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15 Luglio 2026
16:30

Osservata la nascita di una nuova crosta oceanica per la prima volta: l’eruzione di 160mln m3 di lava

I ricercatori hanno potuto assistere per la prima in tempo reale alla formazione di nuova crosta oceanica sul fondale. Lungo la dorsale oceanica che attraversa l'Oceano Indiano sono fuoriusciti 160 milioni di metri cubi di lava in 16 giorni, un evento che avviene circa ogni 40 anni e che ha causato uno spostamento orizzontale di 2-4 m.

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Osservata la nascita di una nuova crosta oceanica per la prima volta: l’eruzione di 160mln m3 di lava
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La dorsale nell'Oceano Indiano (tratteggiata) e la posizione degli strumenti (le stelline). Credit: Nature

Un team di ricercatori ha potuto osservare per la prima volta, in tempo reale, la formazione di nuova crosta terrestre sul fondale oceanico. L’evento ha avuto luogo lungo la dorsale oceanica sud-orientale che attraversa l’Oceano Indiano e che separa la placca antartica da quella australiana. Gli studiosi sono riusciti a osservarlo grazie a speciali strumenti installati sul fondale pochi mesi prima. Dalle fratture che si estendono lungo l’asse della dorsale sono fuoriusciti 160 milioni di metri cubi di lava in sedici giorni. Un’eruzione di enorme portata che lungo le dorsali avviene circa ogni 40 anni e che ha prodotto uno sprofondamento di 4,2 m lungo la cresta della dorsale. Le osservazioni, importantissime per comprendere meglio questo complesso processo geologico, sono riportate nello studio del Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) di Brest, in Francia, pubblicato sulla rivista Nature.

Cos’è accaduto lungo la dorsale nell’Oceano Indiano: la nuova crosta oceanica

I nostri oceani sono attraversati senza soluzione di continuità da un sistema di dorsali oceaniche lungo circa 65.000 km; questi rilievi sottomarini costituiscono i confini tra placche litosferiche che si allontanano una dall’altra. Sulla loro sommità si estende un profondo avvallamento largo fino a 50 km: la rift valley. Lungo questa depressione gli sforzi di distensione aprono fessure da cui fuoriesce il magma che risale dal sottostante mantello terrestre. In superficie la lava si espande lateralmente, si raffredda e solidifica originando nuova crosta oceanica; la stessa spinge verso l’esterno la crosta più vecchia presente ai lati della dorsale, che nel tempo finirà per sprofondare in corrispondenza delle fosse oceaniche.

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La formazione di nuova crosta oceanica presso le dorsali. Credit: Woods Hole Oceanographic Institution

Questo meccanismo con cui i fondali oceanici si espandono e che genera circa due terzi della crosta terrestre è noto dagli anni Sessanta, ma finora la formazione di nuova crosta sui fondali non era mai stata osservata. A renderlo possibile è stata l’installazione sul fondo dell’oceano, nel febbraio 2024, di avanzati strumenti di monitoraggio che consentono di intercettare le onde sonore generate dai terremoti e di misurare gli spostamenti della crosta terrestre. L’obiettivo dei ricercatori era misurare le lentissime deformazioni che avvengono nel tempo lungo la dorsale a causa del movimento delle placche e non si aspettavano l’evento di enorme portata che ha avuto luogo solo due mesi dopo l’installazione degli strumenti. Il 26 aprile 2024, 160 milioni di metri cubi di lava sono fuoriusciti dalla rift valley nell’arco di sedici giorni. Gli strumenti hanno registrato i sismi che hanno accompagnato l’eruzione e hanno rilevato sul fondale spostamenti orizzontali di 2-4 m. In corrispondenza della rift valley è stato invece misurato uno sprofondamento di 4,2 m, dovuto allo svuotamento del serbatoio magmatico presente sotto la dorsale.

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Credit: NOAA > NOTA: credo sia meglio mettere un’immagine AI del fondo oceanico come copertina

L’importanza dell’osservazione: cosa rivela l’eruzione sull’espansione dei fondali

Nonostante decenni di studi relativi alla tettonica delle placche, ancora oggi non si conoscono tutti i dettagli dei meccanismi che interessano le placche litosferiche. Per esempio, sappiamo che la placca antartica e quella australiana lungo la dorsale dell’Oceano Indiano si allontanano una dall’altra di circa 6 cm all’anno. Questo dato potrebbe far pensare a un’espansione molto lenta e graduale del fondale. In realtà, l’evento osservato testimonia che l’espansione del fondale non è continua, ma avviene in modo improvviso.

Gli sforzi distensivi causati dall’allontanamento delle placche in corrispondenza della dorsale “stirano” la litosfera, che si assottiglia e accumula tensione anche per decenni. Poi all’improvviso si verificano queste imponenti eruzioni che possono durare ore, ma anche mesi a seconda della velocità di risalita del magma e della sua quantità. Lo spostamento che si è registrato durante questa eruzione è stato enormemente più rapido dei pochi centimetri annuali teoricamente previsti.

Inoltre, gli sforzi di distensione hanno generato faglie lungo le quali si sono verificati terremoti superficiali, ma gli strumenti hanno rivelato che l’attività sismica è stata molto meno intensa di quanto ci si potesse aspettare. Tutti questi nuovi dati mostrano come le nostre conoscenze in merito siano ancora limitate e apportano un contributo fondamentale per la nostra comprensione dei processi tettonici.

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