
Quante volte ci è capitato di trovarci in prossimità di un incrocio e vedere scattare la luce gialla del semaforo? In quel momento si attiva una specie di dilemma: frenare, con il rischio di inchiodare all'ultimo, o accelerare per passare prima del rosso? Ammettiamolo, la maggior parte degli automobilisti tende ad accelerare, ma il Codice della Strada prevede tutt'altro.
L'articolo 41 del Codice della Strada, infatti, stabilisce con chiarezza che con il semaforo giallo bisogna fermarsi con un'unica eccezione: se la distanza dall'incrocio è così breve da non potersi fermare in sicurezza, allora il veicolo può attraversare il semaforo anche con luce gialla, sempre con opportuna prudenza.
Le sanzioni, comunque, scattano solo quando il veicolo passa con il semaforo rosso: secondo l'articolo 146 del Codice della Strada, in questo caso la sanzione amministrativa va da 167 a 665 euro, oltre a 6 punti decurtati dalla patente. In Italia, tra l'altro, sono sempre più comuni i cosiddetti Photored, che utilizzano fotocamere e sensori intelligenti per rilevare il passaggio con il semaforo rosso.
Cosa significa il colore giallo del semaforo e quando si può passare: l'articolo 41 del Codice della Strada
Il cuore della questione sta nel comma 10 dell'articolo 41 del Codice della Strada. Questo comma stabilisce che, durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare i punti stabiliti per l'arresto, a meno che si trovino così vicini da non potersi più fermare in condizioni di sufficiente sicurezza.
Solo in questo caso è consentito proseguire, ma con l'obbligo di sgomberare sollecitamente l'area di intersezione con la massima prudenza.
In altre parole, il semaforo giallo non è un “via libera condizionato” né un invito a liberare velocemente l'incrocio se si è ancora lontani. La luce gialla indica, al contrario, un preavviso di arresto, con auto, moto e altri veicoli che devono fermarsi tranne nel caso in cui siano talmente a ridosso della linea di arresto che una frenata improvvisa risulterebbe pericolosa (con il rischio di essere tamponati). In quel caso, e solo in quel caso, è lecito attraversare l'incrocio, facendolo però con la massima cautela.
Il comma 11 dello stesso articolo completa il quadro: durante la luce rossa, i veicoli non devono superare la striscia di arresto. Se la striscia non è presente, i veicoli comunque non possono impegnare l'area di intersezione, l'attraversamento pedonale, né oltrepassare il semaforo.
Quanti secondi dura la luce gialla
Una delle domande più frequenti a tal proposito riguarda la durata della luce gialla e qui la risposta potrebbe sorprendere: il Codice della Strada non fissa una durata minima per il periodo di accensione del giallo. È un punto confermato più volte dalla giurisprudenza: il Tribunale di Bologna, infatti, con la sentenza n. 927 del 2017, ha stabilito che il Codice non dispone nulla circa una durata determinata per la proiezione delle segnalazioni semaforiche luminose e la Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 567 del 2019, ha ribadito lo stesso principio.
Per colmare questo vuoto giuridico esiste però un riferimento tecnico, ossia la Risoluzione del Ministero dei Trasporti n. 67906 del 2007, secondo la quale la durata minima della luce gialla varia in base alla velocità:
- Semaforo giallo di 3 secondi per velocità dei veicoli in arrivo pari a 50 km/h;
- Semaforo giallo di 4 secondi per velocità dei veicoli in arrivo pari a 60 km/h;
- Semaforo giallo di 5 secondi per velocità dei veicoli in arrivo pari a 70 km/h.
Nella pratica comunque, per avere la massima uniformità applicativa, si adottano generalmente tempi fissi di 4 secondi su strade urbane e di 5 secondi su strade extraurbane.
Queste disposizioni, però, non escludono che durante la progettazione dell'impianto semaforico la luce gialla possa avere durata diversa (ferma restando la durata minima di 3 secondi) in base alle dimensioni dell'intersezione, alla velocità dei veicoli in arrivo e alla loro lunghezza.
Le sanzioni in caso di infrazione: l’ammontare e dopo quanto arriva la multa
Le sanzioni per chi non rispetta il semaforo sono disciplinate dall'articolo 146 del Codice della Strada. Il comma 3, in particolare, prevede che chi prosegue la marcia nonostante il semaforo (o l'agente del traffico) vieti il transito è soggetto a una sanzione amministrativa che va da 167 a 665 euro, oltre a 6 punti decurtati dalla patente. Se l'infrazione viene commessa tra le 22 e le 7, la sanzione aumenta di 1/3.
In caso di recidiva – quindi stessa infrazione in un periodo di due anni – si aggiunge anche la sospensione della patente da uno a tre mesi. La multa, comunque, arriva entro 90 giorni dalla violazione del Codice della Strada.
Oggi, comunque, molti incroci sono dotati di apparecchiature elettroniche per il rilevamento del passaggio con il semaforo rosso, i cosiddetti Photored. Come emerge dal caso esaminato dalla Cassazione nella sentenza del 2019, questi dispositivi scattano una serie di fotogrammi (nel caso specifico, tre) che documentano l'infrazione e permettono di ricostruire con precisione il momento in cui il veicolo ha superato la linea semaforica e lo stato della luce in quell'istante.