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3 Agosto 2026
10:00

Un sito clone del Portale dell’Automobilista compare nella ricerca Google, è una truffa: come riconoscerlo

Per riconoscere il sito falso dovete fare attenzione al nome del dominio e alla sua favicon, ovvero la piccola icona che compare in prossimità del suo nome, nei risultati di ricerca.

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Un sito clone del Portale dell’Automobilista compare nella ricerca Google, è una truffa: come riconoscerlo
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Nelle scorse ore è stata scoperta una trappola informatica pensata per rubare i dati personali di milioni di automobilisti italiani: un sito pirata che copia quasi alla perfezione il Portale dell'Automobilista, la piattaforma ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dedicata alla gestione di veicoli e patenti. A scoprire l'inganno sono stati gli esperti informatici del CERT-AgID, il team che si occupa della sicurezza informatica della Pubblica Amministrazione italiana. La truffa è congegnata con astuzia: digitando su Google “il portale dell'automobilista”, il sito falso compare al secondo posto tra i risultati, subito dopo quello autentico.

Come funziona l’inganno del falso portale

Il trucco si basa sul typosquatting, una tecnica che sfrutta piccoli errori di battitura per ingannare l'utente. I truffatori hanno registrato il dominio illportaledelautomobilista[.]org, aggiungendo una “l” di troppo e sostituendo l'estensione .it con .org. Un dettaglio che, di fretta o da smartphone, è facile non notare.

Una volta entrati nella pagina, si è al cospetto di grafiche, icone e menu praticamente identici al portale originale, e persino la maggior parte dei link rimanda davvero al sito del Ministero, rafforzando la credibilità del sito in questione. L'unico elemento manomesso è un riquadro che invita a “verificare le patenti rilasciate dal 22 al 26 aprile 2021”: un vecchio servizio offerto dal Portale dell'Automobilista riadattato per indurre l'utente a inserire codice fiscale, numero di patente e data di scadenza del documento.

Dopo l'invio, compare un messaggio apparentemente innocuo, che recita “Dati non trovati. Verifica i campi inseriti”. In realtà non c'è stato nessun errore tecnico: i dati sono già finiti nelle mani dei criminali.

Questo terzetto di informazioni è merce preziosa nel mercato nero digitale. Può servire a commettere un furto d'identità, superando le verifiche iniziali di molti servizi online. Oppure possono essere usate per alimentare campagne di spear-phishing, cioè messaggi e e-mail personalizzati e più convincenti, costruiti su misura grazie ai dati sottratti (ad esempio fingendosi la Motorizzazione per chiedere pagamenti) o, banalmente, questi dati possono essere rivenduti sul Dark Web.

Come riconoscere il sito falso da quello vero

Cerchiamo, ora, di capire come riconoscere il sito falso. In buona sostanza, gli elementi che lo contraddistinguono sono due. Il primo riguarda il dominio. Il sito usa il nome illportaledelautomobilista[.]org anziché il corretto ilportaledellautomobilista.it.

Inoltre, la favicon del sito truffaldino è differente da quella del portale istituzionale, come potete notare dal seguente confronto grafico.

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Nel cerchio verde la favicon del vero Portale dell'Automobilista; nel cerchio rosso, invece, l'ingrandimento della favicon del sito truffaldino.

Come ha fatto un sito truffa a scalare Google

Le autorità non hanno ancora chiarito come hanno fatto i truffatori a far posizionare così in alto il falso Portale dell’Automobilista. In linea generale possiamo dire che una cosa del genere è possibile usando la tecnica del SEO poisoning, ovvero l'”avvelenamento” delle tecniche di posizionamento sui motori di ricerca. I criminali manipolano gli algoritmi per far apparire una pagina malevola come autorevole, ricorrendo a strategie come il keyword stuffing (riempire il sito di parole chiave molto cercate), le link farm (reti di siti fasulli che si linkano a vicenda per simulare popolarità) o il dirottamento di domini esistenti ma vulnerabili. Google, ingannato da questi segnali, potrebbe essere finito per classificare il sito come sicuro e autorevole premiandolo con una posizione in prima pagina.

Il CERT-AgID si è comunque già attivato, chiedendo la chiusura del dominio fraudolento e sollecitando Google a rimuoverlo dai risultati di ricerca. Se cercate il Portale dell’Automobilista su Google o un qualunque altro sito Web, fate sempre attenzione a link che state per cliccare. Come dimostra questa vicenda, i pericoli informatici sono sempre dietro l’angolo, purtroppo.

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