
In Europa, dal 2022, è in atto il più importante esperimento di sismologia passiva mai realizzato. È quello del progetto AdriaArray dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che ha consentito di studiare la struttura interna della Terra dell’area centro-mediterranea analizzando la propagazione delle onde sismiche prodotte da fenomeni naturali come i terremoti. Questo ha permesso di comprendere l’evoluzione della placca adriatica, una piccola placca litosferica compresa tra Africa ed Europa, e i terremoti ad essa associati. Per il progetto è stata utilizzata una fitta rete di stazioni e sensori sismici. Le informazioni raccolte sono condivise con tutta la comunità scientifica internazionale, dal momento che solo una collaborazione a livello globale consente di comprendere a fondo i processi geologici che interessano il nostro pianeta.
L’area oggetto di studio del progetto AdriaArray: la placca adriatica
La placca adriatica o Adria, oggetto di studio del progetto AdriaArray, è una microplacca situata tra Africa ed Europa. Si estende lungo la Pianura Padana-Veneta e il Mar Adriatico e dal punto di vista tettonico costituisce un promontorio della placca africana. La collisione tra la placca Adria ed europea ha portato alla formazione della catena alpina a nord, mentre il suo sprofondamento (subduzione) verso sud-ovest sotto la penisola italiana è legato alla formazione degli Appennini. Oltre che dalle Alpi e dagli Appennini, la microplacca è delimitata a nord-est dalla catena montuosa delle Dinaridi. Entrambi i processi di collisione e subduzione sono responsabili della deformazione della crosta e dei terremoti che si verificano nella regione. Lo scopo del progetto AdriaArray è comprendere meglio le dinamiche crostali alla base della sismicità dell’area. Per farlo, è stato necessario ricostruire la struttura della crosta e del mantello sotto l’area centro-mediterranea.

La tecnologia utilizzata
Il progetto si basa sull’utilizzo della cosiddetta sismologia passiva, che prevede di analizzare come si propagano le onde sismiche prodotte dai terremoti oppure dal rumore sismico ambientale (l’insieme delle vibrazioni di origine naturale non legate ai terremoti) senza ricorrere a sorgenti sismiche artificiali. In particolare, si studia la velocità con cui le onde sismiche attraversano il sottosuolo, che dipende dalle caratteristiche dei materiali che incontrano. Per farlo, sono stati utilizzati oltre mille stazioni sismiche permanenti e centinaia di sensori temporanei distanziati di poche decine di kilometri, che hanno garantito una copertura quasi omogenea dell’area centro-mediterranea. La densità di questa rete sismica permette di intercettare anche i terremoti di magnitudo molto bassa, che in passato non potevano essere individuati, e di conseguenza di riconoscere meglio le faglie attive. Il risultato di queste indagini è un’immagine dettagliata della struttura del sottosuolo.
L’importanza del progetto: il potenziamento delle reti sismiche in Italia
Il progetto ha anche consentito di migliorare il monitoraggio in regioni che presentano alcune criticità, potenziando le reti sismiche permanenti: la Pianura Padana, in cui l’alto livello di rumore antropico e le caratteristiche dei sedimenti superficiali rendono complessa l’installazione di stazioni ad elevata sensibilità, e la Sardegna, dove la bassa sismicità in passato non ha incentivato l’installazione di un gran numero di stazioni. In generale, tutte le informazioni ottenute nell’ambito del progetto AdriaArray saranno utili per migliorare le stime di pericolosità sismica e quindi la prevenzione del rischio sismico nell’area di interesse. Un altro aspetto molto importante di questo esperimento è dato dal fatto che si basa su una collaborazione a livello internazionale. Il progetto coinvolge infatti decine di istituzioni e centinaia di ricercatori provenienti da numerosi Paesi europei. Inoltre, le informazioni raccolte sono condivise con l’intera comunità scientifica internazionale: in questo modo sarà possibile studiare processi complessi che i soli dati raccolti a livello nazionale non basterebbero a comprendere.
