
Una bambina di 9 anni ha perso la vita nelle acque del lago di Como, dopo essersi tuffata senza più riemergere. Il corpo, purtroppo, è stato ritrovato dai Vigili del Fuoco dopo alcune ore di ricerche. Secondo le prime informazioni a disposizione, la bimba si sarebbe tuffata nelle acque del lago di fronte al Tempio Voltiano, in una zona dove già in passato erano stati registrati episodi di annegamento: anche per questo, vigeva il divieto di balneazione.
Laghi e fiumi possono apparire tranquilli e sicuri, ma presentano caratteristiche che li rendono intrinsecamente pericolosi non solo per i bambini, ma anche per persone esperte e in buone condizioni fisiche. I numeri, però, raccontano purtroppo che in molti casi si sottovalutano i rischi: secondo la Relazione 2026 dell'Osservatorio per la prevenzione degli annegamenti del Ministero della Salute, in Italia si verificano complessivamente più di 300 annegamenti fatali all'anno, un numero rimasto costante da più di dieci anni.
E le acque interne pesano quanto il mare: nel biennio 2024-2025 gli annegamenti in acque interne sono stati 277, praticamente al pari del mare (281), a fronte però di un numero di frequentatori nettamente inferiore. Di questi 277, 89 sono avvenuti proprio nei laghi (circa il 32,1% degli annegamenti).
Vediamo quindi una serie di indicazioni da rispettare sempre per poter fare un bagno in sicurezza e ridurre il più possibile i rischi.
Acqua dolce e mulinelli: le insidie dei laghi
Il motivo sta in alcune caratteristiche fisiche dell'acqua dolce che di solito ignoriamo. La prima riguarda il galleggiamento: le acque dei laghi sono meno dense rispetto a quelle marine, quindi è più difficile e faticoso nuotare e rimanere a galla.
La seconda ha invece a che fare con la temperatura. Le acque interne sono decisamente più fredde di quelle marine (secondo le stime, fino a una decina di gradi in meno) e dopo un'esposizione prolungata al sole, un ingresso brusco in acqua può causare confusione o deterioramento della capacità decisionale, fino al cosiddetto “cold water response” (lo shock d'acqua fredda), che può essere fatale.
Come riporta la SIMSI (Società Italiana di Medicina Subacquea ed Iperbarica), quando si entra rapidamente in acqua molto fredda, i recettori per il freddo presenti sulla pelle, ricevuto uno stimolo legato al calo drastico di temperatura, inviano dei segnali fino al cervello che provocano due tipi di variazioni: a livello cardiovascolare e dell’apparato respiratorio. Nel primo caso, si crea un conflitto tra sistema nervoso simpatico che produce vasocostrizione periferica, aumento della gittata e della frequenza cardiaca con il sistema nervoso parasimpatico che tende invece a provocare un rallentamento della frequenza.
Dall’altro lato, lo stimolo da immersione rapida in acqua fredda (soprattutto se viene coinvolta la faccia) agisce sul centro respiratorio cerebrale con aumento della frequenza respiratoria e “gasping”, diminuendo quindi la capacità di trattenere il respiro e aumentando la possibilità di inalazione involontaria d’acqua.
Trovandosi in acqua, quindi, il pericolo principale è quello di annegare, anche perché l'acqua dolce non aiuta a sorreggere il corpo. Ecco perché il consiglio dei sanitari è di bagnarsi con calma e gradualmente, partendo da braccia e gambe, per abbassare la temperatura corporea senza subire shock termici. Vale la pena riconoscere anche i campanelli d'allarme: nausea, affaticamento, senso di freddo improvviso, ronzii o riduzione del campo visivo.
C'è infine il capitolo mulinelli, cioè i vortici che si creano anche nei laghi. Per capire come nascono basta immaginare due correnti d'acqua che viaggiano in direzioni opposte: quando si incontrano e non trovano una via per proseguire, iniziano a girare l'una attorno all'altra creando una sorta di imbuto, un risucchio.
Nei laghi entrano in gioco più fattori che spesso si combinano tra loro: la forza del vento, la conformazione del fondale, la differenza di temperatura dell'acqua e le correnti generate dall'ingresso di fiumi o torrenti. Il vento, per esempio, sposta l'acqua superficiale creando una corrente che, quando incontra ostacoli come le rive o un fondale irregolare, può iniziare a ruotare e dare origine a un movimento a spirale.
Cosa nasconde davvero un fiume: correnti, buche e shock termico
Anche torrenti e fiumi hanno caratteristiche specifiche e spesso poco conosciute, molto diverse da quelle del mare: il fiume si modifica continuamente, può avere temperature inaspettatamente basse anche nei periodi caldi, fondi scivolosi, pietrosi o fangosi e improvvisi mulinelli. Questi corsi d'acqua, poi, sono caratterizzati da una corrente, più o meno intensa, che tuttavia raramente si vede dalla superficie.
Gli alvei naturali presentano infatti una morfologia irregolare, con improvvisi cambi di profondità, buche non visibili dalla superficie, rocce affioranti o completamente sommerse: sono proprio queste condizioni a poter causare cadute e situazioni di emergenza. C'è poi un fattore che dipende dall'uomo e che pochi considerano: dove ci sono centrali idroelettriche, la portata dell'acqua può salire all'improvviso. Nei mesi primaverili ed estivi l'aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili può rendere necessaria la modulazione o la temporanea riduzione della produzione di alcuni impianti idroelettrici, con la conseguenza che il livello del fiume può cambiare senza preavviso.
A questo si aggiunge il fatto che, nella maggior parte dei casi, i fiumi sono privi di bagnini o di servizi di salvataggio.
Le indicazioni da seguire per non correre rischi
Tutto questo non significa che dovremmo smettere di fare il bagno in laghi e fiumi: tuttavia, è fondamentale essere ben consapevoli dei rischi e rispettare una serie di regole di sicurezza, così da ridurre al minimo i pericoli. Tra queste, ci sono alcune indicazioni che arrivano direttamente da Protezione civile e Aziende sanitarie regionali:
- Rispettare i divieti di balneazione e informarsi prima. Osserva i divieti locali e informati in anticipo su pericoli particolari; se puoi, chiedi informazioni a chi conosce la zona prima di immergerti in un'area non presidiata con acque apparentemente poco profonde, che possono nascondere mulinelli o buche di diversi metri, magari poco visibili dalla riva.
- Non entrare in acqua se non sei nelle condizioni giuste. Evita il bagno se non ti senti fisicamente in grado di farlo, perché non sai nuotare o per stanchezza, e se hai fatto uso di alcol o altre sostanze.
- Entrare gradualmente, mai di colpo. Evita di tuffarti in acqua repentinamente dopo aver mangiato o dopo un'esposizione prolungata al sole, per prevenire lo shock termico.
- Non nuotare da soli. È consigliabile non nuotare da soli o assicurarsi che ci sia qualcuno che ci stia guardando, e questo vale anche per gli adulti. Meglio inoltre non nuotare dopo il tramonto e non tuffarsi in acque sconosciute, valutando correttamente le proprie forze.
- Attenzione a corrente, temperatura e strutture. Fai attenzione alla corrente e alla temperatura dell'acqua e non nuotare vicino a ponti, dighe o briglie.
- Sorvegliare i bambini da vicino, sempre. I bambini vanno tenuti sotto stretta sorveglianza, al massimo alla distanza di un braccio dall'adulto di riferimento; per sicurezza è comunque preferibile portare i più piccoli in luoghi dove è assicurato un servizio di salvataggio.
- Non campeggiare nel letto di un torrente. È vietato campeggiare sulle rive di torrenti e fiumi, su isole in acque correnti e nel letto di un torrente, anche se in secca: le condizioni possono cambiare in modo repentino, per esempio a causa di un temporale o dell'apertura delle paratie, e il letto del torrente può diventare una trappola mortale.
- In caso di emergenza, chiamare i soccorsi. In caso di incidente allerta prontamente il 112. Se sei solo e vedi qualcuno in pericolo, chiama aiuto invece di agire da solo, altrimenti si mettono a rischio due vite: piuttosto lancia un salvagente o una cima, o tendi un bastone alla persona in difficoltà.