
La voracità di un polpo (Octopus vulgaris) potrebbe rappresentare una possibile soluzione per contribuire al controllo numerico del granchio blu (Callinectes sapidus), specie aliena invasiva nelle acque del Mediterraneo. Lo dimostra il progetto "Octo-Blu" attuato dall’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, promosso da Regione Emilia-Romagna e finanziato da Fondi Europei. I ricercatori del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell'Ateneo bolognese, coordinati dal Prof. Oliviero Mordenti, hanno sperimentato in laboratorio l'alimentazione di polpi con granchi blu e hanno avviato un programma di rilascio di polpi nati in laboratorio lungo la costa fra Riccione e Cesenatico.
Considerato che la costa adriatica, caratterizzata da fondali sabbiosi, non è particolarmente adatta alla riproduzione e allo sviluppo dei polpi che prediligono ambienti rocciosi, sono stati installati anche rifugi artificiali lungo il tratto di mare interessato dal progetto grazie all'aiuto dei pescatori locali. Ora i polpi potranno mettere in atto la loro strategia di cattura dei granchi blu contribuendo al controllo dell' invasivo. Il gruppo di ricerca, del resto, non è nuovo a questo tipo di studi considerato che si occupa da tempo di riproduzione in cattività dell'Anguilla europea (Anguilla anguilla) e dello Storione cobice (Acipenser naccarii).
Lo studio dei polpi in laboratorio e il progetto Octo-Blu
Tutto ha avuto inizio presso il Centro di produzioni ittiche dell'Università di Bologna a Cesenatico dove l'equipe del Prof. Mordenti ha avviato una serie di studi sull'alimentazione del polpo comune e sulle sue prestazioni riproduttive in ambiente controllato. Alcuni esemplari selvatici sono stati catturati nel mese di febbraio da un gruppo di pescatori. I cefalopodi, inizialmente destinati al mercato ittico, sono stati consegnati in questo caso al laboratorio di Cesenatico, dove sono stati selezionati per peso e sesso.
Sono stati poi introdotti in un sistema di vasche di allevamento sperimentali del tutto innovative, dotate di una particolare circolazione dell'acqua e di camere di incubazione per i riproduttori in modo da favorirne la riproduzione spontanea. Gli esemplari sono stati divisi in due gruppi a cui sono state somministrate due diverse diete: ad uno pesce misto, all'altro crostacei misti. Le prove di alimentazione hanno dimostrato che le migliori prestazioni in termini di crescita e di riproduzione sono state mostrate dai polpi alimentati con la dieta a base di crostacei. Proprio in questo contesto i ricercatori hanno verificato che i polpi sono ghiotti di granchi blu e che una dieta a base di crostacei aumenta sensibilmente l'accrescimento degli individui e la capacità riproduttiva delle femmine, che hanno dimostrato di raddoppiare il numero di piccoli polpi che riescono a generare. In sostanza, presentano una maggior fitness riproduttiva rispetto a femmine alimentate con pesci o altri prodotti.

Queste osservazioni hanno subito trovato un risvolto applicativo con il progetto "Octo-Blu" destinato alla produzione e al rilascio in mare di esemplari di polpi che potranno contribuire al controllo numerico del granchio blu. A breve sarà effettuato il primo rilascio di circa mezzo milione di piccoli polpi nel tratto della costa romagnola davanti a Riccione e Cesenatico e se la sperimentazione avrà buon esito si andrà avanti su altri tratti fino a Comacchio e Goro in Provincia di Ferrara. Qualche criticità di adattamento dei giovani cefalopodi potrebbe derivare dall'assenza di rifugi naturali in un fondale marino sabbioso, ma il progetto ha previsto l'inserimento di rifugi artificiali in mattone.

Una strategia per controllare l’espansione della specie invasiva aliena
Il granchio blu (Callinectes sapidus), originario delle coste Atlantiche dell’America e arrivato nel Mediterraneo con le "acque di zavorra" delle navi, è ormai una specie invasiva nel Mare Nostrum. Provoca gravi danni agli ecosistemi marini e alla risorsa ittica considerato che si tratta di un vorace predatore che si nutre per circa il 30-40 % di gasteropodi e bivalvi (cozze e vongole). Uno dei suoi nemici naturali è proprio il Polpo comune (Octopus vulgaris) che preda i granchi immobilizzandoli con il veleno prodotto dalle sue speciali ghiandole. È di certo un predatore molto efficiente.
Basti pensare che un cefalopode di 500 gr di peso riesce ad attaccare e cibarsi di un granchio di grandi dimensioni e che consuma ogni giorno una quantità di cibo pari a circa il 10% del suo peso corporeo. Ha inoltre un elevato tasso riproduttivo con 100.000-500.000 uova per femmina e un accrescimento molto rapido. Potrebbe quindi rivelarsi un ottimo alleato nel contribuire al controllo del granchio blu.