
L'aeroporto di Catania-Fontanarossa "Vincenzo Bellini" ha annunciato tramite un aggiornamento che le partenze e gli arrivi saranno sospesi fino alle ore 02:00 del 14 agosto. Dal 6 agosto infatti l'Etna ha dato il via a una nuova fase eruttiva, caratterizzata da attività esplosiva al cratere Voragine, da fontane di lava e soprattutto da abbondanti nubi di cenere vulcanica. Questa ha reso troppo rischiose le operazioni di volo, costringendo le autorità a bloccare le attività dello scalo – il quinto più importante d'Italia – rovinando le vacanze a oltre 100 mila persone.
La chiusura dell’aeroporto di Catania a causa dell’eruzione dell’Etna
Come confermato anche dalle analisi del Corriere della Sera, dall'8 all’11 agosto all’aeroporto di Catania sono stati cancellati almeno 388 voli in partenza (il 55% del totale), mentre altri 212 non sono atterrati (30% circa del totale).
Al momento le compagnie più colpite sono Ryanair, Wizz Air, easyJet e ITA Airways, cioè quelle che avevano in programma il maggior numero di voli. Molti dei loro passeggeri sono stati dirottati verso Comiso e Palermo, costringendoli a raggiungere la destinazione originaria con mezzi alternativi, come autobus (forniti dalle stesse compagnie aeree) o taxi. Tuttavia diverse testimonianze raccontano come il numero di passeggeri dirottato sia talmente alto da rendere estremamente complicato trovare un mezzo disponibile, sia esso pubblico o privato.
Cosa succede con la cancellazione del volo e come funzionano i rimborsi
In caso di cancellazione invece cosa succede? Se ciò dovesse accadere è previsto o il reimbarco su un volo alternativo – se presente – o il rimborso del biglietto, ma nessuna compensazione pecuniaria. È bene ricordare infatti che l'eruzione dell'Etna rientra nelle "circostanze eccezionali" previste dalle normative europee. Questo, in altre parole, esenta le compagnie aeree dal dispensare indennizzi per il disagio. Tuttavia, il regolamento europeo obbliga le compagnie a fornire assistenza gratuita sotto forma di pasti e bevande, sistemazioni in albergo (in caso siano necessari pernottamenti), trasporto da e per il luogo di sistemazione e la possibilità di telefonare o mandare email.
In alternativa, se la compagnia fosse impossibilitata ad accogliere tutte le richieste, è suo compito rimborsare le spese sostenute dal passeggero ritenute ragionevoli e necessarie – incluse quelle di trasporto dall'aeroporto del dirottamento a quello previsto. La cosa importante è conservare tutte le ricevute e gli scontrini dettagliati, che andranno poi allegati all'apposito modulo.
Per i giorni persi in hotel o in altre strutture, invece, niente da fare: la compagnia aerea non è tenuta a fornire indennizzi. Il Regolamento europeo copre solo i disservizi del trasporto, non quella che viene chiamata "vacanza rovinata" – cioè tutto ciò che perdi a terra per colpa del volo saltato. E se il disagio è nato da causa di forza maggiore, la questione si complica ancora di più: recuperare i soldi delle notti non godute dipende solo dalle politiche di cancellazione della struttura o della piattaforma dove hai prenotato, oppure da un'eventuale assicurazione di viaggio.