
Un violento terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito le Filippine meridionali alle 07:37 del mattino (ora locale, le 01:37 in Italia) di lunedì 8 giugno 2026, come confermato dall'USGS. Il Philippine Institute of Volcanology and Seismology (PHIVOLCS) aveva inizialmente registrato il sisma a magnitudo 7.0, per poi aggiornare la stima a 7.8.
L'epicentro è stato localizzato in mare, a circa 26 chilometri a sud-ovest dalla costa di Kablalan, nella provincia di Sarangani (isola di Mindanao), con ipocentro a una profondità di circa 33 km.
La scossa, purtroppo, ha causato numerosi danni, come visibile anche nel post X qui sotto, con il bilancio delle vittime aggiornato alle 09:50 che è da poco salito a 19, mentre i feriti sarebbero più di 134: General Santos, un porto meridionale con oltre 700.000 abitanti e importante polo per l'industria del tonno e per il commercio, è risultata tra le zone più colpite. Un video diffuso sui canali social ufficiali ha mostrato un edificio di tre piani che ospitava un ristorante crollare in una nuvola di polvere e detriti, suscitando il panico tra i passanti.
Secondo l'Istituto filippino, a seguito del terremoto di magnitudo 7.8 sono state registrate altre 138 scosse di assestamento, di magnitudo compresa tra 1.3 e 6.7.
Altre immagini hanno mostrato danni estesi a palazzi, con vetri in frantumi e tetti ceduti. Nel frattempo, l'aeroporto internazionale di General Santos ha sospeso temporaneamente le operazioni. Le classi in tutte le scuole pubbliche e private di Cotabato City sono state sospese a seguito del sisma, mentre i pazienti dell'ospedale di Kidapawan City sono stati temporaneamente evacuati in un'area aperta.
Subito dopo la prima scossa, il Pacific Tsunami Warning Center ha emanato un'allerta tsunami, segnalando la possibilità di onde fino a 3 metri lungo alcune coste delle Filippine e fino a 1 metro sulle coste dell'Indonesia e della Malesia. Il direttore del PHIVOLS, Teresito Bacolcol, ha confermato che le stazioni costiere di monitoraggio hanno rilevato onde di circa 1 metro nelle province di Sultan Kudarat e Sarangani. Onde anomale sono state rilevate in almeno nove località del Paese, con un'altezza massima di 75 centimetri registrata sull'isola di Sangihe.
L'allerta tsunami è stata ritirata circa cinque ore dopo la scossa delle 07:37, ma il centro di allerta ha invitato la popolazione a restare in stato di vigilanza. Alcuni avvisi per possibili tsunami erano stati emessi anche per il Giappone (comprese Okinawa e la costa meridionale), per Taiwan e per la Papua Nuova Guinea, oltre che per diverse isole e territori del Pacifico occidentale.
Dal punto di vista geologico, la frequenza dei terremoti nelle Filippine è dovuta alla loro posizione sulla Cintura di Fuoco del Pacifico, che rappresenta la zona con la più alta concentrazione di vulcani attivi e terremoti del pianeta. Secondo quanto riportato dal PHIVOLCS, in base alla posizione del terremoto e alla distribuzione delle scosse di assestamento, il sisma potrebbe essere stato causato dal processo di subduzione (il fenomeno per cui due placche si scontrano e quella più densa tende a “scivolare” sotto all'altra) lungo la fossa di Cotabato.