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Quanto saltano in alto i giocatori NBA? Dai 122 cm di Keon Johnson alle misure fuori scala di Wembanyama

Dal Draft Combine alle schiacciate leggendarie di Spud Webb, il giocatore più basso ad aver vinto il Dunk Contest, il salto verticale è una delle caratteristiche più impressionanti dell’NBA. E c’è chi, come Wembanyama, riesce a dominare il campo quasi senza bisogno di staccarsi da terra.

31 Maggio 2026
8:00
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Quanto saltano in alto i giocatori NBA? Dai 122 cm di Keon Johnson alle misure fuori scala di Wembanyama
nba dunk
Kelly Oubre Jr. dei Washington Wizards mentre schiaccia a canestro (2018). Credit: Keith Allison di Hanover, Maryland, Stati Uniti, CC BY–SA 2.0, via Wikimedia Commons

Vi siete mai chiesti quanto in alto possa arrivare un giocatoreNBA? Per scoprirlo bisogna entrare nel mondo del Draft Combine, dove la lega misura con precisione scientifica l'esplosività dei suoi giovani talenti. Partendo da una media di circa 75 centimetri nella lega americana, il record di salto verticale è di 122 centimetri, firmato da Keon Johnson. La storia dei salti sul parquet passa dal leggendario Spud Webb, il più basso (1.68 m) vincitore della gara delle schiacciate, e arriva a Victor Wembanyama (2.24 m), che sembra quasi non aver bisogno di saltare.

Come il Draft Combine misura il salto verticale

Nell'NBA esiste un appuntamento fisso ogni anno: il Draft Combine, una serie di test atletici a cui vengono sottoposti i giovani talenti prima di essere scelti dalle franchigie. Tra le prove più attese c'è la misurazione del salto verticale, effettuata in due varianti: il salto da fermo (standing vertical) e il salto con rincorsa (max vertical). In entrambi i casi, l’atleta salta cercando di toccare il punto più alto possibile su un’apposita struttura di misurazione.

Fino al 2023 si usava il cosiddetto Vertec, un attrezzo meccanico con palette girevoli che l'atleta colpisce al massimo della propria altezza. Dal 2024 il Combine NBA ha adottato il sistema Top Hopper, più preciso e riproducibile, che fornisce misurazioni digitali e può essere combinato con piattaforme di forza per analizzare l'intera dinamica del salto.

La differenza tra i due tipi di salto non è banale: il max vertical è in media più alto di una decina di centimetri rispetto a quello da fermo, perché la rincorsa permette di trasformare parte della velocità orizzontale in elevazione. Il salto verticale dipende da diversi fattori, tra cui forza esplosiva delle gambe, elasticità dei tendini, coordinazione neuromuscolare e rapporto tra peso corporeo e massa muscolare. I migliori saltatori NBA non sono necessariamente i più forti in palestra, ma quelli capaci di sviluppare la massima potenza nel minor tempo possibile.

Il record di stacco di 122 centimetri

La media del salto verticale in NBA si aggira intorno ai 75 centimetri, ma è guardando i casi estremi che ci si rende conto della straordinarietà atletica di certi giocatori.

Il record ufficiale al Draft Combine è detenuto da Keon Johnson, guardia della University of Tennessee, che nel 2021 saltò 122 centimetri, battendo un primato che resisteva da vent'anni. La NBA stessa lo ha certificato come il massimo salto verticale mai registrato al Combine. Tradotto in termini visivi: Johnson con quel salto avrebbe avuto la testa ben oltre il ferro del canestro, che si trova a 305 centimetri da terra.

Prima di lui, il record era di Kenny Gregory nel 2001 con 116 cm, rimasto imbattuto per due decenni. Nella storia più recente del Combine, altri nomi notevoli includono Pat Connaughton (112 cm nel 2015) e Jericho Sims (113 cm nel 2021), quest'ultimo un centro di oltre due metri, il che rende la prestazione ancora più sorprendente.

La storia di Spud Webb: il più basso ad aver vinto l’NBA Dunk Contest

Pochi giocatori hanno stupito il pubblico NBA quanto Anthony “Spud” Webb. Guardia degli Atlanta Hawks alta appena un metro e sessantotto — uno dei giocatori più bassi nella storia dell'NBA — nel 1986 vinse lo Slam Dunk Contest battendo il compagno di squadra Dominique Wilkins, campione in carica e considerato uno dei migliori atleti dell'epoca.

Webb aveva un salto verticale stimato intorno ai 117 centimetri, un valore straordinario per la sua statura. In finale, che YouTube ESPN ripropone in un video, ottenne due punteggi perfetti da 50, sorprendendo tifosi, stampa e persino Wilkins, che dichiarò di non averlo mai visto schiacciare prima di quella sera. Webb rimane ancora oggi il giocatore più basso ad aver vinto la gara delle schiacciate in NBA.

Wembanyama: quando il salto diventa quasi inutile

C'è un caso nella storia recente dell'NBA in cui il salto verticale passa quasi in secondo piano, non perché non conti, ma perché le altre misure del giocatore sono fuori scala. Victor Wembanyama, prima scelta assoluta dei San Antonio Spurs al Draft 2023, è alto due metri e ventiquattro e ha un'apertura alare di circa 244 centimetri, una delle più grandi mai registrate nella lega.

La sua standing reach — l'altezza raggiunta con il braccio alzato da fermo — sfiora i tre metri. Questo significa che anche con un salto verticale di circa 81 centimetri, inferiore rispetto ai migliori specialisti del Combine, riesce comunque a raggiungere altezze eccezionali. Come si vede nel video qui sotto, per contendere un rimbalzo o stoppare un tiro spesso gli basta allungarsi, mentre gli avversari devono letteralmente volare. Solo qualche giorno fa, nei playoff contro i Minnesota Timberwolves, Wembanyama ha portato questa superiorità fisica a un livello quasi irreale: in Gara 1 delle semifinali di Conference ha messo a referto 12 stoppate, contribuendo a stabilire il nuovo record di stoppate medie a partita nei playoff.

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