di valore messo a rischio dalle crescenti pressioni umane. Negli ultimi vent'anni, diversi problemi ambientali (oltre allo sfruttamento umano) ne hanno ridotto in modo significativo la capacità di fornire “servizi ecosistemici”, ossia tutto ciò che il lago fornisce: acqua potabile, pesca, opportunità ricreative.

La situazione attuale

Dopo le misurazioni del 2017, i prelievi sono stati gradualmente interrotti: a quel punto, il livello delle acque del lago è ricominciato a salire, ma molto lentamente. Secondo i dati riportati in uno studio del 2026 pubblicato sempre sulla rivista Water, nel 2018 il livello era risalito di appena 40 cm rispetto al minimo storico del 2017, mentre ad aprile 2023 il recupero complessivo era di 98 cm. Nel frattempo, il fiume Arrone (come detto storico emissario del lago) è rimasto scollegato, perché il livello dell'acqua è restato sotto la soglia di sfioro.

Ma qual è la situazione attuale? Gli aggiornamenti più recenti riportano un lago in equilibrio precario, ma in lieve ripresa. Secondo il bollettino dell'Osservatorio dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Centrale (AUBAC), relativo a novembre-dicembre 2025, dopo le forti riduzioni di livello tipiche dell'estate, nei mesi di novembre e dicembre si è osservato un arresto della discesa per tutti i principali laghi naturali del distretto.

Nel caso specifico del lago di Bracciano, il livello è risalito dai 161,69 m sul livello del mare di ottobre 2025 ai 161,8 m registrati nei primi giorni del 2026. È un valore paragonabile a quello dello stesso periodo del 2023 e superiore a quello di dicembre 2024: piccoli segnali di recupero, trainati soprattutto dalle piogge intense di fine 2025 e inizio 2026.

Lo stesso bollettino, comunque, segnala che il 2025 è stato complessivamente un anno sotto la media climatologica: nel Lazio le precipitazioni di novembre e dicembre si sono discostate dalla media del -36% e del -17% e a livello di distretto la ricarica delle falde nel 2025 è stata inferiore ai valori storici, con scostamenti superiori al -30% in gran parte delle regioni.

Per un lago che dipende proprio dalle piogge e dalle falde, non è un dettaglio da poco: ecco perché l'Osservatorio ha classificato la severità idrica dell'ATO 2 (che copre l'area di Roma e del lago di Bracciano), come “media”, in un quadro definito come equilibrio fragile.

I dati più recenti, relativi a maggio 2026, mostrano un livello del lago stabile intorno ai 162,39 m sul livello del mare.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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