
In un'area inesplorata del Musée-Parc des Dinosaures di Mèze, nell'Hérault, nella Francia meridionale, sono in pochi mesi sono venute alla luce più di 100 uova fossili risalenti al Cretaceo superiore, tra 74 e 65 milioni di anni fa. Si tratta di una scoperta sorprendente del geologo e paleontologo Alain Cabot e di sua figlia Marina, che hanno avviato nuove campagne di scavo lo scorso ottobre.
Le uova hanno il diametro di un pallone da calcio e sono disposte in nidi ravvicinati. L'ipotesi più probabile è che appartengano a titanosauri, dinosauri sauropodi erbivori quadrupedi lunghi fino a 12 metri e pesanti fino a 90 tonnellate.
"Fino ad ora trovavamo nidi con 4 o 6 uova, al massimo una decina. Ma un centinaio… non avevo mai visto niente di simile…"

Nel sito erano già stati rinvenuti resti ossei di questo gruppo, oltre a rabdodontidi e dromeosauri. Cabot invita però alla cautela. Il 95% delle uova rinvenute è già schiuso, e senza embrioni fossilizzati non è possibile stabilire con certezza a quale specie appartengano. Le analisi indicano almeno una decina di specie diverse, studiate dall'università di Montpellier, alcune simili a quelle trovate in Patagonia, in Argentina.
Il sito si estende su circa 50 km² e Cabot ritiene che possa essere classificato come il terzo giacimento di uova fossili al mondo per importanza, dopo il deserto del Gobi, in Asia Centrale, e il Montana, in Nord America.
Il museo è stato fondato nel 1997 proprio per proteggere il giacimento dai saccheggiatori, comparsi subito dopo la prima scoperta nel 1996. Un dato rilevante riguarda l'estinzione dei dinosauri. Le analisi magnetostratigrafiche dei sedimenti di Mèze mostrano che nei milioni di anni precedenti all'impatto dell'asteroide, 66 milioni di anni fa, il numero di specie che deponevano uova nel sito era già in progressiva diminuzione. Cabot lo interpreta come un possibile indizio che il declino dei dinosauri abbia avuto radici più antiche dell'impatto.