0 risultati
video suggerito
video suggerito
13 Agosto 2026
7:00

Perché i mancini sono pochi e solo il 10% della popolazione: l’origine evolutiva e gli studi genetici

Se i mancini sono rimasti una minoranza stabile è grazie a una serie di fattori evolutivi, genetici e culturali. Ecco cosa dice davvero la scienza riguardo al mancinismo.

Ti piace questo contenuto?
Perché i mancini sono pochi e solo il 10% della popolazione: l’origine evolutiva e gli studi genetici
Immagine

Secondo le stime, solo una persona su 10 nel mondo è mancina. Ma perché c'è una sproporzione così accentuata tra destrorsi e mancini, con i primi che sembrano più avvantaggiati dall'evoluzione? Secondo gli scienziati ci sono diverse ragioni, che vanno da quella evolutiva a quella genetica, ormonale e culturale, passando per la cooperazione sociale e la lateralizzazione del cervello.

L'origine evolutiva del mancinismo: bipedismo e lateralizzazione del cervello

Il discorso è complesso, ma davvero affascinante, e con il passare degli anni le ricerche aggiungono un tassello che ci aiuta a capire come e perché ci siamo evoluti così.

Un recente studio dell'Università di Oxford ha analizzato 41 specie di primati, e ha concluso che la proporzione del 90% di destrimani negli esseri umani sarebbe dovuta a due fattori evolutivi non da poco: il bipedismo e la successiva encefalizzazione.

Come sappiamo, a un certo punto della storia l'essere umano è passato dallo spostarsi sui suoi quattro arti ad alzarsi sulle proprie gambe (bipedismo). Camminare su due gambe ha liberato le mani dalla locomozione, che così hanno potuto specializzarsi in compiti complessi come la fabbricazione e l'uso di utensili. Questo fatto ha portato a un'espansione del cervello (encefalizzazione) che, come potrete immaginare, richiede molta energia. Così, per motivi di efficienza metabolica, il cervello avrebbe diviso il lavoro tra i due emisferi, portando all'asimmetria cerebrale.

Ora, non sappiamo esattamente perché, ma nell'essere umano le funzioni complesse del controllo motorio fine e del linguaggio si sono concentrate prevalentemente nell'emisfero sinistro, che ospita i centri del linguaggio per circa il 90% dei destrimani, e nel 69% dei mancini (le percentuali riportate sono una media calcolata in base a diverse ricerche scientifiche). Poiché l'emisfero sinistro controlla il lato destro del corpo — ciò accade perché i nervi che trasportano i comandi motori e le informazioni sensoriali si incrociano lungo il tragitto tra cervello e midollo spinale — questa specializzazione cerebrale ha favorito in parallelo la preferenza per la mano destra.

Detto in parole povere, avere uno standard di base condiviso da gran parte della specie ha permesso al cervello umano di organizzare le proprie funzioni in modo estremamente efficiente, e squadra che vince non si cambia.

Una conferma di questa tendenza l'ha data anche il Journal of Human Evolution, con la pubblicazione dello studio del Professore emerito di antropologia dell'Università del Kansas David Frayer. Quest'ultimo aveva analizzato i micro-graffi presenti sui denti fossili di un Homo habilis (risalenti a 1,8 milioni di anni fa) causati dall'uso di utensili in pietra portati alla bocca, che si spostavano da sinistra a destra, rivelando così la più antica prova fossile di destrismo.

Immagine

Altri studi di questo genere sono stati condotti anche dall'University College di Londra, anche se questa volta sui fossili degli uomini di Neanderthal. I risultati sono stati i medesimi: anche tra loro i mancini erano una rarità.

Ma veniamo a noi: perché non sono scomparsi e sono rimasti una minoranza stabile?

Come mai i mancini sono rimasti una rarità

La risposta scientifica più accreditata sarebbe da trovare  nella selezione frequenza-dipendente bilanciata.

Sembrerebbe infatti che ci sia una pressione cooperativa che abbia favorito la condivisione di strumenti, la coordinazione dei gesti e la cooperazione nei gruppi, e tutto ciò avrebbe promosso la conformità a un'unica mano dominante.

Dall'altro lato, però, i mancini non sono scomparsi perché hanno un vantaggio, che è quello dell'effetto a sorpresa nei combattimenti. In un combattimento corpo a corpo, infatti, un mancino affronta quasi sempre avversari destrorsi, e conosce i loro movimenti, mentre i suoi risultano imprevisti e difficili da parare. Al contrario, il destrorso ha poca familiarità con l'angolo d'attacco di un mancino, e ciò gli offre un vantaggio competitivo decisivo che mantiene questa minoranza protetta nel tempo. Ciò vale anche nello sport individuale da opposizione, come lo scherma, il tennis e la boxe. Chiaramente, questo vantaggio funziona solamente se i mancini rimangono una minoranza: finché sono rari, infatti, questo "effetto sorpresa" conferisce un vantaggio evolutivo (fitness benefit).

Immagine
Un guerriero mancino affronta un avversario tra le rovine di un campo di battaglia al tramonto. Immagine generata con IA

Va detto, poi, che la repressione del mancinismo (secondo molte religioni, come è noto, la mano sinistra sarebbe "la mano del diavolo" o "impura") ha giocato un ruolo nel tenere bassa questa percentuale: tra l'Ottocento e i primi cinquant'anni del Novecento la maggior parte delle scuole occidentali ha rieducato forzatamente i mancini a utilizzare la mano destra per scrivere, legando la sinistra dietro la schiena o usando punizioni fisiche. La rieducazione forzata, inoltre, in alcuni casi documentati ha portato a dei problemi di organizzazione cerebrale motoria, ansia e stress.

Va da sé che il mondo ha sempre proseguito avvantaggiando la maggioranza, progettando dall'alba dei tempi oggetti destro-centrici (dalle armi agli utensili da taglio come le forbici agli strumenti di lavoro), che per una persona mancina hanno richiesto un adattamento neuro-motorio non da poco.

Cosa dice la genetica sul mancinismo e perché ha "conservato" quel 10%?

Ma visto che prima l'abbiamo citata, cosa ne dice la genetica? Sebbene gli studi sul mancinismo siano ancora in corso, è ormai chiaro che non esiste un unico gene determinante per il mancinismo. La lateralizzazione manuale, infatti, è un tratto poligenico, e quindi è influenzato da centinaia di varianti genetiche.

Inoltre, secondo l'ipotesi di Geschwind-Behan-Galaburda, il mancinismo verrebbe favorito già nell'utero dall'esposizione al testosterone fetale: secondo alcuni studi, concentrazioni alterate o specifiche di testosterone nell'utero apportate dal feto o da una produzione più elevata del normale da parte della madre (anche le donne producono testosterone, sebbene il livello sia significativamente più basso rispetto a quello degli uomini) possono influenzare l'organizzazione del cervello fetale, con uno sviluppo dell'emisfero sinistro più lento rispetto a quello destro, con conseguente sviluppo più rapido di quest'ultimo e mancinismo. Ciò spiegherebbe perché il mancinismo è leggermente più diffuso tra i maschi, ma questa teoria non è una regola matematica, proprio perché ci sono altri fattori in gioco. L'ipotesi, tuttavia, è stata ridimensionata nel tempo, e non è del tutto confermata.

Nel caso ve lo steste chiedendo, sì, il mancinismo ha una componente ereditaria, ma è relativamente bassa: due genitori mancini hanno circa il 25% di probabilità di avere un figlio mancino (rispetto a un tasso molto inferiore tra due genitori destrimani), mentre il restante 75% è determinato dalla casualità biologica nell'utero materno e da fattori ambientali o epigenetici.

Immagine
Circa il 10% dei feti si ciucciano il pollice sinistro già tra alla 13ª settimana di gestazione. Durante l'ecografia morfologica (intorno alla 20ª settimana), si può già riuscire a vedere. Immagine generata con IA.

Quindi, in definitiva, se la genetica non ha cancellato del tutto i mancini è per una questione di polimorfismo bilanciato: spiegato in parole semplici, se un tratto diventa troppo raro, acquisisce dei vantaggi (come il vantaggio tattico di cui parlavamo prima nei combattimenti e in alcuni sport) che permettono a chi lo possiede di sopravvivere, riprodursi e tramandare questa particolarità.

La genetica quindi non avrebbe sfavorito i mancini per "ostilità", ma ha impostato la frequenza della mano destra al 90% come standard per l'efficienza cerebrale della specie, mantenendo il 10% di variazione genetica e biologica come riserva di diversità evolutiva.

Avatar utente
Veronica Miglio
Storyteller
Innamorata delle parole sin da bambina, ho scelto il corso di lingue straniere per poter parlare quante più lingue possibili, e ho dato sfogo alla mia vena loquace grazie alla radio universitaria. Amo raccontare curiosità randomiche, la storia, l’entomologia e la musica, soprattutto grunge e anni ‘60. Vivo di corsa ma trovo sempre il tempo per scattare una fotografia!
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views