
La tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) è il più grande rettile marino oggi esistente, un primato conteso solo dal coccodrillo marino (Crocodylus porosus) che vive prevalentemente in acque salmastre più che in mare aperto. Un esemplare adulto pesa in media 340-450 kg, ma il record assoluto per il Guinness dei Primati supera i 900 kg. Si tratta dell'unica tartaruga al mondo priva di un vero carapace osseo e possiede una bocca tappezzata di papille spinose che le permettono di trattenere le meduse, nuota in tutti gli oceani del pianeta tranne l'Artico e l'Antartico e può vivere oltre 45 anni. La Lista Rossa della IUCN la classifica come "Vulnerabile", con un declino globale stimato del 40% nelle ultime tre generazioni. Se n'è tornato a parlare a fine agosto 2026, quando – come raccontato da Fanpage.it – un esemplare è stato avvistato e fotografato al largo di Imperia, in Liguria, durante un'uscita di whale watching: un evento molto raro, perché nel Mediterraneo questa specie non nidifica e vi transita solo occasionalmente.
Le dimensioni da record: quanto pesa e quanto è grande
Gli esemplari adulti di tartaruga liuto misurano in genere tra 1,5 e 2 metri di lunghezza del carapace, ma è il peso a lasciare a bocca aperta: secondo la scheda della NOAA Fisheries (l'agenzia governativa statunitense che si occupa di specie marine), un adulto pesa in media tra i 340 e i 450 kg circa. Il vero record, però, appartiene a un maschio spiaggiato nel 1988 sulle coste del Galles, che pesava 916 kg per una lunghezza del carapace di quasi 2,6 metri. È l'esemplare più grande mai documentato di qualunque specie di tartaruga vivente.

A differenza delle altre tartarughe marine, la liuto non ha piastre cornee: il suo "guscio" è formato da centinaia di piccole placche ossee a mosaico, ricoperte da una pelle spessa, elastica e simile al cuoio (da qui il nome inglese leatherback, "dorso di cuoio"). Sette creste longitudinali corrono lungo il carapace e le pinne anteriori sono proporzionalmente più lunghe di quelle di qualsiasi altra tartaruga marina: un adattamento perfetto per affrontare migrazioni oceaniche di migliaia di chilometri.

L’anatomia della bocca e la dieta di meduse
La cavità orale e l'esofago della tartaruga liuto sono ricoperti da lunghe papille spinose, tutte rivolte verso l'interno, che danno l'idea di una gola tappezzata di piccole lame. Questo perché si tratta di una divoratrice quasi esclusiva di meduse e salpe, prede molli, viscide e scivolose. NOAA Fisheries spiega che l'animale non possiede il becco tagliente delle altre tartarughe marine. Per sostenere la sua mole, una liuto adulta arriva a mangiare circa l'equivalente del proprio peso corporeo in meduse ogni giorno durante i periodi di alimentazione intensiva.

Habitat e oceani in cui nuota: è rara nel Mediterraneo
La tartaruga liuto ha una distribuzione geografica tra le più ampie al mondo per un rettile marino. La si trova in Atlantico, Pacifico e Indiano, dalle acque tropicali dove nidifica fino a quelle sub-polari dove va a caccia di cibo affrontando un'escursione termica notevole.

Secondo l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), è una specie pelagica che frequenta l'ambiente oceanico e in Mediterraneo non sono stati individuati siti di nidificazione: gli esemplari che entrano nel "mare nostrum" attraverso lo stretto di Gibilterra sono quindi individui atlantici in transito, non una popolazione residente, ed è per questo che ogni avvistamento lungo le coste italiane (Liguria, Toscana) fa notizia.
Le rotte migratorie, con percorsi medi di circa 6.000 km a tratta, sono impressionanti: alcuni esemplari percorrono oltre 10.000 miglia (più di 16.000 km) l'anno tra le spiagge di nidificazione tropicali e le aree di alimentazione temperate o subpolari. La liuto è anche il rettile che si immerge più in profondità in assoluto tra le tartarughe: secondo NOAA può scendere fino a circa 1.200 metri, restando sott'acqua fino a 85 minuti.
Quanto vive la Dermochelys coriacea: 45-50 anni o più
Sull'aspettativa di vita della tartaruga liuto la scienza è ancora cauta: la stima più diffusa parla di 45-50 anni o più, ma la mancanza di studi di lungo periodo lascia margini di incertezza, come conferma anche la valutazione IUCN, secondo cui la longevità della specie resta di fatto sconosciuta. Più solido è invece il dato sulla maturità sessuale, raggiunta mediamente tra i 9 e i 20 anni di età a seconda della popolazione.

Proprio la scarsa conoscenza dei parametri demografici di base rende difficile monitorare lo stato di salute della specie: la valutazione IUCN del 2013 classifica la tartaruga liuto come "Vulnerabile" (Vulnerable), stimando un declino globale della popolazione di circa il 40% nelle ultime tre generazioni (circa 90 anni), anche se con enormi differenze regionali. Le popolazioni del Pacifico orientale, per esempio, sono crollate di oltre il 97% nello stesso periodo, mentre quella dell'Atlantico nord-occidentale risulta in crescita.
Le minacce principali, elencate da IUCN, sono in gran parte legate all'attività umana: la cattura accidentale nelle reti da pesca (bycatch) resta il pericolo numero uno a livello globale, seguita dal prelievo diretto di uova e adulti e dalla perdita delle spiagge di nidificazione a causa dell'urbanizzazione costiera. C'è poi una diretta conseguenza della sua dieta specializzata: la tartaruga liuto scambia facilmente sacchetti di plastica e altri detriti galleggianti per meduse. Una volta ingeriti, questi rifiuti possono ostruire l'apparato digerente e portare l'animale alla morte per soffocamento o malnutrizione.