0 risultati

Pompei, riemerge l’armadio di una donna: gioielli e amuleti rimasti sigillati per 2.000 anni

Avatar autore
A cura di Andrea Basso
Archeologo
Immagine
A sinistra l'armadio ligneo, a destra alcuni dei reperti trovati all'interno
A Pompei è stato ritrovato un armadio contenente oggetti per la cura personale, amuleti infantili, pesi in piombo e 38 monete. Il ritrovamento, legato forse alla sfera femminile, offre uno spaccato della vita domestica prima dell’eruzione del 79 d.C.

Come ha riportato il giornale degli scavi di Pompei, un armadio ligneo, con il suo contenuto ancora in parte riconoscibile (oggetti associati alle donne romane), è stato riportato alla luce durante gli scavi in una domus della Regio IX di Pompei.

Il mobile, perfettamente ricostruibile grazie ai dati di scavo, è stato individuato nell’ambiente B della casa tradizionalmente attribuita a Cornelio Massimo (nella casa IX 11, nell'area centrale della città). Si trovava in un angolo della stanza ed è stato ricostruito dagli archeologi grazie alle impronte lasciate nel deposito vulcanico. Il crollo del tetto e l’arrivo del flusso piroclastico ne hanno provocato il cedimento, ma hanno anche contribuito a conservarne una parte significativa.

Immagine
I pesi in piombo rinvenuti, probabilmente legati ad attività commerciali. Credit: Zuchtriegel et al.

La struttura dell'armadio era articolata in scaffali e presentava almeno due corpi disposti ad angolo. Al suo interno erano custoditi recipienti in bronzo, vetro e ceramica, una lucerna, un bruciaprofumi e diversi oggetti riconducibili alla cura personale. Tra questi ultimi figurano un balsamario in vetro, una pinzetta in bronzo e una piccola lastrina in ardesia utilizzata per stemperare i pigmenti cosmetici. Sono materiali che suggeriscono pratiche legate alla toeletta, ma non consentono, da soli, di identificare chi utilizzasse il mobile.

Immagine
La traccia della base dell'armadio. Credit: Zuchtriegel et al.

Uno dei ritrovamenti più interessanti è costituito da ventiquattro piccoli oggetti conservati in un sacchetto di stoffa, del quale sono rimaste alcune tracce. Realizzati in materiali diversi, tra cui faïence, osso, pasta vitrea e cristallo di rocca, presentano fori per essere appesi e sono interpretabili come crepundia, ovvero pendenti e amuleti associati all’infanzia, ai quali potevano essere attribuite funzioni protettive e identitarie.

I bambini li indossavano appesi a una cordicella a tracolla o attorno al collo. Quelli ritrovati nell'armadio presentano un repertorio iconografico molto vario. Tra le raffigurazioni riconosciute compaiono le divinità Bes (divinità egizia e levantina associata all'infanzia e alla gravidanza) e Mercurio, mani, piedi, elementi vegetali e vaghi da collana. I crepundia rinvenuti potevano appartenere a un bambino legato al proprietario dell'armadio, o perfino essere un ricordo d'infanzia dello stesso.

Immagine
Uno dei crepundia rappresentante i calzari di Mercurio. Credit: Zuchtriegel et al.
Immagine
Come si indossavano i crepundia: questo busto di un bambino dormiente, custodito al British Museum, mette in evidenza la fascia a tracolla a cui erano appesi gli amuleti. Credit: Zuchtriegel et al.

Nello stesso mobile è stata rinvenuta poi una cassettina lignea contenente otto pesi in piombo, forse collegati ad attività professionali o commerciali. Poco distante si trovava una piccola cesta intrecciata con trentotto monete di bronzo. La maggior parte fu coniata durante il principato di Nerone, con una particolare concentrazione di emissioni databili al 65 d.C. Il deposito potrebbe aver rappresentato una riserva di denaro destinata alle spese quotidiane.

Immagine
Nell'armadio sono state rinvenute anche trentotto monete in bronzo. Credit: Zuchtriegel et al.

La presenza di questi oggetti, per quanto affascinante, non permette di ricostruire con certezza la vicenda degli abitanti della casa. Non sappiamo se riuscirono a fuggire prima dell'eruzione del 79 d.C. senza poter più tornare a recuperare i propri beni, oppure se morirono durante la catastrofe. Anche l'attribuzione tradizionale dell'edificio a Cornelio Massimo è considerata dagli studiosi dubbia.

Indubbiamente, il rinvenimento restituisce però uno spaccato della vita domestica pompeiana: un insieme di utensili, oggetti d'uso, denaro e piccoli amuleti che, rimasti nel mobile al momento dell'eruzione, documentano il rapporto tra gli abitanti e i beni che custodivano, come ha sottolineato anche il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel:

Il valore di questa scoperta sta nella possibilità di leggere insieme le diverse tracce di una vita: le abitudini personali, il lavoro, i ricordi. Non possiamo ricostruire con certezza l’identità di chi abitava la casa, ma questi frammenti ci avvicinano alla sua quotidianità.

Immagine
Tracce di un contenitore intrecciato. Credit: Zuchtriegel et al.
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views