
«Da sabato l’IA sarà disponibile su WhatsApp e avrà accesso a tutte le chat. Pertanto, tutti gli amministratori dei gruppi dovrebbero attivare l’opzione “Privacy avanzata”. In caso contrario, l’IA potrà aprire i messaggi del gruppo, visualizzare i numeri di telefono e persino accedere ai dati personali presenti sul telefono, incluse le chat private». Se vi è capitato di ricevere un messaggio del genere, in uno dei gruppi WhatsApp in cui siete inclusi come partecipanti, non preoccupatevi: non è un avviso ufficiale di Meta, ma una bufala, l'ennesima catena di Sant'Antonio che sfrutta la paura per spingere gli utenti a inoltrare un contenuto senza verificarne la sua reale provenienza. Se doveste ricevere il messaggio a cui abbiamo appena fatto riferimento, la cosa migliora da fare è spezzare la catena non diffondendolo a vostra volta. L'AI non avrà accesso automatico a tutte le chat.
Il messaggio potrebbe in alcuni casi essere accompagnato dalla dicitura “Inoltrato molte volte”, un'indicazione che dovrebbe già farvi drizzare le orecchie: significa che il testo è stato condiviso ripetutamente e non permette di risalire alla fonte da cui è partito. Anche il contenuto presenta tutti gli elementi tipici delle bufale che circolano sulle app di messaggistica: un cambiamento imminente, una presunta minaccia alla privacy e una procedura da seguire immediatamente per proteggersi. Spacchettiamo per bene questo messaggio e vediamo perché si tratta di una bufala. Poi vedremo anche cos’è la funzione “Privacy avanzata” a cui fa riferimento e a cosa serve davvero.
La catena falsa di San’Antonio sulla privacy e l'AI
Il testo del messaggio sostiene che l'intelligenza artificiale sarebbe diventata disponibile su WhatsApp a partire da sabato (senza specificare quale sabato) e che, senza l'attivazione della “Privacy avanzata della chat”, l’intelligenza artificiale di Meta potrebbe leggere i messaggi dei gruppi, visualizzare i numeri di telefono e accedere persino alle chat private. Viene quindi suggerito agli amministratori dei gruppi di entrare nelle informazioni della conversazione e attivare l'apposita impostazione.
Il problema è che questa ricostruzione non corrisponde a ciò che spiega WhatsApp nella propria documentazione. Meta AI, cioè il servizio di intelligenza artificiale di Meta integrato in WhatsApp, non verrà incluso da sabato prossimo: esiste già da tempo e in Italia è disponibile su WhatsApp da più di un anno. Questa funzionalità può essere utilizzata per rispondere a domande, fornire suggerimenti, aiutare a trovare idee o creare immagini generate dall'AI. È possibile anche interagire con Meta AI all'interno di chat di gruppo già esistenti.
Questo, però, non significa che l'intelligenza artificiale abbia accesso automaticamente alle conversazioni. WhatsApp, sulle sue pagina di assistenza, specifica nero su bianco quanto segue:
Tutte le chat sono private per impostazione predefinita. I tuoi messaggi personali sono sempre protetti dalla crittografia end-to-end. Meta AI non può accedere alle tue chat. Può leggere solo i messaggi che le persone decidono di inviare a questo strumento e niente altro. Questo vale sia che la privacy avanzata della chat sia attivata o disattivata.
Cosa succede quando usiamo Meta AI e come difendersi con la privacy avanzata
La catena di Sant'Antonio, pur diffondendo un messaggio palesemente falso, contiene però un elemento realmente esistente che può conferire al messaggio una certa aurea di veridicità. Nel testo di quest’ultimo infatti si fa riferimento alla Privacy avanzata della chat, una funzione realmente esistente in WhatsApp. Ma questa ha uno scopo diverso da quello descritto nel messaggio-bufala. Si tratta di un'impostazione che permette di limitare il modo in cui i partecipanti, e non l’AI, possono condividere messaggi e file multimediali al di fuori di WhatsApp. Per attivarla nelle chat di gruppo, bisogna seguire questi passaggi:
- Avviate la chat di gruppo su cui attivare l'impostazione.
- Fate tap sul nome della chat, che si trova nella parte superiore dello schermo.
- Scorrete verso il basso il menu apertosi e toccate Privacy avanzata della chat.
- Nella schermata che si apre, spostate su ON l'interruttore posto vicino alla dicitura Privacy avanzata nella chat.
- Tornando indietro con una serie di tap ripetuti su < e andando nella schermata principale della chat, vedrete campeggiare un messaggio di conferma riguardante l'attivazione della funzione.

Quando viene attivata, nelle chat interessate i partecipanti non possono salvare automaticamente i file multimediali nella galleria del proprio dispositivo, esportare la conversazione oppure chiedere a Meta AI di rispondere a domande, creare immagini o generare riepiloghi all'interno di quella chat. Ma da qui a dire che la funzione serve a impedire a Meta AI di spiarci, c’è una bella differenza.
Cosa succede quando usiamo Meta AI
Anche se usare Meta AI non consentirà all'intelligenza artificiale di Meta di accedere a tutte le vostre chat, è importante che siate consapevoli del fatto che quello che condividete con l'AI non rimane segreto. Quando scegliete volontariamente di utilizzare il servizio, Meta e i suoi dipendenti possono ricevere e leggere i prompt, cioè le richieste che scrivete all'intelligenza artificiale, i messaggi che decidete di condividere con questa tecnologia e i feedback necessari per fornire le risposte. Meta può inoltre ricevere informazioni relative al dispositivo, alla connessione e al modo in cui utilizzate Meta AI.