
Con la fine dell'estate ormai vicina, sta per arrivare il momento in cui sposteremo le lancette dell'orologio, con il ritorno all'ora solare, previsto la notte tra sabato 24 ottobre e domenica 25 ottobre. Le lancette andranno portate un'ora indietro, con le 03:00 che diventeranno le 02:00. La prima sera guadagneremo un'ora in più di sonno, oltre a un'ora di luce aggiuntiva al mattino presto, a discapito di una persa nel tardo pomeriggio.
L'ora solare viene così definita perché segue il moto apparente del Sole, ponendo il mezzogiorno (ossia le 12) attorno al momento in cui il Sole raggiunge il punto più alto nel cielo. Si tratta infatti dell'orario “naturale”, permettendo di sfruttare l'illuminazione naturale nelle prime ore del mattino. In Italia l'alternanza con l'ora legale (l'orario “estivo”, in cui ci troviamo in questo momento) è stata sperimentata per la prima volta nel 1916, ma è ufficialmente in vigore dal 1966.
Nei prossimi anni, però, il cambio d'ora due volte l'anno potrebbe essere abolito: le discussioni, in realtà, erano già partite all'interno dell'Unione Europea nel 2018, con il Parlamento UE che nel 2019 si era espresso a favore dell'abolizione del passaggio stagionale. L'iter, tuttavia, si è arenato a causa dei ritardi dovuti alla pandemia da COVID-19 e alle difficoltà di trovare un orario comune a livello europeo.
A marzo 2026 il Parlamento italiano ha avviato un'indagine conoscitiva (che risulta tuttora in corso) dedicata all'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale, con un focus dei possibili effetti e delle ricadute sui settori produttivi. Al momento, quindi, il tema dell'abolizione è ancora in fase di valutazione, almeno per quanto riguarda l'Italia.
Quando torna l'ora solare e cambia l'ora legale: lancette indietro di 60 minuti
Come ogni anno, il passaggio dall'ora legale all'ora solare è fissato per l'ultima domenica di ottobre. La notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026, le lancette andranno quindi spostate indietro di un'ora, con le 03:00 che diventeranno le 02:00. Il cambio avviene contemporaneamente in tutta l'Unione Europea, alle 1:00 UTC (il tempo coordinato universale, cioè il fuso orario di Greenwich), che in Italia corrisponde appunto alle 3:00 del mattino. Nel corso di quella notte, quindi, potremo godere di un'ora di più di sonno.
L'ora solare viene considerata l'orario più “naturale”, perché è quella che segue il moto apparente del Sole, ponendo il mezzogiorno (le 12) attorno al momento in cui il Sole raggiunge il punto più alto nel cielo. Spostare le lancette indietro di 60 minuti, quindi, anticipa di un'ora l'orario dell'alba e del tramonto: di conseguenza, ci ritroveremo con un'ora di luce in più al mattino, perdendo un'ora di luce alla sera.
Salvo modifiche, l'ora legale tornerà in vigore il 28 marzo 2027.
L’indagine conoscitiva per l’abolizione del cambio ora: perché lo facciamo ancora?
Come accennato, il cambio d'ora due volte l'anno (l'ultimo weekend di marzo per l'ora legale e l'ultimo di ottobre per l'ora solare) è in vigore in Italia dal 1966: secondo i dati di Terna, l'introduzione dell'ora legale nel 2026 dovrebbe permettere di risparmiare circa 80 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica di circa 302 milioni di kWh, che equivalgono al fabbisogno medio annuo di 115 mila famiglie.
Negli ultimi anni, però, sono aumentati i dibattiti per una possibile eliminazione dell'alternanza tra ora legale e ora solare: il Parlamento Europeo nel 2019 aveva già espresso la volontà di abolire il passaggio stagionale, ma la procedura si è arenata nel corso degli anni.
A ottobre 2025 il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez aveva annunciato l'intenzione di proporre all'Unione Europea l'abolizione definitiva del cambio orario: l'11 marzo 2026 la X Commissione della Camera dei Deputati (Attività Produttive, Commercio e Turismo) ha approvato l'avvio di un'indagine conoscitiva per valutare i possibili effetti dell'ora legale permanente sulla popolazione e sui settori produttivi, con l'audizione di esperti e rappresentanti delle associazioni.
L'iter avrebbe dovuto chiudersi il 30 giugno 2026, ma al momento risulta ancora in corso sul sito della Camera dei Deputati: almeno per il 2026 l'alternanza tra ora solare e ora legale sembra quindi confermata.