La notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026 scatterà l'ora solare: le lancette andranno spostate di un'ora indietro (le 03:00 diventeranno le 02:00), il che anticiperà di 60 minuti l'ora dell'alba e del tramonto: guadagneremo più luce al mattino presto, a discapito di un'ora di luce persa nel pomeriggio.
L'alternanza tra ora legale e ora solare è stata al centro di un'indagine conoscitiva condotta dalla X Commissione della Camera dei Deputati: secondo le conclusioni, il cambio d'ora due volte l'anno è da considerarsi superabile, anche se non viene indicato quale fuso orario rendere permanente.
Dopo alcune sperimentazioni, in Italia l'ora legale è stata introdotta in maniera definitiva nel 1966, con l'obiettivo di sfruttare al meglio le ore di luce solare per risparmiare energia. Ma oggi è ancora così?
Secondo quanto riportato durante l'indagine conoscitiva da Terna, gestore della rete di trasmissione nazionale, il beneficio in termini di riduzione di fabbisogno elettrico atteso di un sistema orario basato sull’ora legale permanente (rispetto a un sistema basato sul doppio cambio dell’ora o a un sistema fondato sull’ora solare permanente) è nel complesso ridotto e, soprattutto, è progressivamente diminuito nel corso degli ultimi anni.
Il beneficio energetico legato all'ora legale si è ridotto del 50% in circa 20 anni
Secondo la società, questo è legato molto probabilmente a «un aumento dell’efficienza energetica delle tecnologie e dei sistemi di illuminazione». In termini quantitativi, Terna ha stimato che i sette mesi di ora legale nel 2026 dovrebbero comportare una riduzione dei consumi di circa 302 GWh, ossia lo 0,10% del fabbisogno nazionale (nel 2025 il fabbisogno elettrico nazionale complessivo era di circa 311,3 TWh), corrispondente al fabbisogno medio annuo di 115 mila famiglie. Il risparmio economico stimato per il periodo aprile-ottobre è di circa 80 milioni di euro.
Insomma, rispetto al passato, il beneficio energetico complessivo dell'alternanza tra ora solare e ora legale (pur esistente) risulta oggi più limitato e, soprattutto, è in costante riduzione nel tempo. Più nello specifico, i dati Terna relativi al periodo 2006-2025 mostrano come il risparmio fisico registrato nei sette mesi di applicazione dell’ora legale sia costantemente in calo, passando da 645 GWh nel 2006 a 310 GWh nel 2025, con una riduzione superiore al 50%, riconducibile appunto alla diffusione delle tecnologie di illuminazione a basso consumo (LED), ma anche dal mutamento dei profili di consumo e dalla crescita della climatizzazione estiva, con ondate di calore sempre più frequenti nei mesi estivi.
Le stime Terna per il beneficio energetico nel 2030
Come anticipato, la X Commissione non ha indicato quale regime converrebbe maggiormente, se l'ora legale permanente o l'ora solare permanente. Tuttavia, nella memoria di Terna vengono ipotizzati 3 possibili scenari relativi al sistema elettrico nazionale:
- Il regime vigente con doppio cambio stagionale;
- Un ipotetico regime di ora solare permanente;
- Un ipotetico regime di ora legale permanente.
Dall’analisi svolta con riferimento al periodo 2015-2026, e con una proiezione al 2030 che tiene conto della crescente diffusione delle fonti rinnovabili non programmabili, Terna ha concluso che la curva di fabbisogno elettrico relativa allo scenario di ora legale permanente risulta sempre la più contenuta.
In particolare, se l'ora legale fosse estesa anche ai mesi invernali, al risparmio energetico annuo di circa 302 GWh si aggiungerebbero altri 160 GWh, ovvero circa lo 0,05% del fabbisogno elettrico nazionale, portando il beneficio complessivo a circa 462 GWh, ossia lo 0,15% del totale.
Per il 2030, l’estensione dell’ora legale a tutto l’anno determinerebbe un beneficio aggiuntivo, in termini di minor consumo, di circa 153 GWh, per un totale di circa 438 GWh. Il risparmio in termini economici di questo regime sarebbe di circa 100 milioni di euro nel 2030, calcolati sulla base del costo medio dell'elettricità per il cliente domestico tipo secondo i dati ARERA.
I dati e le considerazioni avanzate da Terna (e dagli altri soggetti auditi dalla X Commissione) saranno quindi analizzate negli prossimi mesi: al momento, comunque, l'entrata in vigore dell'ora solare è confermata per il weekend del 24-25 ottobre, con il regime orario che dovrebbe cambiare il prossimo 28 marzo 2027.
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