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6 Febbraio 2026
10:53

Norovirus a Milano-Cortina, giocatrici finlandesi di hockey contagiate: di cosa si tratta e quanto dura

Infezioni da Norovirus nella nazionale di hockey finlandese a Milano-Cortina. Il virus è molto contagioso ma i sintomi (nausea, vomito, diarrea) durano poco. Il rinvio della loro gara d'esordio mette sull'attenti gli organizzatori nel timore che ci possano essere nuovi contagi.

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Norovirus a Milano-Cortina, giocatrici finlandesi di hockey contagiate: di cosa si tratta e quanto dura
norovirus hockey geopop

Quattro atlete di hockey femminile della nazionale finlandese sono state colpite da un'infezione da Norovirus, un patogeno molto comune che causa gastroenterite. Si tratta dei classici "virus intestinali" altamente contagiosi che portano sintomi come nausea, vomito, diarrea, febbre e mal di testa. In via preventiva, data la natura infettiva di questo virus, oltre a isolare 13 atlete, sono stati annullati gli allenamenti e gli impegni con la stampa della squadra e il loro esordio ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 contro il Canada è stato rinviato dal 5 al 12 febbraio. La decisione, arrivata il giorno precedente la cerimonia di apertura, è stata presa dopo che la squadra finlandese aveva solo 10 giocatrici (8 pattinatrici e 2 portieri) e non arrivava al numero minimo (17) richiesto dal regolamento. Non c'è da allarmarsi, nella maggior parte dei casi il contagio, che può avvenire tramite cibo o acqua contaminati, non arreca gravi danni e passa in pochi giorni.

La preoccupazione, più che per la salute (i sintomi durano dalle 12 alle 60 ore), è per l'ipotetico rinvio delle gare che un contagio di massa nel Villaggio Olimpico comporterebbe. L'evento ha tempi stretti e l'organizzazione non può permettersi grandi slittamenti.

Il virus, identificato nel 1972, è diffuso globalmente e, come riporta l'OMS, si stima che in un anno nel mondo ci siano 685 milioni di infezioni. Il contagio avviene tramite aerosol, ma secondo l’ISS la maggior parte delle infezioni da Norovirus è dovuta all'ingestione di cibo contaminato (come frutti di mare crudi o verdure non lavate bene) e al contatto con acque infette di cisterne, piscine o acquedotti. Questi virus a filamento singolo di RNA resistono a lungo nell'ambiente e sulle superfici, sopravvivendo anche al congelamento e alle alte temperature.

Dopo un tempo di incubazione di 12-48 ore i sintomi del virus compaiono con nausea, vomito, crampi e diarrea. Il pericolo maggiore è la disidratazione, sopratutto in bambini e anziani, per questo è consigliato dall'ISS bere molti liquidi a piccoli sorsi e usare soluzioni reidratanti. Non esiste una cura definitiva e la malattia si risolve da sola. L'unica arma efficace contro il Norovirus è l'igiene. Bisogna lavarsi spesso le mani con il sapone e disinfettare accuratamente cibo (frutta e verdura) e superfici. Chi è contagiato deve isolarsi e, soprattutto, non cucinare per gli altri fino a 48 ore dalla fine dei sintomi.

Non è la prima volta che le Olimpiadi si trovano a fronteggiare virus o batteri. Un precedente molto simile è quello di Pyeongchang 2018, in Corea del Sud, quando proprio il Norovirus colpì centinaia di persone. Oltre al noto caso del Covid a Tokyo, ricordiamo le polemiche sull'Escherichia coli nella Senna a Parigi 2024 e il focolaio di influenza a Nagano 1998. Il motivo è quasi fisiologico, i grandi eventi olimpici concentrano migliaia di persone – tra atleti, staff e volontari – in spazi ristretti come il Villaggio Olimpico. Questo assembramento innalza la probabilità di contagio, specialmente nelle edizioni invernali, dove la vita in ambienti chiusi facilita la circolazione dei patogeni.

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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano. Una passione a 360 gradi che oggi unisco al mio lavoro, raccontando il mondo dello sport anche nei miei articoli.  
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