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Il satellite russo Kosmos 2612 si è avvicinato a quello USA che supporta Kiev, cos’è successo e perché

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A cura di Sara Brugnoni
Junior News Editor
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Riproduzione di un satellite Iceye nello spazio. Credit: ICEYE
Il satellite militare russo Kosmos 2612 si è avvicinato intenzionalmente al satellite commerciale ICEYE-X36, registrato negli USA e usato per immagini radar fornite all’Ucraina. L’obiettivo potrebbe essere stato quello di disturbare il satellite americano, costringendolo a riadattare le proprie orbite e consumando quindi più carburante.

Un satellite militare russo, il Kosmos 2612, ha compiuto una serie di manovre per avvicinarsi intenzionalmente a un satellite commerciale registrato negli Stati Uniti, l’ICEYE-X36, operato dalla società finlandese ICEYE e utilizzato per fornire immagini radar ad alta risoluzione all’esercito ucraino.

I due oggetti, che orbitano intorno alla Terra a circa 540 km di quota (e quindi in orbita terrestre bassa), si sono trovati a una distanza stimata di poche centinaia di metri (forse addirittura meno di 30 metri secondo alcune fonti).

Secondo gli esperti, si tratterebbe del primo caso noto di rendez-vous (semplificando, la manovra di avvicinamento tra due oggetti in volo nello spazio) tra due satelliti attivi in orbita bassa senza il consenso di uno dei due operatori. L'obiettivo di questa manovra sarebbe stato quello di disturbare il satellite americano, costringendolo a riadattare le proprie orbite, consumando quindi più carburante e riducendo la propria durata operativa.

L'episodio potrebbe quindi segnare l’inizio di una nuova fase nel confronto spaziale tra grandi potenze, a poche settimane di distanza dall'annuncio degli Stati Uniti di possedere armi in orbita intorno alla Terra per il controllo dello spazio.

Le manovre di avvicinamento dei satellite russi iniziate mesi fa

Per comprendere meglio cosa è accaduto, dobbiamo prima capire cosa sono le cosiddette operazioni di rendez-vous e di prossimità orbitale. Nello spazio, per avvicinarsi a un altro satellite, un veicolo deve prima portarsi sullo stesso piano orbitale del suo bersaglio e poi regolare la propria velocità in modo da eguagliarla, così da non superarsi a vicenda. Si tratta di manovre estremamente complesse e che richiedono soprattutto un grande consumo di carburante, una risorsa che non è rinnovabile per un satellite. Proprio per questo, queste operazioni vengono eseguite solo in casi di estrema necessità.

Per quanto riguarda il satellite russo Kosmos 2612, il suo lancio è avvenuto ad aprile 2026 insieme ad altri 5 satelliti militari, designati da Kosmos 2609 a 2614.

Già nel maggio di quest’anno, quattro di questi satelliti hanno modificato le proprie orbite per allinearsi a quella dell’ICEYE-X36, come confermato da un rapporto del centro di ricerca britannico sulla difesa, il Royal United Services Institute (RUSI). La US Space Force aveva riferito all'epoca che Kosmos 2610, 2611, 2612 e 2613 si erano avvicinati a un veicolo spaziale occidentale, senza però specificare di quale si trattasse.

Il 15 ottobre, poi, la distanza tra Kosmos 2612 e ICEYE-X36 ha iniziato a ridursi, passando da 350 km a 5 km in meno di 24 ore. Secondo LeoLabs, società specializzata nel monitoraggio del traffico spaziale, il satellite russo ha continuato a muoversi intorno all’ICEYE-X36, alternando posizioni davanti e dietro il satellite commerciale, effettuando piccoli aggiustamenti per mantenere la prossimità senza arrivare a un impatto diretto. Secondo le stime di LeoLabs, i due oggetti si sarebbero trovati a meno di 500 metri l’uno dall’altro, ma altre fonti di tracciamento orbitale hanno indicato che la distanza minima potrebbe essere stata addirittura inferiore.

Lo scorso lunedì 19 ottobre, il Kosmos 2612 ha finalmente iniziato ad allontanarsi: l'allontanamento da ICEYE-X36, tra l'altro, è avvenuto pochi giorni dopo la decisione del presidente degli Stati Uniti di sospendere alcune sanzioni economiche nei confronti della Russia.

Come mai l'episodio dell’avvicinamento nello spazio è così importante

Al momento, le motivazioni dietro a questo avvicinamento non sono chiare: il tipo di strumentazione a bordo di Kosmos 2612 non è stato rivelato e, di conseguenza, è difficile sapere con certezza le operazioni effettuate dal satellite prima di allontanarsi.

In generale, durante un’operazione di prossimità orbitale un satellite aggressore può fotografare il bersaglio, disturbare le sue comunicazioni, bloccare i suoi sensori o persino spingerlo fisicamente fuori dalla propria orbita.

Sempre secondo LeoLabs, le capacità dimostrate dal Kosmos 2612 potrebbero includere la raccolta di informazioni di intelligence, l’ispezione in orbita, l’interferenza con i sistemi del satellite bersaglio o la preparazione di future operazioni anti-satellite. Non sembra essere un caso, insomma, che ICEYE-X36 fornisce all’esercito ucraino delle immagini radar ad alta risoluzione, che permettono di osservare il terreno anche di notte e attraverso le nuvole.

I rischi, in caso di collisione, sono piuttosto alti: nell'eventualità di un impatto tra due o più satelliti, i detriti prodotti potrebbero finire per colpire altri satelliti, causando a loro volta nuovi detriti e scatenando una reazione a catena incontrollabile, con il pericolo di rendere inaccessibili le attività spaziali in futuro.

L’episodio, comunque, si inserisce in un quadro più ampio di dinamiche spaziali. Come accennato, poche settimane prima dell’avvicinamento, gli Stati Uniti avevano ammesso pubblicamente per la prima volta di disporre di armi di “controllo spaziale” già schierate in orbita. Nel 2024, la Cina ha condotto operazioni coordinate di prossimità orbitale tra i propri satelliti, mentre con Kosmos 2612 la Russia ha dimostrato di avere la capacità di avvicinarsi con estrema precisione a un satellite, soprattutto in poco tempo.

Dal punto di vista del diritto internazionale, invece, c'è un importante vuoto normativo: il Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967 vieta le armi di distruzione di massa in orbita, ma non proibisce direttamente le armi convenzionali, né manovre come quella realizzata dalla Russia.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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