117-miliardi-esseri-umani

Vi siete mai chiesti quante persone abbiano mai messo piede sul Pianeta? La risposta è tutt'altro che banale e deriva da stime molto complesse: secondo il Population Reference Bureau statunitense, gli individui nati e vissuti sulla Terra dalla nascita della specie Homo sapiens ad oggi sarebbe pari a 117 miliardi di persone. Di conseguenza, considerando che secondo i dati del 2021 siamo diventati più di 7,8 miliardi, al momento sarebbe in vita circa il 6,7% di tutta l'umanità mai esistita. Si tratta di una percentuale in sé e per sé impressionante per la sua dimensione, visto che parliamo di un periodo di tempo lungo ben 200.000 anni.

In questo articolo vediamo come l'organizzazione sia giunta a una simile stima e quali siano stati i limiti di calcolo.
In particolare, le valutazioni statistiche sono dipese da tre parametri:
1) il periodo di esistenza sul pianeta Terra di Homo sapiens;
2) la dimensione media della popolazione mondiale nel corso tempo;
3) il numero di nascite ogni 1000 abitanti nel corso del tempo.

Bambina-globo-curiosità

Il periodo temporale di riferimento

La prima questione riguarda il periodo di tempo su cui la stima è stata realizzata.
Il Population Reference Bureau ha preso come limite passato 190.000 anni prima dell'era comune (o prima di Cristo). La data si avvicina alla presunta comparsa di Homo sapiens sulla Terra, valutata a circa 200.000 anni fa, in Africa. Tuttavia, a onor del vero, ricerche più recenti tendono a spostare indietro le lancette di questo evento di ulteriori 100.000 anni.

Nel 2017, infatti, sono stati ritrovati in Marocco dei fossili di ominidi ascrivibili alla specie Homo sapiens databili tra 300.000 e 350.000 anni fa.
Il Population Reference Bureau non ha ancora considerato le implicazioni di questa nuova scoperta, ma non è da escludere che lo faccia in un prossimo futuro.

Teschio-homo-sapiens

Popolazione totale e tasso di natalità

Il secondo grande limite riguarda la conoscenza di quanti abitanti ci fossero sul Pianeta in passato e in particolare decine e centinaia di migliaia di anni fa.
Il Population Reference Bureau ha raccolto le stime della popolazione mondiale nell'8000 a.C. prodotte dalle Nazioni Unite e da altri studi, ha fatto una media e ha ricavato il dato di 5 milioni di individui. Associando questo valore a quello presunto per l'anno 1 d.C., pari a 300 milioni di persone, ne ha ricavato un tasso di crescita medio globale molto basso per il periodo, intorno allo 0,05% annuo.

Se per la stima della popolazione successiva al 1 d.C. le fonti archeologiche, storiche e documentarie diventano sempre più consistenti, la valutazione della popolazione antecedente l'8000 a.C. è senza dubbio affetta da un grado di incertezza maggiore. Al netto delle nostre conoscenze, prima di quella data l'umanità viveva ancora principalmente di caccia e raccolta, era prevalentemente nomade e divisa in molteplici piccoli gruppi e, tornando sempre più indietro nel tempo, era presente solo in specifiche e ridotte aree del Pianeta, a partire dall'Africa. Insomma, il numero totale di individui nati e vissuti tra 190.000 e 8.000 anni fa dovrebbe essere ridotto e sempre più esiguo andando a ritroso nel tempo. A bilanciare parzialmente questo dato interviene, però, il tasso di natalità.

Primitivi-cacciatori-raccoglitori

Più si torna indietro nel tempo, infatti, più il tasso di natalità si alza, peraltro in senso inverso rispetto all'aspettativa media di vita. Mi spiego: secoli e millenni fa non si viveva mediamente più di 20-30 anni. Anzi, ci sono stime, ad esempio riferite alla Francia del primo millennio a.C., che parlano di un'aspettativa media di vita poco superiore ai 10 anni. Sembra assurdo, ma dovete pensare che un tempo, tra malattie, sottoalimentazione e altri fattori era molto comune morire appena nati o giovanissimi. L'uomo era in balia della natura.

Per evitare di estinguerci, allora, facevamo molti più figli. Per intenderci, secondo il Population Reference Bureau il tasso di natalità minimo doveva aggirarsi intorno a 80 nascite all'anno ogni 1000 abitanti per impedirci di sparire dalla faccia della Terra. Si tratta di un dato sostanzialmente doppio rispetto al massimo osservabile oggi (pari a 44 bambini nati all'anno ogni 1000 abitanti in Niger). In assoluto, queste considerazioni ci raccontano con quanta fatica e lentezza sia aumentata in passato la popolazione globale.

È solo da inizio ‘800, dopo aver raggiunto 1 miliardo di abitanti, che abbiamo cominciato a correre. Anzi, possiamo parlare di vero e proprio boom demografico: in due secoli siamo arrivati a quasi 8 miliardi di persone e ormai si parla diffusamente di sovrappopolazione, anche se la questione è più complessa. I motivi dell'esplosione demografica sono vari, anzitutto le scoperte e i progressi in campo scientifico (soprattutto medico), ma ne parleremo diffusamente in un prossimo articolo dedicato.

Boom-demografico

I limiti della stima

Per concludere l'articolo rispondiamo a una domanda fondamentale: quanto è attendibile la stima di 117 miliardi di individui?
Il Population Reference Bureau è chiaro e onesto: la valutazione compiuta presenta numerosi limiti e quindi va presa con le pinze. D'altra parte è dal 1995 che l'organizzazione la aggiorna periodicamente  in modo tale da essere il più possibile coerente con nuove scoperte o nuovi dati emersi.

Calcolo-demografico

Per quanto riguarda nel concreto i limiti della valutazione, si può anzitutto partire dall'enorme varietà di studi, ricerche e stime utilizzate come fonti, molto diverse l'una rispetto all'altra.
In aggiunta, l'organizzazione sottolinea soprattutto quanto sia complesso valutare a dovere la popolazione di decine e centinaia di migliaia di anni fa.

Il calcolo realizzato dal Bureau è partito per semplicità da una coppia di individui (una sorta di Adamo ed Eva), benché molte teorie propongano che la specie Homo sapiens si sia evoluta in vari luoghi più o meno contemporaneamente. La crescita della popolazione da quel momento in avanti è stata poi valutata come lineare, nonostante molto probabilmente essa abbia subito delle oscillazioni locali e globali in funzione di guerre, epidemie, carestie, migrazioni e altre dinamiche. Infine è stato applicato un tasso di natalità pari a 80 nascite all'anno ogni 1000 abitanti da 190.000 anni fa al 1 d.C., quindi di 60 nascite all'anno ogni 1000 abitanti dal 2 d.C. al 1750 e infine sono stati utilizzati dei tassi più ancorati ai dati reali e perciò discendenti fino a meno di 20 nascite all'anno ogni 1000 abitanti di oggi.

Articolo a cura di
Alessandro Beloli