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26 Maggio 2026
18:00

Il router Wi-Fi può identificarci in una stanza anche senza lo smartphone addosso o connesso

Il sistema è riuscito a riconoscere, con una precisione del 99,5%, i partecipanti che camminavano nella stanza dai rimbalzi delle onde emesse dal Wi-Fi, anche senza che questi avessero addosso telefoni connessi alla rete.

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Il router Wi-Fi può identificarci in una stanza anche senza lo smartphone addosso o connesso
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Il router di casa può essere utilizzato per identificare chi si trova in una stanza, anche senza che i soggetti identificati abbiano con sé uno smartphone o un altro dispositivo connesso al Wi-Fi. A dimostrare la fattibilità della cosa è stato un gruppo di ricercatori informatici della Germania, che lavorano per il KIT (Karlsruhe Institute of Technology). Questi hanno dimostrato che le onde radio emesse dai comuni dispositivi wireless possono essere intercettate per riconoscere l'identità di una persona che cammina in una stanza e tutto questo con una precisione del 99,5%. Il fatto che non occorra avere un dispositivo connesso alla rete per essere identificati rende questa scoperta interessante ma, per certi versi, anche inquietante. Ma com’è possibile tutto questo? Vediamolo subito.

Una precisione del 99,5%: la scoperta

Per capire la portata di questa scoperta, bisogna partire dalla tecnologia che la rende possibile. I ricercatori del KIT hanno concentrato la loro attenzione su una funzione integrata nei moderni standard Wi-Fi, chiamata beamforming, introdotta con lo standard Wi-Fi 5 (802.11ac). A differenza di una lampadina che diffonde la luce in ogni direzione, il beamforming direziona il segnale radio proveniente dal modem/router verso il dispositivo specifico che ne fa richiesta: la smart TV, il computer, lo smartphone, e così via. Per farlo, il router invia continuamente pacchetti di dati per calcolare il percorso migliore e aggirare gli ostacoli. Ebbene, i ricercatori tedeschi hanno scoperto che questi dati viaggiano nell'aria senza alcuna crittografia e possono essere captati da chiunque nelle vicinanze con un semplice ricevitore.

Il sistema sviluppato dal team si chiama BFId (Beamforming Feedback Information), acronimo che unisce il concetto di beamforming a quello di identificazione. Il suo punto di forza risiede nell'accessibilità. In passato, il tracciamento della presenza umana tramite Wi-Fi si basava sulle CSI (Channel State Information), ovvero misurazioni fisiche che descrivono come il segnale radio si degrada, rimbalza o si attenua tra trasmettitore e ricevitore. Le CSI sono precise, ma hanno un limite enorme: per estrarle serve installare un firmware personalizzato compatibile con pochissimi modelli di schede di rete, tra cui la Intel WiFi Link 5300, una vecchia scheda di rete prodotta da Intel nel 2008. Il risultato è che meno del 6% dei router in circolazione supporta questa tecnologia.

Come è possibile: il sistema BFId

Il sistema BFId aggira completamente questo ostacolo. Non serve violare la rete, conoscerne la password o modificare le impostazioni del modem. Il sistema si limita ad ascoltare passivamente i dati di beamforming che si riflettono sui corpi delle persone. Ognuno di noi ha una corporatura unica, un'andatura personale, un modo caratteristico di muoversi nello spazio: tutte caratteristiche che alterano il percorso delle onde radio in maniera distintiva, generando una sorta di impronta biometrica del cammino.

Il prof. Thorsten Strufe dell'Institute of Information Security and Dependability del KIT, ha spiegato in questi termini il funzionamento di questo sistema:

Osservando la propagazione delle onde radio, possiamo creare un'immagine dell'ambiente circostante e delle persone presenti. Funziona in modo simile a una normale telecamera, con la differenza che nel nostro caso per il riconoscimento vengono utilizzate onde radio anziché onde luminose. Quindi, non importa se porti con te o meno un dispositivo Wi-Fi.

Riguardo ai possibili rischi di sicurezza legati a questa scoperta, Julian Todt di KASTEL, ha affermato:

Questa tecnologia trasforma ogni router in un potenziale mezzo di sorveglianza. Se passi regolarmente davanti a un bar che gestisce una rete WiFi, potresti essere identificato lì senza accorgertene e riconosciuto in seguito, ad esempio dalle autorità pubbliche o dalle aziende.

Per testare il sistema, i ricercatori hanno coinvolto 197 partecipanti, il campione statistico più ampio mai utilizzato in studi di questo tipo. I risultati, con un'accuratezza del 99,5% nel riconoscere le persone, verranno presentati a Taipei alla conferenza ACM sulla sicurezza informatica e delle comunicazioni (CCS), uno dei palcoscenici più autorevoli del settore.

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