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in foto: Credit: NASA.

Il 12 maggio 2022 è stata ufficialmente svelata la prima immagine (in assoluto!) di Sagittarius A*, il buco nero al centro della Via Lattea, la nostra galassia. La figura è stata ottenuta tramite complessi algoritmi che hanno elaborato i dati raccolti dall'Event Horizon Telescope (abbreviato con EHT) – cioè un progetto internazionale che vede coinvolti numerosi radiotelescopi in diversi Paesi del mondo.
Queste le parole di Ciriaco Goddi, membro dell'EHT:

Abbiamo sognato quest'immagine per più di vent'anni. Infatti questo esperimento è stato proposto proprio in uno studio teorico nel 2000 e ci sono voluti più di 10 anni di sviluppo tecnologico per creare la rete di radiotelescopi che potesse immortalare quest'immagine.

Ma come è stata prodotta quest'immagine? E quali sono le sue caratteristiche?

I radiotelescopi EHT che studiano il buco nero della nostra galassia

L'EHT (Event Horizon Telescope) è una collaborazione internazionale che coinvolge una fitta rete di radiotelescopi posti in diverse aree del mondo. L'obiettivo dell'EHT è lo studio di Sagittarius A* (Sgr A*) – il buco nero che si trova al centro della Via Lattea – e del buco nero supermassiccio al centro della galassia M87 chiamato M87*. Per studiarli vengono sfruttate le onde radio, dal momento che queste ci permettono di "vedere" oltre la cortina di polveri e gas ionizzati che circonda i buchi neri. La rete di radiotelescopi permette di raccogliere una grande quantità di dati, creando immagini ad alta risoluzione migliori di quelle che si potrebbero ottenere con un solo strumento: questo fu dimostrato già il 10 aprile 2019, quando il progetto riuscì a creare la prima immagine della storia di un buco nero, più precisamente di M87*.

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in foto: Radiotelescopi nel progetto EHT. Credit: ESO/O. Furtak

L'importanza dell'immagine del buco nero Sagittarius A*

I dati raccolti da EHT hanno permesso per la prima volta di confermare la presenza del buco nero Sgr A* al centro della nostra galassia, localizzato a circa 26,000 anni luce dalla Terra. In merito a all'immagine, l'amministratore della NASA Bill Nelson ha dichiarato che:

L'Event Horizon Telescope ha catturato ancora un'altra immagine memorabile, questa volta del buco nero gigante al centro della nostra galassia. Osservare in modo più completo questo buco nero ci aiuterà a saperne di più sugli effetti cosmici sul suo ambiente.

Ma andiamo un po' più nel dettaglio e cerchiamo di capire esattamente cosa rappresenta la figura sottostante.

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in foto: Credit: NASA.

Al centro c'è una macchia nera che corrisponde al buco nero Sgr A* o, per meglio dire, al suo orizzonte degli eventi, cioè quella zona oltre la quale nulla può sfuggire all'immensa forza gravitazionale del buco nero.
Attorno ad essa è presente un alone giallo/arancione: si tratta della luce emessa dai gas surriscaldati dalla grande forza di gravità. Questa porzione prende il nome di disco di accrescimento.
Le osservazioni EHT hanno anche permesso di stimare con più precisione le dimensioni del buco nero: il suo orizzonte degli eventi ha un diametro pari a circa 22 milioni di km e misura circa 4 milioni di masse solari. Se consideriamo anche il disco di accrescimento, il suo diametro può essere paragonato all'orbita del pianeta Mercurio.

Il confronto tra Sgr A* e M87*

Andiamo ora a vedere quali sono le differenze tra il buco nero Sgr A* e l'M87*, specialmente per quanto riguarda dimensioni e massa.
Se state pensando che Sgr A* sia già colossale, dovete sapere che il buco nero M87* è circa mille volte più grande: misura 6,5 miliardi di masse solari per un diametro dell'orizzonte degli eventi pari a 20 miliardi di km… sono cifre talmente grandi che è quasi impossibile immaginarle!

Articolo a cura di
Stefano Gandelli