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23 Maggio 2026
13:00

Che differenza c’è tra gelsomino e falso gelsomino: come distinguere la pianta più usata in Italia

Quello che chiamiamo “gelsomino” spesso è in realtà il falso gelsomino, o Trachelospermum jasminoides: una pianta diversa dal vero Jasminum officinale, anche se molto simile nell’aspetto e nel profumo. A distinguerli sono foglie, fiori, periodo di fioritura e perfino la chimica del loro aroma.

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Che differenza c’è tra gelsomino e falso gelsomino: come distinguere la pianta più usata in Italia
falso gelsomino

Inebrianti esplosioni di bianco e verde cingono giardini e adornano terrazzi di tutta Italia, spandendo il loro profumo dolce e fresco a chiunque passi nelle vicinanze. Parliamo del gelsomino. O forse no? C’è una grossa probabilità che quello che avete in casa o in giardino sia in realtà il falso gelsomino (Trachelospermum jasminoides), una pianta che assomiglia al gelsomino (Jasminum officinale), ma che in realtà non appartiene nemmeno alla stessa famiglia. Oltre a periodi di fioritura diversi (il gelsomino dura molto più a lungo), un occhio attento può distinguerle dai fiori e dalle foglie, e un naso allenato capterà le note più complesse del gelsomino, che lo distinguono da quelle fresche e “pulite” del Trachelospermum, e che lo hanno reso protagonista di profumi famosi come lo Chanel n°5. Molto diffuso, il falso gelsomino ha fama di essere tossico, ma in realtà lo è meno di altre piante, come il glicine, e solo se si ingeriscono grandi quantità di foglie o fiori. Però, se tagliato, produce un lattice bianco che può dare irritazioni cutanee. 

Famiglie e periodi di fioritura diversi

Nonostante la somiglianza, le due piante non sono neanche lontane parenti. Il falso gelsomino, chiamato anche Rincospermo, è una pianta rampicante della famiglia delle Apocynaceae, che comprende anche l’oleandro, pianta che troviamo spesso ai bordi di strade e autostrade; mentre il gelsomino vero appartiene al genere Jasminum, famiglia delle Oleaceae, la stessa dell’olivo e del frassino. Entrambe originarie del continente asiatico si sono ben adattate ai nostri climi. In particolare, il Trachelospermum jasminoides tende a essere più resistente a freddi prolungati e intensi rispetto al Gelsomino e richiede meno attenzioni: è probabilmente anche per questo che è più facile ritrovarlo nei nostri giardini. Inoltre, il falso gelsomino è sempreverde, mentre il Jasminum è o sempreverde o semideciduo, cioè in climi troppo freddi perde le foglie in autunno per poi rimetterle in primavera, mentre in climi temperati le tiene tutto l’anno.

Un primo metodo per distinguerle è il periodo di fioritura: il falso gelsomino fiorisce da maggio a giugno. Il gelsomino officinale, invece, ci allieta con il profumo dei suoi fiori da aprile fino a settembre. Se vi imbattete a Ferragosto in una pianta fiorita che sembra un gelsomino, allora sarà quasi certamente un Jasminum officinale.

Il segreto per riconoscerli: osserva foglie e fiori

Se volete fare colpo con un fun fact botanico, dimostrando che sapete riconoscere un falso gelsomino, ecco cosa dovete notare. Innanzitutto, guardate le foglie. La forma è simile, entrambe lanceolate, ma quelle del Trachelospermum sono più “lucide”, cerose e coriacee. Il gelsomino invece, ha foglioline più delicate e leggere

Ora passiamo ai fiori. La prima cosa importante da sapere è che esistono alcune varianti di gelsomino che possono avere fiori giallo o rosa pallido: così, se vedete una pianta simile al gelsomino, ma con i fiori gialli, potete già escludere che sia un Rincospermo, i cui fiori possono essere solo bianchi! Ma la differenza principale sta nel modo in cui crescono i petali: quelli del gelsomino officinale hanno una forma tubolare con petali aperti e morbidi, mentre il falso gelsomino produce fiori a elica, con petali leggermente arrotolati verso l’interno, e ricordano una piccola stella. Da qui il nome inglese “star jasmine”, gelsomino a stella.

differenze fiori gelsomino e falso gelsomino
A sinistra, i fiori del falso gelsomino. I petali sono "arricciati" verso l’interno e disposti a elica.
A destra, i fiori del gelsomino officinale, dalla forma a calice e con petali disposti in maniera più regolare

La chimica del loro profumo

Entrambi emanano un aroma intenso, soprattutto di sera e al mattino presto. Chimicamente, però, non sono identici. Il gelsomino vero contiene molecole aromatiche molto apprezzate in profumeria, come benzil acetato, linalolo e composti indolici che contribuiscono alla sua nota più sensuale e avvolgente. Il falso gelsomino ha invece un profilo aromatico percepito come più pulito e verde: uno studio del 2017 con gascromatografia di massa (GC-MS) ha evidenziato che il suo profumo manca della forte nota indolica tipica di molti Jasminum.

Il falso gelsomino ha una bassa tossicità

Il falso gelsomino è spesso indicato come una pianta tossica, come riportato da Acta Plantarum e da molti blog e riviste. La sua tossicità però non è così elevata come quella di altre piante che potete trovare in giardino, per esempio il glicine: il National Poison Information Centre irlandese lo include, infatti nella lista di piante a lieve tossicità e che potrebbero causare disturbi gastrici se ingerite in grandi quantità. Insomma, niente insalata di Rincospermo!

Un occhio di riguardo invece va prestato al lattice bianco che fuoriesce se si taglia un ramo di Trachelospermum jasminoides, caratteristica tipica delle Apocynaceae, che manca invece al gelsomino officinale. Il lattice, per le piante, è un meccanismo di difesa per evitare che la “ferita” si infetti e per velocizzare la "cicatrizzazione". Sebbene non ci siano dati clinici specifici per il falso gelsomino, il lattice prodotto può risultare irritante per la pelle in soggetti sensibili, come accade per molte specie della stessa famiglia.

E i nostri amici a quattro zampe? Non dobbiamo allarmarci particolarmente. Abbiamo visto che, nonostante ci siano pochi studi specifici per questa specie, è considerata una pianta a bassa tossicità e in generale anche associazioni come l'American Society for the Prevention of Cruelty to Animals, la considerano non tossica per gli animali. Ovviamente, nel dubbio, contattate sempre il vostro veterinario di fiducia. 

Nonostante ciò, l’intera pianta sta attirando l’attenzione della ricerca per la presenza di alcuni composti (lignani, triterpeni, flavonoidi e alcaloidi) che hanno mostrato azione antinfiammatorie e antiossidanti. Nella medicina tradizionale cinese viene utilizzato proprio grazie a queste attività, ma è importante distinguere tra uso tradizionale e validazione clinica moderna: molte attività sono state osservate in vitro o in modelli animali, mentre le evidenze cliniche sull’uomo sono ancora limitate. 

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