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5 Giugno 2026
7:00

Trump lancia il suo “Arco di Trionfo” a Washington di 76 m con due aquile dorate: progetto e critiche

Trump vorrebbe realizzare l'Independence Arch a Washington, un arco trionfale di 76 metri per i 250 anni degli USA. Il progetto affronta forti critiche e ricorsi di veterani per costi e impatto visivo, ma la Casa Bianca procede senza il Congresso.

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Trump lancia il suo “Arco di Trionfo” a Washington di 76 m con due aquile dorate: progetto e critiche
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Il presidente degli USA Donald Trump vorrebbe costruire a Washington un nuovo "Arco di Trionfo" alto circa 76 metri, chiamato United States Triumphal Arch o Independence Arch. Si tratterebbe di un'opera imponente ornata da una statua e due aquile dorate che ridefinirebbe lo skyline cittadino e proprio per questo è presto finita al centro di numerose critiche, tra chi la ritiene un'inutile investimento di denaro pubblico e chi invece non ne condivide il valore artistico e culturale – soprattutto considerando l'attuale momento storico e i conflitti attualmente in corso.
Ma quali sono le caratteristiche di questo progetto annunciato dal Presidente degli Stati Uniti nel post su X qui sotto, già ribattezzato dai media come Arc de Trump?

Le caratteristiche dell'arco di Trump

Il progetto è stato affidato a Nicolas Leo Charbonneau, architetto dello studio Harrison Design. La struttura misurerà 250 piedi (76,2 metri) di altezza – cifra scelta per celebrare il 250° anniversario dell'indipendenza americana – e sarà la terza più alta dell'area, dopo il Washington Monument e la cupola del Campidoglio.
Per fare un confronto: il Lincoln Memorial si ferma a 99 piedi, mentre l'originale Arc de Triomphe di Parigi arriva a 164 piedi. L'arco di Washington supererebbe anche il Monumento a la Revolución di Città del Messico (220 piedi), diventando il più alto arco trionfale al mondo.

In cima alla struttura verranno poste due aquile dorate e una figura alata con corona, ispirata alla Statua della Libertà. Sui due lati compaiono in lettere dorate le frasi "One nation under God" e "Liberty and justice for all". Il progetto approvato dalla Commissione delle Belle Arti ha eliminato le quattro statue di leoni che erano presenti in una versione precedente del design.

Il rivestimento esterno, inizialmente pensato in marmo da Trump, sarebbe invece realizzato in granito vista la sua miglior resistenza e durabilità. Sulla sommità dell'arco è prevista infine una terrazza panoramica pubblica con vista a 360 gradi sui dintorni, raggiungibile tramite scale o ascensore.

Le critiche al progetto pensato per Washington

Come anticipato, sono in molti a non volere l'arco a Washington. Secondo quanto emerso da un sondaggio realizzato da Washington Post, ABC e Ipsos, il 52% della popolazione è apertamente contraria alla realizzazione di un'opera di questa portata, mentre un ulteriore 26% si è dichiarato incerto. In buona parte le critiche sono legate al costo: ad oggi i portavoce del presidente hanno preferito evitare di renderne pubbliche le stime. Tuttavia, stando alle loro dichiarazioni, si tratterebbe in ogni caso di un mix di denaro pubblico e di investimenti privati.

Tra i più contrari troviamo anche i veterani di guerra, visto che il monumento sorgerebbe a metà tra il Lincoln Memorial e il Cimitero Nazionale di Arlington. Qui un breve estratto preso dal ricorso presentato da alcuni di loro assieme allo storico dell'architettura Calder Loth:

[L'arco] Bloccherà le visuali reciproche di grande rilevanza storica tra i due memoriali, studiate con attenzione e presenti da quasi un secolo. Con la costruzione dell’arco, l’Arlington House non sarà più visibile dal Lincoln Memorial e la vista del Lincoln Memorial dall’Arlington House verrà oscurata, spezzando il legame storico e simbolico tra i due luoghi.

Quindi questo monumento verrà costruito oppure no? Come riportato anche dal Washington Post, al momento la Casa Bianca ha specificato che non intende chiedere l'approvazione del Congresso per dare il via libera al progetto e non è chiaro se saranno richieste ulteriori autorizzazione per avviare l'effettiva fase costruttiva.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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