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2 Luglio 2026
11:17

Una coppia scala l’Empire State Building di NY senza corde: cos’è il rooftopping e perché è illegale

Due persone, un uomo e una donna, vestite di nero e con il volto coperto si sono arrampicate sulla cima dell'Empire State Building, dove hanno attaccato uno striscione con un messaggio di pace, prima di essere arrestate-

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Una coppia scala l’Empire State Building di NY senza corde: cos’è il rooftopping e perché è illegale
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Angelina Nikolau, 33, and Ivan Kuznetsov, 32, in cima all’Empire State Building di News York il 1° luglio 2026. Le fotografie sono state condivise sul loro profilo Instagram.

Il 1° luglio 2026 due ragazzi di nazionalità russa, Angela Nikolau, 33 anni, e Ivan Beerkus (all'anagrafe Ivan Kuznetsov), 32 anni, sono saliti a volto coperto in cima all'antenna dell'Empire State Building di New York, a 443 metri di altezza, hanno srotolato uno striscione contenente un messaggio di pace (“When the power of love beats the love of power, the world knows peace”, cioè “Quando il potere dell’amore sconfiggerà l’amore per il potere, il mondo conoscerà la pace”) e si sono "fidanzati" in diretta prima di essere arrestati dalla polizia.

Non è stata un'impresa improvvisata: i due sono infatti tra i nomi più noti del rooftopping, una pratica illegale consiste nello scalare grattacieli, gru, ciminiere e altre strutture altissime, spesso senza corde, imbracature o protezioni di sicurezza, per scattare foto o girare video da condividere sui social.

Cos’è il rooftopping, la pratica illegale di scalare gli edifici

Il termine "rooftopping" indica letteralmente la salita non protetta di tetti, antenne, gru da cantiere, ciminiere e grattacieli, quasi sempre senza autorizzazione. A differenza di quanto si potrebbe pensare, non è quasi mai una vera arrampicata dall'esterno dell'edificio: i rooftopper preferiscono la via più semplice e sicura, spesso raggiungendo il tetto dall'interno tramite scale di servizio, ascensori o passaggi non sorvegliati, e riservano l'arrampicata vera e propria solo alla parte finale, quando serve per raggiungere antenne o strutture sporgenti come è successo sull'Empire State Building.

Tra i casi più iconici della storia ci sono le imprese del funambolo francese Alain Robert, noto come "Spider-Man", che ha scalato a sua volta l'Empire State Building a New York nel 1994, la Torre Eiffel a Parigi e il Golden Gate Bridge a San Francisco nel 1996 e la Willis Tower (all'epoca chiamata Sears Tower) a Chicago nel 1999. Prima di lui, nel 1974, Philippe Petit fu arrestato dopo aver attirato l'attenzione dei media di tutto il mondo camminando su un cavo teso tra le due torri del World Trade Center di New York.

Dal buildering ai social russi: le origini

Le radici del fenomeno affondano in una pratica di inizio Novecento chiamata buildering, la scalata delle facciate degli edifici, diffusa tra gli studenti universitari inglesi. Tra i suoi primi interpreti "professionisti" viene ricordato lo statunitense Harry Gardiner (1871-1956), chiamato "la mosca umana" che a partire dal 1905 ha scalato centinaia edifici tra Europa e Nord America.

Il rooftopping come lo conosciamo oggi nasce però come derivazione dell'urbex (urban exploration), l'esplorazione non autorizzata di edifici abbandonati o normalmente inaccessibili. La vera popolarità arriva a partire dal 2010 circa, quando in Russia e Cina alcuni giovani cominciano a filmare le proprie scalate sui grattacieli, rendendole sempre più spettacolari, con piccole acrobazie sul bordo dei tetti. Tra i pionieri di questa fase ci sono il moscovita Kirill Oreshkin, soprannominato il "ragno russo", che ha iniziato a scalare edifici come hobby dal 2008, e il duo formato da Vitaliy Raskalov e Vadim Makhorov, diventati celebri nel 2014 per essersi arrampicati abusivamente sulla Shanghai Tower, allora in costruzione.

Un ruolo importante nella nascita del genere fotografico lo ha avuto anche il canadese Tom Ryaboi, autore nel 2011 di uno scatto, "I'll Make You Famous", tra le prime immagini di rooftopping diventate virali, scattata da un edificio in costruzione a Toronto.

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Lo scatto di Tom Ryaboi, "I’ll Make You Famous", scattata da un edificio in costruzione a Toronto nel 2011.

Rooftopping, buildering e free climbing: le differenze

Per intenderci, queste imprese non hanno niente a che fare con imprese come quella autorizzata di Alex Honnold, che a gennaio scorso ha scalato a mani nude, in “free solo” , il grattacielo Taipei 101, per battere un record personale, ripreso e trasmesso in diretta in tutto il mondo. È facile confondere il rooftopping con discipline simili, ma sono pratiche con le proprie specificità:

  • il buildering è la scalata vera e propria della facciata esterna di un edificio, dal basso verso l'alto;
  • il free climbing (free solo quando praticato senza alcuna protezione) è una tecnica di arrampicata che può essere applicata anche a pareti naturali, e che nel contesto urbano ha il suo interprete più famoso nel francese Alain Robert, soprannominato "Spider-Man francese", noto per aver scalato a mani nude decine di grattacieli in tutto il mondo (anche se in diverse occasioni con imbracatura di sicurezza), o Alex Honnold;
  • il rooftopping, invece, punta soprattutto a raggiungere in maniera non autorizzata la cima di una struttura, spesso sfruttando percorsi interni, per poi documentare l'impresa con foto e video da postare online.

Nikolau e Beerkus, protagonisti della scalata all'Empire State Building e già noti al grande pubblico per il documentario Netflix Skywalkers: A Love Story (2024), che raccontava la loro scalata del Merdeka 118 di Kuala Lumpur (il secondo edificio più alto al mondo), si muovono proprio a cavallo tra queste discipline, mescolando rooftopping ed elementi di free climbing con una forte componente performativa pensata per i social. E infatti, ne sta parlando tutto il mondo.

Il rooftopping è, prima di tutto, un fenomeno mediatico: nasce per strada, ma il suo vero obiettivo è la fotografia o il video da condividere. La popolarità è cresciuta di pari passo con Instagram e YouTube: alcuni dei rooftopper più seguiti hanno ottenuto sponsorizzazioni da marchi di abbigliamento outdoor e centinaia di migliaia di follower, trasformando quella che era una sottocultura in un fenomeno globale, capace di generare documentari e prodotti televisivi.

I rischi e conseguenze legali

Dietro le immagini spettacolari scattate a centinaia di metri d'altezza, il rooftopping resta un'attività estremamente pericolosa, soprattutto perché quasi sempre priva di qualsiasi dispositivo di sicurezza. Il caso più noto è quello di Wu Yongning, rooftopper cinese seguito da milioni di follower, morto nel 2017 dopo essere precipitato dal 62° piano di un grattacielo di Changsha mentre girava un video. Non è un episodio isolato: negli anni il conto dei rooftopper morti o feriti in seguito a una caduta è progressivamente cresciuto insieme alla popolarità della disciplina.

Nella quasi totalità dei casi il rooftopping è illegale, perché comporta l'accesso non autorizzato a proprietà private o aree vietate al pubblico. A New York, per esempio, la legge punisce come reato (misdemeanor di classe A) la scalata non autorizzata di qualsiasi struttura alta più di 15 metri, con pene che possono arrivare fino a un anno di carcere o mille dollari di multa, come nel caso di Nikolau e Beerkus. Anche in Italia il fenomeno non è nuovo: negli ultimi anni si sono registrati episodi di giovani saliti sul tetto della Galleria Vittorio Emanuele a Milano, tentativi di raggiungere la Madonnina del Duomo e, durante un concerto, la scalata della copertura dello stadio San Siro da parte di un ragazzo di diciassette anni.

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