La notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 entra ufficialmente in vigore l'ora solare in Italia e in tutta l'Unione Europea: alle 03:00 del mattino le lancette si sposteranno indietro di un'ora (diventando le 02:00), regalandoci un'ora in più di sonno per la prima notte. Il cambio d'ora anticiperà di 60 minuti sia l'alba che il tramonto, portandoci quindi ad avere più luce solare al mattino presto ma “accorciando” le giornate nel tardo pomeriggio.
Salvo eventuali modifiche, l'ora solare dovrebbe restare in vigore fino all'ultima domenica di marzo, che il prossimo anno corrisponde al 28 marzo 2027. In realtà, il cambio orario due volte l'anno è stato bocciato dall'indagine conoscitiva condotta dalla decima Commissione della Camera dei Deputati: l'alternanza tra ora legale e ora solare è stata infatti considerata superabile «in ragione delle criticità, di natura sanitaria e organizzativa, che la fase di transizione determina nei giorni immediatamente successivi al cambiamento».
La Commissione, però, non si è espressa sulla possibilità di rendere l’ora legale permanente o, al contrario, l’ora solare permanente. La scelta, quindi, resta aperta: tra le raccomandazioni finali c'è anche l'avvio di una fase di sperimentazione, oltre che l'apertura di nuove discussioni in sede europea. Alcuni Paesi vicini a noi, tra l'altro, hanno già abolito questa alternanza, come la Russia (che dal 2014 adotta l'ora solare tutto l'anno) o la Turchia (ora solare abolita nel 2016).
A che ora torna l’ora solare il 25 ottobre 2026
Tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 scatterà ufficialmente l'ora solare: le lancette andranno spostate indietro di un'ora, con le 03:00 del mattino che diventeranno le 02:00. Il cambio avverrà contemporaneamente in tutta l'Unione Europea: più nel dettaglio, l'entrata in vigore dell'ora solare è prevista in tutti i Paesi UE alle 1:00 UTC (il tempo coordinato universale, cioè il fuso orario di Greenwich), che in Italia corrisponde, appunto, alle 3:00 del mattino.
Come sempre, saranno solo gli orologi analogici a dover essere spostati manualmente per allinearsi al nuovo orario: tutti gli orologi digitali, come quelli presenti sugli smartphone, si aggiorneranno in automatico, senza bisogno di alcun intervento.
Cosa cambia spostando le lancette indietro di 60 minuti
L'ora solare viene così definita perché segue il moto apparente del Sole, ponendo il mezzogiorno (ossia le 12) attorno al momento in cui il Sole raggiunge il punto più alto nel cielo. Si tratta infatti dell'orario “naturale”, che permette di sfruttare l'illuminazione naturale nelle prime ore del mattino. Spostare le lancette indietro di 60 minuti, quindi, anticipa di un'ora sia l'orario dell'alba che del tramonto: di conseguenza, ci ritroveremo con un'ora di luce in più al mattino presto, perdendo un'ora di luce alla sera.
In Italia l'alternanza con l'ora legale (l'orario “estivo”) è stata sperimentata per la prima volta nel 1916, ma è ufficialmente in vigore dal 1966. Questo cambio d'ora due volte l'anno, però, incide sui nostri ritmi, sui consumi elettrici e anche sull'organizzazione delle nostre società.
Ecco perché negli ultimi anni si sono intensificate le discussioni per una possibile eliminazione dell'alternanza tra ora legale e ora solare: già nel 2019 il Parlamento Europeo aveva espresso la volontà di abolire il passaggio stagionale, ma la procedura si è arenata nel corso degli anni a causa della pandemia da COVID-19 e, soprattutto, delle difficoltà nel definire un calendario comune a livello europeo.
A marzo 2026 il Parlamento italiano ha avviato un'indagine conoscitiva proprio per approfondire l'eventuale impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale, con un focus dei possibili effetti e delle ricadute sui settori produttivi: sul fronte dei consumi energetici, i dati di Terna indicano che l'attuale regime (con sette mesi di ora legale) produce un risparmio di circa 302 GWh all'anno. L'estensione dell'ora legale anche ai mesi invernali aggiungerebbe altri 160 GWh, per un totale di circa 462 GWh, pari a circa lo 0,15% del fabbisogno elettrico nazionale.
In termini economici, si parla di circa 120 milioni di euro per il 2026, di cui 80 milioni riferiti al periodo aprile-ottobre già in vigore. Il documento sottolinea però che questo beneficio si è progressivamente ridotto negli ultimi vent'anni, soprattutto per via della diffusione delle lampadine LED e dei sistemi di illuminazione a basso consumo.
Le conclusioni della X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) hanno raccomandato l'avvio di una fase di sperimentazione dell'ora legale, supportata da un sistema di monitoraggio multidisciplinare su consumi energetici, sicurezza stradale, reati predatori, salute, produttività e impatti settoriali e territoriali, insieme a una ripresa del negoziato per abolire il doppio cambio stagionale.
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