Il 25 marzo 2022 attivisti ed esponenti del movimento ambientalista Fridays For Future (FFF) scenderanno in piazza in occasione del prossimo Sciopero Globale per il Clima (in inglese Global Climate Strike). Ad annunciare la data con un Tweet sulla sua pagina ufficiale è stata l'esponente numero uno del movimento, la giovane attivista svedese Greta Thunberg. L'invito è rivolto a tutti coloro che sono "stufi dei soliti bla bla" e che vogliono agire concretamente facendo sentire la propria voce.
Come si legge dall'annuncio il focus dello sciopero nonché l'urlo ufficiale dell'evento sarà
Uomini e donne di tutte le età e classi sociali scenderanno in piazza per far sapere ai politici che bisogna dare priorità alle persone e non ai profitti. Durante lo sciopero si parlerà inoltre di diritti, crisi e giustizia climatica, sostenibilità e risorse, i temi principali del movimento.
Il 2021 è stato un anno difficile non solo sul fronte della salute ma anche su quello climatico: il continuo susseguirsi di eventi estremi (incendi, ondate di calore, alluvioni ecc.) ha stravolto completamente gli ecosistemi naturali. Ad aggravare la situazione si aggiungono i continui ritardi nelle politiche internazionali e il posticiparsi degli accordi tra Parti. La COP26 tenutasi a Glasgow nell'ottobre 2021 purtroppo non si è conclusa come sperato da giovani, scienziati e climatologi di tutto il mondo che, per nulla affranti, sono pronti nuovamente a protestare contro la crisi climatica e le ingiustizie globali.
Perché i Fridays For Future scendono in piazza
"Lo scenario climatico catastrofico in cui stiamo vivendo è il risultato di secoli di sfruttamento e oppressione attraverso il colonialismo, l'estrattivismo e il capitalismo, un modello socio-economico sostanzialmente imperfetto che deve essere urgentemente sostituito", queste le parole dei FFF riportate sul loro sito internazionale.
"Le nazioni ricche sono responsabili del 92% delle emissioni globali" si legge, influendo in maniera preponderante sul clima globale.
I grandi capitalisti cavalcano l'onda del mercato, alimentando la sofferenza e lo squilibrio tra Nazioni ricche e povere, che purtroppo non godono degli stessi diritti economici e sociali.
I giovani attivisti per il clima chiedono riparazioni climatiche per far fronte all'aumento di disastri ambientali, eventi estremi e mancanza di risorse che stanno colpendo in particolar modo i Paesi più poveri e vulnerabili. Il movimento sollecita all'uguaglianza, alla giustizia e alla redistribuzione della ricchezza, della tecnologia e delle informazioni, dando modo al popolo di prender parte al potere politico e decisionale.
Il movimento vuole alimentare la lotta dal basso verso l'alto, unendo le persone di tutto il mondo in una protesta pacifica e non violenta tale da esercitare una reale pressione morale su coloro che stanno ai vertici della società.
A distanza di anni gli obiettivi e i fondamenti del movimento sono rimasti gli stessi: solo una rivoluzione culturale, sociale, economica e politica può riequilibrare il benessere collettivo.