12 Febbraio 2024
12:42

Da spezia ad allucinogeno: le proprietà della noce moscata e quando diventa allucinogena

La noce moscata è una spezia molto usata in cucina, ma che presa a dosi eccessive (oltre 5 grammi) può dare allucinazioni e convulsioni a causa della presenza di miristicina.

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Da spezia ad allucinogeno: le proprietà della noce moscata e quando diventa allucinogena
noce moscata

Besciamella e tortellini non saranno più gli stessi dopo aver scoperto la storia di una delle spezie utilizzate nella loro preparazione: la noce moscata. Dal sapore fragrante, caldo e leggermente piccante, ha decretato i destini di intere nazioni. Ma se assunta in dosi molto elevate, può provocare allucinazioni e convulsioni a causa della presenza di miristicina, una molecola con struttura molto simile a quella di un precursore dell’ecstasy.

La noce moscata e le sue proprietà

La noce moscata deriva dell'albero di Myristica fragrans, un albero sempreverde originario delle Molucche e delle Filippine. Dal frutto simile a un'albicocca, ricaviamo ben due ingredienti culinari: il seme decorticato è appunto la noce moscata, mentre dall'endocarpo (la parte del frutto che ricopre il seme) si ricava il macis, dal sapore più dolce e molto simile allo zafferano.

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La sua fama di “spezia della follia” è dovuta alla presenza di miristicina ed elemicina nell’olio essenziale. La prima, in particolare, ha una struttura chimica simile al safrolo, un precursore utilizzato nella sintesi di ecstasy (o MDMA). Non è ancora chiaro il meccanismo d’azione, ma si pensa che una volta ingerita la miristicina venga metabolizzata dal nostro organismo e trasformata in 3-metossi-diossianfetamina (MMDA), una molecola simile all’MDMA. L’ingestione porta a palpitazioni, nausea, convulsioni, allucinazioni che possono durare anche alcuni giorni, e addirittura alla morte. Oltre alla noce moscata, la miristicina è presente in basse quantità anche nel prezzemolo, nelle carote e nel pepe nero.

Le dosi alimentari sono sicure?

Tranquilli, alle dosi alimentari non corriamo alcun rischio. I primi sintomi di intossicazione si hanno con l’ingestione di una intera noce moscata (circa 5 grammi), corrispondenti a 1-2 mg di miristicina, mentre per la polvere, un cucchiaino equivale a 7 grammi di noce moscata. Se quindi possiamo ritenerci sicuri nell’usarla per condire le nostre pietanze, è pur vero che negli ultimi anni sono aumentati i casi di abuso e intossicazione da noce moscata e miristicina perché vengono utilizzate come intossicante allucinogeno a buon mercato, causando diverse morti da avvelenamento.

Alcune curiosità sulla noce moscata

La noce moscata raggiunse l’Europa agli inizi dell'XI secolo, importata dagli Arabi passando per Venezia e veniva utilizzata, insieme ad altre spezie, per la conservazione degli alimenti quando ancora non esistevano i frigoriferi. In Cina e Asia veniva utilizzata contro reumatismi e coliche, mentre in Europa ebbe un enorme successo come afrodisiaco e antisettico. Si credeva che avesse proprietà magiche e proteggesse dalla peste bubbonica, probabilmente grazie alla presenza di isoeugenolo ed eugenolo, che hanno un odore repellente per le pulci portatrici del batterio della peste bubbonica.

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La voglia di accaparrarsi il monopolio del commercio di questa importante spezia spinse le grandi potenze dell’epoca a una corsa per conquistare le isole Banda, e in particolare l’isola di Run, dove la noce moscata cresceva in enormi quantità. Alla fine, dopo quasi due secoli di lotte, la Compagnia Olandese delle Indie Orientali ebbe la meglio sugli inglesi, che rinunciarono al dominio sull’isola di Run. In cambio però gli Olandesi dovettero cedere una piccola e insignificante colonia americana, New Amsterdam, che oggi tutti consociamo come New York, una delle città più importanti al mondo.

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