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5 Giugno 2026
11:30

Identificato nel Pacifico il relitto di un sommergibile americano affondato nel 1944: è l’USS Herring

La Marina USA ha identificato ufficialmente il relitto dell’USS Herring, sommergibile affondato nel 1944 durante un attacco alle Isole Curili. Il battello, trovato a oltre 90 metri di profondità e ben conservato, è considerato un cimitero di guerra e si trova a largo dell’isola di Matsuwa, nelle Curili, Russia.

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Identificato nel Pacifico il relitto di un sommergibile americano affondato nel 1944: è l’USS Herring
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L’USS Herring. Credit: By Unknown author – Unknown source, Public Domain, WikiMedia Commons

È stato ufficialmente identificato dal Naval History and Heritage Command della Marina statunitense il luogo di riposo finale dell’USS Herring (SS-233), uno dei sommergibili americani perduti durante la Seconda guerra mondiale, ottantadue anni dopo la sua scomparsa. La conferma arriva grazie all’analisi dei dati raccolti negli anni da ricercatori russi, americani e giapponesi, che hanno permesso di individuare con certezza il battello disperso il 1° giugno 1944 al largo dell’isola di Matsuwa, nelle Curili, oggi parte della Russia.

L’USS Herring apparteneva alla classe Gato, una delle più importanti classi di sommergibili della US Navy durante la Seconda guerra mondiale. Il suo nome significa "aringa", e come tutti i sommergibili statunitensi della Seconda guerra mondiale venne intitolato a una creatura marina. Entrato in servizio nel 1942, l'Herring operò sia nell’Atlantico sia nel Pacifico, partecipando persino all’Operazione Torch, lo sbarco americano in Nordafrica, nell'attuale Algeria. Nel corso della guerra affondò sette navi nemiche (sei mercantili giapponesi e uno collaborazionista francese) e ottenne numerose decorazioni per il servizio svolto.

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L’affondamento di un mercantile giapponese (Buyo Maro) in Nuova Guinea nel 1943, attraverso il periscopio dell’USS Wahoo, sommergibile gemello dell’Herring. Credit: Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=485940

La sua ultima missione, sotto il comando del Tenente Comandante David Zabriskie, iniziò nel maggio 1944. Durante questa il sommergibile fu inviato nelle acque delle isole Curili, allora parte dell’Impero giapponese. Nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno riuscì ad affondare diverse navi ancorate nei pressi dell’isola di Matsuwa, ma l’attacco attirò l’attenzione delle difese costiere giapponesi. Secondo i documenti militari nipponici, le batterie terrestri colpirono il battello almeno due volte in prossimità della torretta. Poco dopo il sommergibile scomparve sotto la superficie del mare, portando con sé tutti gli 83 membri dell’equipaggio.

Il relitto era stato individuato già nel 2017 durante una spedizione congiunta della Società Geografica Russa e della Marina russa. Tuttavia, solo ora, grazie all’analisi dettagliata delle immagini e dei dati raccolti gli esperti della Marina statunitense hanno potuto confermarne l’identità. Il sommergibile giace a oltre 90 metri di profondità e si presenta sorprendentemente ben conservato: è ancora in posizione verticale sul fondale e mostra danni compatibili con quelli descritti nelle fonti storiche, inclusi i segni dell’attacco subito nella zona della torretta.

Per la Marina degli Stati Uniti il ritrovamento ha un significato che va oltre l’archeologia subacquea. Il relitto è infatti considerato un cimitero di guerra e un luogo della memoria per gli uomini che vi persero la vita. Come altri relitti militari americani, è protetto dalla legge federale e non può essere disturbato senza specifiche autorizzazioni.

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