
Ecco che, come ogni anno, con i primi caldi in primavera tornano quei brulicanti animaletti scarlatti: sono i ragnetti rossi dei muri. Due sono le specie più comuni: Trombidium holosericeum e Balaustium murorum, entrambe assolutamente innocue per l'uomo, gli animali e le piante. Nonostante il nome comune, non sono ragni, ma acari. Si muovono rapidamente sui muri e sui davanzali delle finestre, ma non entrano in casa preferendo luoghi asciutti e molto assolati. Unico problema: non schiacciateli se li trovate sulla biancheria stesa al sole, perché la macchiano di rosso! Sono detti anche "acari di velluto rosso" proprio per la fitta peluria che ricopre il loro corpo e che conferisce a questi aracnidi un aspetto vellutato. Non sono parassiti e gli stadi adulti sono predatori di alcuni insetti e delle loro uova; per questo possono addirittura rivelarsi organismi utili.
Chi sono i piccoli spazzini: cosa mangiano e abitudini
Le due specie che troviamo sui muri e sulle finestre sono piuttosto simili nell'aspetto e nel comportamento per un osservatore poco esperto, ma guardandoli meglio con una lente di ingrandimento da entomologo (ingrandimento 10x oppure 20x) è possibile osservare che:
- Trombidium holosericeum, della famiglia Trombidiidae, ha un corpo di circa 4–6 mm, rosso brillante e molto vellutato per la presenza di una peluria fitta;
- Balaustium murorum, della famiglia Erythraeidae, ha un corpo di circa 1–2 mm quindi molto più piccolo e poco vellutato per la presenza di pochi peli sul corpo.
Entrambi sono attivi da aprile fino all'inizio di giugno/luglio, prima come larva e poi come adulto. Sono predatori di larve di altri artropodi o si nutrono di frammenti di guano di uccelli. Quando le temperature diventano troppo elevate tendono a rifugiarsi nelle fessure.
Non vanno confusi con i falsi ragnetti rossi (Tetranychus urticae) ugualmente rossi, ma molto più piccoli e con abitudini e habitat completamente diversi: si tratta infatti di parassiti delle piante che provocano gravi danni soprattutto agli ortaggi.

Sono rossi perché contengono carotenoidi
La colorazione rossa ha funzione di difesa contro i nemici; sostanzialmente l'acaro segnala a eventuali predatori di essere potenzialmente tossico (tale colorazione è detta aposematica). Il rosso però non è solo un segnale d'allarme: in questi acari, infatti, il colore rosso-arancio brillante è dovuto alla presenza di carotenoidi (in particolare chetocarotenoidi), pigmenti organici che in genere associamo alle verdure, come le carote. Ai ragnetti servono un po' per lo stesso motivo di noi umani, per difendersi dai raggi ultravioletti (UV-B) e ridurre lo stress ossidativo del corpo visto che trascorre molte ore sui muri assolati.
I carotenoidi in genere vengono sintetizzati da piante, alghe e microrganismi e sono assorbiti dagli animali attraverso la dieta: noi infatti li assumiamo con i cibi che mangiamo. Non è il caso degli acari rossi e di alcuni afidi che se li producono direttamente da soli: che gli acari sintetizzano autonomamente i propri carotenoidi grazie a un gruppo di geni trasferiti da un fungo al genoma dell'animale nel corso dell'evoluzione, come riportato anche in uno studio del 2018 proprio sugli acari della famiglia Trombidiidae.

Perché non vanno eliminati e schiacciati
Nel vederli in movimento frenetico sui nostri balconi potremmo essere tentati di eliminarli, pensando che possano essere fastidiosi per noi o pericolosi per le nostre piante. In realtà, possono essere nostri "alleati" visto che lo stadio larvale è parassita di insetti e gli adulti sono predatori di larve e uova di artropodi. A volte manifestano un comportamento da saprofagi (cioè si nutrono di detriti in decomposizione) cibandosi di guano di uccelli, utilizzato probabilmente come fonte di fosforo e azoto. Sono acari e, quindi, gli insetticidi non hanno alcun effetto su di loro; con una rimozione meccanica rischiamo di schiacciarli, imbrattando muri e superfici con i segni rossi lasciati dalla loro emolinfa che, peraltro, è piuttosto persistente. E' utile pazientare per qualche tempo visto che in piena estate tendono a nascondersi in fessure o nel suolo.