0 risultati
video suggerito
video suggerito
20 Giugno 2026
13:00

Si può sognare anche da svegli: un nuovo studio rivela cosa accade al cervello tra sonno e veglia

Uno studio su Cell Reports rivela che i sogni non sono un'esclusiva del sonno, rivelando che i confini tra sonno e veglia molto più sfumati di quanto pensassimo. Secondo lo studio, possiamo vivere stati onirici da svegli e fare pensieri logici mentre dormiamo: quando le aree frontali del controllo si allentano, quelle visive improvvisano, creando immagini bizzarre e oniriche prima ancora del sonno vero e proprio.

Ti piace questo contenuto?
Si può sognare anche da svegli: un nuovo studio rivela cosa accade al cervello tra sonno e veglia
sogni da svegli
Generata con AI a scopo illustrativo.

Primo pomeriggio, hai appena finito di pranzare e pagheresti una somma che nemmeno hai per poter far un pisolino. Invece ti sforzi di stare al massimo seduto sulla poltrona per qualche minuto. Ecco però che la fiacchezza inizia ad avere la meglio, e ti trovi in quel limbo sonno-veglia eterno che "genera mostri" (parafrasando una famosa opera di Francisco Goya). Proprio su questo stato, si concentra una recente ricerca pubblicata dal Paris Brain Institute su Cell Reports che ha svelato che la nostra mente può entrare in autentici "stati di sogno" anche quando siamo svegli. Lo studio analizza decine di persone nel momento del "limbo", scoprendo che i pensieri possono diventare onirici ben prima dell'addormentamento. Finora, la scienza e la nostra esperienza quotidiana ci hanno abituato a pensare alla mente come a un interruttore che può essere solo acceso o spento, vigile o dormiente. I sogni venivano studiati come un fenomeno esclusivo della notte, mentre il fantasticare a occhi aperti era considerato un processo diurno del tutto separato. Questo studio propone una terza via che unifica questi due mondi, evidenziando come le nostre esperienze spontanee non sono divise da un confine netto, ma appartengono a un unico spettro fluido.

Possiamo sognare anche quando siamo svegli?

Per capire se i sogni appaiano soltanto quando dormiamo, un team di scienziati ha analizzato decine di volontari, chiedendo loro di rilassarsi su una poltrona in una stanza buia e silenziosa. Per catturare i pensieri nel momento esatto dell'addormentamento, hanno usato un ingegnoso trucco che, leggenda vuole, sia stato ideato originariamente da Thomas Edison: tenere in mano una bottiglia che cade al primo segno di rilassamento muscolare, quindi nel momento critico prima del sonno. Il rumore della bottiglia caduta svegliava i partecipanti a cui, subito dopo, veniva chiesto di descrivere la loro esperienza mentale valutandone la stranezza, la fluidità e il grado di spontaneità.

Unendo le descrizioni con dati cerebrali, muscolari, cardiaci e oculari, hanno così raggruppato le esperienze in quattro stati mentali.

  1. stato fugace, fatto di pensieri che emergono spontaneamente ma frammentati, fatti di brevi ricordi personali;
  2. allerta, in cui la mente è fluida ma ancorata sia all'ambiente esterno (attenta ai rumori della stanza), sia alle sensazioni corporee, ben conscia di essere sveglia:
  3. stato bizzarro, ricco di immagini surreali e oniriche, come vedere piccoli alieni o immaginare formiche che si arrampicano sul corpo con dei cruciverba sullo sfondo. È lo stato che più si avvicina ai sogni, ed in effetti ha molte caratteristiche inequivocabili: scenari surreali, fantasia estrema e combinazioni illogiche di elementi.
  4. stato volontario, in cui la mente si concentra in modo logico per pianificare le azioni future.

La scoperta sbalorditiva è che questi quattro stati non sono per niente incasellabili nelle etichette di "veglia" o "sonno". Gli scienziati hanno registrato tracciati cerebrali inequivocabili di veglia in soggetti che riferivano di essere immersi in visioni oniriche e bizzarre. Al contrario, si è scoperto che è possibile fare ragionamenti del tutto logici e volontari, come organizzare la giornata di lavoro, pur essendo già sprofondati nelle prime fasi del sonno.

Immagine
Immagine esplicativa dell’esperimento fatto. Credit: N. Decat, A. Le Coz, et al. 2026, Dream–like mental states can occur during wakefulness, CC–BY 4.0.

Cosa succede nel cervello durante questi "sogni del limbo"?

Se non è l'essere addormentati o svegli a determinare cosa pensiamo, quali sono le cause scientifiche di questi fenomeni? La risposta risiede nelle microscopiche variazioni dell'attività elettrica del cervello, che conferiscono a ogni specifico stato mentale una propria "firma" neurologica. Prendiamo l'esempio dei momenti in cui viviamo esperienze bizzarre e oniriche da svegli. L'elettroencefalogramma registra in questo caso un crollo della cosiddetta "connettività funzionale" tra le diverse aree cerebrali e una riduzione di un parametro dell'attività elettrica chiamato offset spettrale. Immaginiamo il cervello come una grande orchestra: nella veglia logica, tutte le sezioni comunicano guidate da un vigile direttore d'orchestra, rappresentato dalle aree frontali deputate al controllo esecutivo. Quando si innesca il pensiero bizzarro, l'orchestra perde la sua sincronizzazione. Il controllo frontale si allenta (si "scarica" proprio la corteccia cerebrale, sede del controllo esecutivo), lasciando le aree visive libere di improvvisare. Si genera così un'attività elettrica locale che produce immagini spontanee, totalmente slegate dalla realtà circostante.

Al contrario, quando i partecipanti si trovavano nello stato mentale di "allerta" (vicini al sonno ma ancora attenti all'ambiente), il loro cervello mostrava un aumento dell'entropia, che indica una complessità del segnale altissima: significa che il cervello sta attivamente elaborando gli stimoli sensoriali, mantenendo un solido contatto con il mondo fisico prima di addormentarsi del tutto.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views