
In molti paesi del mondo il giorno considerato sfortunato è venerdì 13. In Italia, invece, è venerdì 17. La superstizione deriva in parte dalla tradizione cristiana (il venerdì è considerato il giorno in cui Cristo morì sulla croce) ma affonda le radici già nell'epoca dell'antica Roma, quando nella nostra penisola si diffuse la fobia del numero 17 (che ha anche un nome, eptacaidecafobia).
Anche se probabilmente il 17 non era ben visto già da Pitagora (con la sua devozione per i numeri, sembra che non potesse giudicare bene un numero primo in mezzo a due numeri “perfetti”, cioè il 16 e il 18), l'associazione del numero 17 con la malasorte entrò definitivamente nel nostro immaginario collettivo in epoca romana. Il motivo è che, in cifre romane, “17” si scriveva XVII, il cui anagramma è vixi, cioè “ho vissuto”, nel senso di: “sono morto”. “Vixi” all'epoca era un'espressione funebre e non ci volle molto affinché venisse associata al 17 e di conseguenza il povero numero venne considerato portatore di sventura.
La superstizione legata al 17 rimase anche in epoca cristiana. Fu a quell'epoca che il potere nefasto del 17 venne associato al venerdì, considerato dalla tradizione come il giorno della crocifissione di Gesù. Per secoli intraprendere un viaggio, concludere un affare o cominciare qualcosa di nuovo di venerdì venne considerato di cattivo auspicio. La valenza negativa del venerdì finì per incontrarsi con quella del 17 per dare origine alla superstizione, viva ancora oggi, che il venerdì 17 sia una data sfortunata.
Se in Italia il giorno sfortunato per eccellenza è venerdì 17, nella maggior parte dei paesi anglosassoni (e, per influenza culturale, in buona parte del mondo) il giorno temuto è invece venerdì 13. Il 13 era considerato sfortunato già nell'antichità, probabilmente per associazione al numero di partecipanti all'Ultima Cena (Gesù e i 12 apostoli). Recentemente ha preso piede l'ipotesi secondo cui la fobia del 13 sarebbe stata cristallizzata dal fatto che l’arresto dei cavalieri templari avvenne un venerdì 13 (il 13 ottobre 1307), ma sicuramente la fobia del numero 13 (anche questa ha un nome, triscaidecafobia) esisteva già prima: se ne trova traccia già nella mitologia norrena.