
I “botti di Capodanno”, oltre a causare vittime e feriti e a spaventare gli animali domestici, inquinano l'ambiente: pur essendo una tradizione difficile da sradicare, infatti, i petardi e i fuochi d’artificio hanno un impatto notevole – anche se soltanto per poche ore – sulla qualità dell'aria che respiriamo e, in particolare, sulla concentrazione di polveri sottili (PM10 e PM2.5). Come suggerisce il nome stesso, le PM10 sono particelle con un diametro inferiore a 10 micrometri, mentre le PM2.5 hanno diametro inferiore a 2,5 micrometri, circa 30 volte più piccole di un capello. Vediamo quindi i risultati delle rilevazioni di World's Air Pollution, che misura la qualità dell'aria in tempo reale, per le città di Milano, Roma e Napoli.
Le concentrazioni di polveri sottili a Milano
Una delle stazioni di rilevazione di Milano, posizionata in via Cardinale Branda Castiglioni, ha rilevato alle 02:00 del 1° gennaio 2026 concentrazioni di PM 2.5 pari a 256.65 μg/m3, con un punteggio assegnato per la qualità dell'aria di 306. Le concentrazioni di PM10 hanno invece raggiunto un picco di 535.88 μg/m3, equivalente a un punteggio di 431.
Per avere un'idea, secondo la legislazione italiana le concentrazioni di PM2.5 non dovrebbero superare la media annuale di 25 μg/m3, mentre per le PM10 la media giornaliera di 50 μg/m3 (per un massimo di 35 giorni in un anno solare).
Per quanto riguarda invece gli indici (Air Quality Index, AQI), un punteggio superiore a 300 indica un grave pericolo per la salute, con la raccomandazione per la popolazione di rimanere all'interno degli edifici con le finestre chiuse. Va detto che i rischi diventano concreti a fronte di un'esposizione molto più prolungata (cioè per diversi giorni consecutivi), ma è innegabile il drastico aumento di concentrazioni di particolato nelle ore successive ai "botti di mezzanotte". Particolato che poi, terminato il picco di presenza nell'aria, si deposita su terreni e acque.

Come visibile anche nel grafico qui sopra, il capoluogo lombardo ha mantenuto concentrazioni alte di inquinanti nell'aria, trovandosi in una delle zone più inquinate d'Europa.
Le concentrazioni di polveri sottili a Roma
La stazione di Roma situata in Via Clelia ha registrato nella città una concentrazione di PM2.5 pari a 96.3 μg/m3 alle 02:00 del 1° gennaio, equivalente a un punteggio per la qualità dell'aria pari a 172. La Capitale, nel confronto tra le tre città, è risultata essere quella con la minor concentrazione di polveri sottili dovuta ai fuochi d'artificio, con i PM10 che hanno raggiunto i 159.38 μg/m3 e un indice di qualità dell'aria pari a 102.

Dal grafico qui sopra è possibile vedere come la qualità dell'aria, che è stata classificata come “malsana” nelle prime ore del 2026, sia presto tornata a valori nella norma.
Le concentrazioni di polveri sottili a Napoli
Per quanto riguarda Napoli, la città ha il triste primato per il maggiore inquinamento a seguito dei fuochi d'artificio: nonostante i dati ufficiali delle concentrazioni in μg/m3 non siano ancora stati rilasciati nel momento in cui pubblichiamo questo articolo, alle 01:00 del 1° gennaio 2026 l'indice di qualità dell'aria per concentrazione di PM2.5 ha raggiunto il picco di 863 punti. Secondo il rilevatore posizionato nei pressi del Museo Nazionale del capoluogo campano, le particelle di PM10 hanno invece portato il punteggio della qualità dell'aria a 970.
La qualità dell'aria nella città partenopea ha quindi subito un drastico peggioramento, come conferma il grafico qui sotto: tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, i botti di Capodanno hanno reso di fatto l'aria irrespirabile.

Ribadiamo che questi picchi nelle concentrazioni di inquinanti hanno avuto una breve durata, con la qualità dell'aria che si è riassestata su valori nella norma nel giro di qualche ora, come ci mostrano anche i grafici. L'esposizione per chi si trovava all'aperto in quelle ore è stata quindi limitata. Ciò non toglie che l'impatto dei "botti di Capodanno" sulla qualità dell'aria, anche se temporaneo, è ben visibile e tutt'altro che trascurabile.