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15 Luglio 2026
10:44

Gibilterra, storico accordo UE-Regno Unito per la frontiera: cade l’ultimo muro dell’Europa continentale

Firmato lo storico trattato fra UE e Regno Unito per i controlli di frontiera a Gibilterra. Sparisce la “Verja”, la barriera fisica che finora separava i due territori: 15.000 lavoratori frontalieri non dovranno più sottoporsi ai controlli di passaporto. Attenzione, però: Gibilterra non entra nell'area Schengen: i controlli saranno limitati all'aeroporto e al porto.

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Gibilterra, storico accordo UE-Regno Unito per la frontiera: cade l’ultimo muro dell’Europa continentale
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Storico accordo tra UE e Regno Unito per la frontiera terrestre di Gibilterra

Si applica da oggi, mercoledì 15 luglio 2026, lo storico accordo tra Unione Europea e Regno Unito per la frontiera di Gibilterra, territorio sotto il controllo britannico ma al centro di una lunga disputa con la Spagna da oltre 300 anni.

Il trattato, firmato ieri 14 luglio, elimina la cosiddetta “Verja”, ossia la barriera fisica tra Gibilterra e la Spagna, semplificando gli spostamenti per circa 15.000 lavoratori transfrontalieri che ogni giorno attraversano il confine e circa 300.000 abitanti della provincia spagnola confinante.

Attenzione, però: Gibilterra non entrerà a far parte dell'area Schengen (che prevede la libera circolazione delle persone): i controlli di frontiera, semplicemente, si terranno all'aeroporto e al porto, con le autorità spagnole che avranno l'ultima parola sull'emissione e il rinnovo dei permessi di residenza nel territorio.

Per il momento, comunque, le disposizioni dell'accordo si applicheranno provvisoriamente, in attesa della ratifica ufficiale del Parlamento Europeo, che metterà fine a oltre quattro anni di negoziati, chiudendo l'ultimo capitolo rimasto aperto dopo la Brexit.

Cosa prevede lo storico accordo tra UE e Regno Unito sulla frontiera con la Spagna

Il cuore dell'accordo è la rimozione della “Verja”, la barriera fisica che separava Gibilterra dalla Spagna e che il governo spagnolo ha definito “l'ultimo muro dell'Europa continentale”. In concreto, il trattato introduce la libera circolazione di persone tra il Campo de Gibraltar (il “distretto” spagnolo limitrofo) e Gibilterra: spariscono, quindi, i controlli dei passaporti alla frontiera terrestre.

Si tratta di un cambiamento che riguarda da vicino circa 15.000 lavoratori transfrontalieri che ogni giorno attraversano quel confine (più della metà dell'intera forza lavoro di Gibilterra) e i circa 300.000 abitanti della provincia spagnola.

Attenzione, però: Gibilterra non entrerà formalmente a far parte dello spazio Schengen: i controlli alle frontiere esterne, quindi, non spariranno, semplicemente si sposteranno. Più nello specifico, i controlli di frontiera saranno effettuati dalla Spagna all'aeroporto e al porto di Gibilterra, secondo le regole dell'area Schengen e le autorità spagnole avranno l'ultima parola sul rilascio e sul rinnovo dei permessi di soggiorno.

Sul fronte delle merci, il trattato istituisce un'unione doganale tra l'UE e il Regno Unito per quanto riguarda Gibilterra. La Spagna effettuerà i controlli doganali sulle merci in ingresso e si occuperà anche dei controlli sui bagagli dei viaggiatori diretti verso l'Unione Europea e Gibilterra. L'obiettivo è eliminare qualsiasi barriera fisica per la circolazione delle merci tra il territorio e il resto dell'UE, proteggendo al tempo stesso l'integrità del mercato unico e gli interessi finanziari dell'Unione.

Altro capitolo è quello fiscale: Gibilterra dovrà applicare un'imposta indiretta equivalente all'IVA (finora mai applicata da Gibilterra), partendo dal 15% e completando la convergenza con le aliquote europee entro tre anni. Il trattato prevede inoltre norme specifiche sul tabacco in linea con la regolamentazione europea, per evitare distorsioni economiche.

Tra le altre misure, l'accordo prevede infine l'adeguamento alla normativa ambientale comunitaria (con un meccanismo comune di valutazione dell'impatto ambientale), garanzie per i lavoratori transfrontalieri con un livello di protezione simile a quello previsto dall'Accordo di recesso post-Brexit e la creazione di un meccanismo finanziario congiunto per la formazione e l'occupazione nella regione.

L'accordo non tocca invece la questione della sovranità: il testo specifica espressamente che l'accordo non pregiudica le posizioni sulla sovranità e la giurisdizione della Spagna e Regno Unito.

Come si è arrivati all'intesa: dalla Brexit fino ad oggi

I problemi con la gestione della frontiera tra Spagna e Gibilterra sono diventati più complessi dopo la Brexit e l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea: nel 2016, tra l'altro, il 96% dei gibraltarini aveva votato per restare nell'UE, una percentuale schiacciante che rifletteva la dipendenza economica e quotidiana di questo territorio dalla Spagna e dal mercato unico.

Tra l'altro, l'accordo di commercio e cooperazione tra UE e Regno Unito (il cosiddetto Trade and Cooperation Agreement), firmato il 30 dicembre 2020 ed entrato in vigore il 1° maggio 2021, non includeva Gibilterra. Il rischio concreto era quello di un “hard border”, una frontiera rigida con controlli sistematici che avrebbe avuto conseguenze devastanti per l'economia locale e per le migliaia di persone che attraversano il confine ogni giorno.

Il 31 dicembre 2020, alla vigilia dell'uscita formale, Spagna e Regno Unito raggiunsero un accordo politico preliminare che delineava il quadro per un futuro trattato su Gibilterra. Nell'ottobre 2021 il Consiglio dell'UE autorizzò l'apertura dei negoziati, affidando alla Commissione europea il ruolo di negoziatore per conto dell'Unione. Da quel momento, iniziarono trattative lunghe e complesse, rese difficili dalla natura politicamente delicata della questione.

I negoziati si sono protratti per oltre quattro anni, con un  ruolo chiave svolto dalla Spagna (pur non essendo parte formale dell'accordo, firmato tra UE e Regno Unito). In particolare, il governo socialista di Pedro Sánchez, meno legato alla retorica nazionalista spagnola sulla rivendicazione territoriale di Gibilterra, ha favorito il raggiungimento di un compromesso.

Le trattative si sono concluse il 12 dicembre 2025 e il testo definitivo del trattato è stato pubblicato il 26 febbraio 2026. La firma, come detto, è avvenuta ieri 14 luglio 2026 a Bruxelles, con l'applicazione provvisoria a partire da oggi, 15 luglio 2026.

Perché Gibilterra è britannica

Ma perché Gibilterra è britannica se fisicamente si trova in Spagna? La storia di Gibilterra come territorio britannico inizia nel contesto della guerra di successione spagnola, all'inizio del Settecento. La Rocca di Gibilterra, che domina l'omonimo stretto tra Oceano Atlantico e Mar Mediterraneo, fu conquistata durante il conflitto e il suo passaggio dalla Corona spagnola a quella britannica venne formalizzato con il Trattato di Utrecht del 1713.

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Gibilterra si trova fisicamente nel territorio della Penisola Iberica, ma è sotto il controllo del Regno Unito.

Per l'Inghilterra, che ambiva ad affermarsi come potenza navale di primo rango, controllare quel punto significava vegliare sugli importantissimi traffici commerciali del Mediterraneo e poter colpire, in caso di necessità, le flotte di Spagna e Francia.

Da quel momento Gibilterra divenne un pilastro dell'impero marittimo britannico. La sua importanza strategica crebbe ulteriormente dopo il 1869, con l'apertura del Canale di Suez: chi controllava lo Stretto di Gibilterra controllava di fatto l'accesso al Mediterraneo e, attraverso di esso, la rotta verso l'Asia. Durante la Guerra Fredda, la Rocca servì poi come punto d'appoggio per le unità navali NATO e per la Sesta Flotta americana.

La Spagna, tuttavia, non ha mai smesso di rivendicare Gibilterra. Per Madrid si tratta di un territorio irredento, una ferita storica aperta che, nel corso dei secoli, ha alimentato una retorica di “reconquista” particolarmente forte nelle fasi di nazionalismo più acceso. I gibraltarini, però, non hanno mai mostrato alcun interesse a tornare sotto sovranità spagnola: nel referendum del 2002, il 99% degli abitanti si espresse contro l'ipotesi di una sovranità condivisa tra Londra e Madrid.

Oggi Gibilterra gode del più alto grado di autonomia tra tutti i territori britannici d'oltremare, con un proprio autogoverno. Resta però dipendente dal Regno Unito per la politica estera e le relazioni internazionali, motivo per cui i negoziati sul trattato sono stati condotti dal Foreign Office britannico, con la partecipazione di una delegazione del governo locale di Gibilterra a garanzia che le trattative rispettassero la volontà dei cittadini della Rocca.

È anche l'unico territorio britannico nell'area mediterranea (con l'eccezione delle basi a Cipro) che garantisce a Londra una capacità di proiezione sul Mediterraneo ed è storicamente accessibile anche alle forze navali statunitensi in virtù della “special relationship” tra i due Paesi.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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