7 Agosto 2023
12:30

Qual è il legame tra incendi forestali, clima e industria fossile? Ecco il nuovo studio

Un recente studio della Union of Concerned Scientists ha individuato la relazione tra gli incendi forestali a ovest degli USA e il surriscaldamento climatico, individuando di conseguenza il legame tra questi e la filiera del fossile.

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Qual è il legame tra incendi forestali, clima e industria fossile? Ecco il nuovo studio
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Un nuovo studio sul clima ha quantificato il contributo dei gas serra emessi dalle principali compagnie di combustibili fossili del mondo sulla genesi degli incendi che, anno dopo anno, colpiscono Stati Uniti occidentali e il sud-ovest del Canada in misura sempre più ampia. Parliamo di 88 compagnie energetiche e di produzione di materiale da derivati fossili con volumi di interesse globale, tra le quali troviamo anche due aziende italiane. L'anello di congiunzione fra gli incendi e l'aumento di temperatura provocato dall'attività delle aziende sarebbe il "deficit di pressione di vapore", una grandezza legata alla quantità di acqua disponibile tra la vegetazione e il terreno. Ma quali sono esattamente le conclusioni alle quali è arrivato lo studio?

Le Big 88 sono responsabili di aumento di temperatura media di 0,5 °C

Grazie all’utilizzo di modelli climatici, in studi precedenti la Union of Concerned Scientists – organizzazione scientifica senza scopo di lucro statunitense – ha dimostrato il ruolo delle Big 88 nell’aumento della temperatura media globale di 0,5°C da inizio Novecento. In quest'ultimo studio, invece, si è cercato di completare il quadro grazie a un nesso tra l'aumento di temperatura provocato dalle attività delle 88 aziende e l’aumento in dimensione, frequenza e durata degli incendi. Il team di ricerca l’ha individuato nel deficit della pressione di vapore (VPD): ossia la capacità dell’aria di estrarre l’acqua presente nelle piante e nel terreno. Quando l’aria è più calda, essa favorisce alti tassi di evaporazione (o evapotraspirazione, nel caso delle piante), trattenendo maggiori volumi di vapore acqueo sottratti a piante e terreno. La zona colpita risulterà quindi più secca e, di conseguenza, più soggetta a incendi.

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Variazione del parametro VPD nel periodo 1900–2021, a sinistra i dati ricavati dai modelli climatici e a destra l’andamento esponenziale attribuito alle Big88

Il VPD è direttamente correlato alle variazioni di temperatura locali dalla pressione di vapore saturo (la massima pressione che un vapore può raggiungere a una determinata temperatura) e l'umidità relativa dell'aria (la quantità di vapor d'acqua contenuta in un volume di miscela vapore-aria).

Partendo da questo dato e sapendo che la filiera del fossile emette grandi quantità di gas climalteranti, lo studio ha rilevato anche le emissioni di anidride carbonica e metano delle cosiddette "Big 88". Conclusione? Incrociando i dati si è calcolato che a queste si deve più di un terzo delle aree arse dagli incendi forestali degli ultimi 40 anni nel nord-ovest del continente americano.

VPD e aumento di aree boschive esposte a incendi

È stata osservata una relazione esponenziale tra l'aumento di valore di VPD e l'estensione delle aree bruciate dagli incendi boschivi. Non solo, è stata calcolata anche la percentuale di area forestale colpita negli Stati Uniti e Canada occidentali, come effetto indiretto delle emissioni delle 88 aziende tra il 1986 e il 2021. Il suo valore si attesta al 37% sul totale di quelle interessate da incendi, in pratica una superficie di 8 milioni di ettari (l’estensione della Repubblica Ceca, tanto per rendere l'idea).

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Area forestale colpita da incendi relativamente ai valori di VPD

Secondo Kristina Dahl, direttrice del team di ricerca, tali incendi sono ogni anno più intensi, più duraturi e più estesi sia in superficie che in altitudine.

A cosa serve capire "chi" è responsabile?

Finora i costi di ricostruzione ecosistemica e dei beni danneggiati dai roghi sono stati in gran parte coperti dalla spesa pubblica – cioè, dalle tasse versate dai cittadini. Questo studio è stato condotto con l’intento di quantificare la responsabilità delle più grandi aziende globali del fossile. Ciò permetterebbe di sostenere le comunità colpite dagli incendi, dando loro un supporto scientifico per intentare cause legali contro i colossi economici e indurli a pagare i risarcimenti dovuti. Oltre a ciò, è estremamente utile disporre di dati che contestino la narrazione molto diffusa secondo cui la responsabilità della crisi climatica è del singolo individuo, deresponsabilizzando di fatto le aziende direttamente coinvolte.

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