
La Guinea Equatoriale, più correttamente Repubblica della Guinea Equatoriale, è uno dei più piccoli Stati africani che si affaccia sull’Atlantico, nelle regioni centro-occidentali del continente. Dopo quasi sessant'anni dall’indipendenza, la sua capitale viene spostata, dal 2 gennaio 2026, dalla città di Malabo, sull’isola di Bioko, alla città di fondazione di Ciudad de la Paz.
Non è certamente la prima volta che un Paese decide di spostare la propria capitale in seguito a necessità di natura ambientale, economica o logistica: basti pensare al caso di Jakarta, la più grande delle megalopoli del pianeta e attualmente capitale dell’Indonesia, che sta letteralmente sprofondando a causa del fenomeno della subsidenza. Ma perché la Guinea Equatoriale ha deciso di spostare la propria?
Le ragioni sono diverse, ma tutte sono riconducibili alla ricerca di un miglior equilibrio dell’assetto territoriale del Paese, soprattutto in ottica di sviluppo e modernizzazione. Come dicevamo, infatti, l’ex capitale Malabo si trova sull’isola di Bioko, a più di 150 chilometri dalla terraferma nel Golfo di Guinea (fatto che ha reso, per diversi anni, la Guinea Equatoriale l'unico Paese continentale di tutta l’Africa ad avere la capitale situata su un'isola).
Proprio per questo motivo, nel 2008, il governo equatoguineano ha deciso di avviare costruzione a tavolino di una città nuova di zecca (e ancora in via di realizzazione): Ciudad de la Paz, che, con un decreto presidenziale del 2 gennaio 2026, è diventata ufficialmente la nuova capitale della Guinea Equatoriale. La nuova città, localizzata poco all’interno della costa continentale, è per ovvie ragioni molto più accessibile: questo non solo garantisce una migliore sicurezza e una migliore gestione delle funzioni logistiche del Paese, ma consente anche di decongestionare le principali città di Malabo e di Bata, che negli ultimi anni sono state protagoniste di una consistente crescita urbana e demografica.

Secondo l’attuale presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, che dagli anni Settanta mantiene un rigido controllo sulla politica e sulle istituzioni del Paese, il nuovo sito dovrà essere visto come un simbolo di modernità, realizzato con infrastrutture in grado di sostenere la crescita del Paese e con la possibilità di ospitare organi governativi e nuovi servizi in spazi attentamente pianificati.