
Immaginate di trovarvi in Russia, nella gelida città portuale di Arkhangelsk. All'orizzonte notate una torre in legno così alta da sembrare il covo di un cattivo delle fiabe: quello non è però un set cinematografico, è l'abitazione indipendente in legno più alta del mondo, la Sutyagin House. Demolita nel 2008, quella struttura alta circa 44 metri per un totale di 13 piani ha detenuto per anni questo bizzarro primato, che oggi invece spetta al Mjøstårnet in Norvegia (85,4 metri).
La cosa più assurda, comunque, è che la Sutyagin House è stata realizzata da Nikolai Petrovich Sutyagin, un ex-gangster russo. Ma per quale motivo? E come era fatta?
Com’è stata realizzata la Sutyagin House dall’ex gangster in Russia
La costruzione iniziò nel 1992 ad Arcangelo (Arkhangelsk), nel nord-ovest della Russia. Il progetto originale era in realtà molto più modesto: prevedeva infatti un edificio di soli due piani. Nikolai, però, aveva una certa familiarità con i principi della costruzione e, assieme alla sua famiglia, iniziò i lavori senza richiedere alcun permesso edilizio.
Man mano che l'edificio prendeva forma, il proprietario iniziò ad aggiungere livelli su livelli ritenendo che la casa "non fosse mai abbastanza". Ispirato dalle maestose strutture in legno che aveva ammirato durante i suoi viaggi in Giappone e in Norvegia, continuò a costruire verso l'alto fino a raggiungere l'incredibile altezza di 44 metri, per un totale di 13 piani.
La struttura era talmente imponente da essere visibile dalla sponda opposta del fiume Dvina Settentrionale. Al suo interno non mancava il lusso: venne persino installata un'enorme sauna per intrattenere ospiti e fornitori.

La storia dell’ex abitazione in legno più alta del mondo
Come anticipato, dietro a questa folle opera ingegneristica c'era Nikolai Petrovich Sutyagin, un uomo d'affari russo con una solida reputazione da gangster, arricchitosi tramite attività criminali. Sutyagin aveva origini molto umili ed era cresciuto senza avere molto. Una volta diventato l'uomo più ricco della città, iniziò ad essere ossessionato dalla casa dei suoi sogni: voleva costruire un edificio che riflettesse il suo nuovo status sociale, per rinfacciare a tutti la sua ricchezza.
Era così orgoglioso del suo grattacielo in legno da arrivare a definirlo "l'ottava meraviglia del mondo". Il suo impero di legname, però, iniziò a crollare nel 1998, quando venne arrestato per racket e condannato a quattro anni di carcere. Durante la sua detenzione i rivali in affari lo saccheggiarono, rubando tutto ciò che aveva e distruggendo le sue attrezzature. Il suo sogno quindi si infranse e di quell'enorme dimora rimase solamente l'imponente e incompleta struttura in legno.
L’ordine di demolizione della casa di 13 piani e 44 m
Mentre Sutyagin era in prigione, l'edificio rimase abbandonato a sé stesso per quattro anni, diventando una minaccia per tutto il vicinato. Gli abitanti iniziarono a lamentarsi: la torre era instabile e perdeva detriti al minimo soffio di vento, minacciando di crollare sui cortili vicini. Ma c'era un problema ancora più grave: il rischio incendi. Le autorità cittadine fecero notare a Sutyagin che un colosso di legno di quelle dimensioni era di fatto un gigantesco fiammifero. Se avesse preso fuoco, avrebbe potuto innescare un incendio capace di bruciare l'intero porto o la città intera. Inoltre, le norme edilizie della città parlavano chiaro: era vietato costruire case in legno alte più di due piani senza un permesso speciale. Sutyagin aveva persino tentato di aggirare la legge, sostenendo in modo piuttosto fantasioso che la struttura fosse composta da due piani e che tutti i restanti 11 fossero semplicemente un "tetto decorativo".
Chiaramente la scusa non resse. Nel 2008, un tribunale emise un ordine di demolizione per l'edificio, in quanto classificato come un grave pericolo di incendio e costruito illegalmente. Vennero quindi demoliti quasi tutti i piani, mentre gli ultimi quattro furono rasi al suolo da un grande incendio avvenuto nel 2012. E oggi? Di tutta la struttura, non restano che pochissimi frammenti di legno sul terreno, unica traccia di un'impresa architettonica folle e abusiva.