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23 Giugno 2026
9:08

Perché è vietato il cellulare al semaforo rosso, con multa fino a 1000€: l’arresto rientra nella marcia

Usare lo smartphone (o altri dispositivi tecnologici) al semaforo rosso è vietato e sanzionato con una multa fino a 1.000 euro e sospensione della patente fino a 2 mesi. A confermarlo la Corte di Cassazione (con l'ordinanza 23331/2020) che ribadisce il contenuto dell'articolo 173 del Codice della Strada: l'arresto, anche se temporaneo, fa parte della marcia.

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Perché è vietato il cellulare al semaforo rosso, con multa fino a 1000€: l’arresto rientra nella marcia
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Immagine generata con AI.

Utilizzare lo smartphone o altri dispositivi tecnologici mentre l'auto è ferma al semaforo rosso è una violazione del Codice della Strada. A chiarirlo in modo definitivo è stata la Corte di Cassazione, con l'ordinanza numero 23331 del 23 ottobre 2020, che ha messo nero su bianco un principio tanto semplice quanto controintuitivo: lo stop al semaforo rosso non è considerato una vera e propria sosta, dato che il veicolo è fermo solo temporaneamente.

Il gesto sembra innocuo: l'auto è ferma, il rosso è ancora acceso. Secondo la legge italiana, però, usare lo smartphone mentre si è fermi a un semaforo rosso equivale a una violazione dell'articolo 173 del Codice della Strada, con le sanzioni che possono arrivare fino a 1.000 euro e 2 mesi di sospensione della patente.

Usare dispositivi tecnologici resta quindi vietato anche durante la fase di arresto, che viene considerato una fase della circolazione stradale strettamente connessa alla marcia del veicolo. 

Cosa dice il CdS sul cellulare al semaforo rosso e l’ordinanza della Cassazione

La norma di riferimento è l'articolo 173 del Codice della Strada, che disciplina l'uso di apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer o altri dispositivi durante la guida.

In particolare, il comma 2 stabilisce il divieto per il conducente di fare uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l'allontanamento delle mani dal volante.

Sono ammessi soltanto gli apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, a patto che il conducente abbia un'adeguata capacità uditiva a entrambe le orecchie e che il loro funzionamento non richieda l'uso delle mani.

A questo punto, però, sorgeva un problema di interpretazione riguardo all'espressione “durante la marcia” e il fatto se includesse, o meno, le soste in caso di semaforo rosso. Per risolvere la questione è intervenuta la Corte di Cassazione (II Sezione civile), che ha ribadito come il divieto nasca per evitare comportamenti che possano distrarre il guidatore (con potenziali pericoli per la circolazione), impedendogli di avere il pieno controllo del veicolo.

Più nello specifico, con l'ordinanza n.23331 del 23 ottobre 2020, la Cassazione ha fissato un principio netto, stabilendo che:

La manovra dell’arresto del veicolo comporta un’interruzione della marcia dovuta ad esigenze della circolazione. L’arresto è una fase statica della circolazione stradale strettamente connessa con la marcia e richiede pertanto un elevato livello di attenzione da parte del conducente al fine di prevenire pericoli. L’utilizzo del cellulare, ai sensi dell'art. 173 comma 2, provoca distrazione del conducente e può essere causa di incidenti stradali, in quanto non consente di avere il completo controllo del veicolo. Pertanto il divieto di uso del cellulare durante la marcia persiste anche durante l’arresto del veicolo.

In altre parole, il divieto di utilizzare smartphone o dispositivi tecnologici resta valido anche quando il veicolo è temporaneamente fermo, ad esempio a un incrocio o davanti a un semaforo rosso, perché l'arresto è una manovra strettamente connessa alla marcia.

Secondo la Cassazione, infatti, sarebbe irragionevole pensare che un conducente fermo a un incrocio, in attesa di ripartire e con l'obbligo di liberare l'area il prima possibile, possa mettersi tranquillamente a usare il telefono in un momento di attenzione massima, solo perché il veicolo si è arrestato per qualche secondo.

Sempre secondo l'articolo 173 del Codice della Strada, chi viola questo divieto rischia una sanzione amministrativa da 250 a 1.000 euro, a cui si aggiunge la sospensione della patente da quindici giorni a due mesi. E se la stessa persona ripete la violazione nell'arco di un biennio, le sanzioni salgono: la multa va da 350 a 1.400 euro e la sospensione della patente da uno a tre mesi.

Quanto contano davvero le distrazioni alla guida

Una regola così rigida ha senso solo se il rischio che vuole contrastare è reale: e le distrazioni alla guida causate dagli smartphone lo sono. L'Organizzazione Mondiale della Sanità lo conferma: chi usa il cellulare mentre guida ha una probabilità circa quattro volte maggiore di essere coinvolto in un incidente rispetto a chi non lo usa.

Il telefono, infatti, rallenta i tempi di reazione, in particolare quello di frenata e quello davanti ai semafori, e rende più difficile mantenere la corretta posizione in corsia e la giusta distanza dal veicolo che precede. C'è di più: i sistemi a viva voce non sono molto più sicuri di quelli tenuti in mano, e scrivere messaggi aumenta in modo considerevole il rischio di incidente. Un dato che ridimensiona parecchio la sensazione di sicurezza di chi pensa di “controllare solo un attimo” lo schermo.

Per dare la misura del fenomeno su scala globale, l'OMS stima che ogni anno nel mondo circa 1,19 milioni di persone perdano la vita a causa di incidenti stradali e che le lesioni da traffico siano la prima causa di morte per bambini e giovani adulti tra i 5 e i 29 anni.

E in Italia? Secondo le stime preliminari dell'ISTAT, nel primo semestre del 2025 (ultimi dati disponibili) si sono registrati 82.344 incidenti stradali con lesioni a persone, con ben 111.090 feriti e 1.310 vittime entro il trentesimo giorno. Il dato racconta un leggerissimo miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2024, con gli incidenti che calano dell'1,3%, i feriti dell'1,2% e le vittime del 6,8%, ma un aumento degli incidenti sulle autostrade (+4,4%).

Sempre l'ISTAT, nel report pubblicato il 24 luglio 2025, ha evidenziato come, tra i comportamenti errati alla guida più frequenti si confermano la distrazione (spesso legata all'uso di smartphone), il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata, che insieme costituiscono circa il 40% delle cause di incidenti, un valore stabile nel tempo.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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