
La sera di oggi, martedì 22 settembre 2026, sarà il momento giusto per osservare Venere al massimo splendore della sua apparizione serale, quando il secondo pianeta del Sistema Solare raggiungerà una magnitudine apparente in banda visuale V di circa -4,80, risultando di gran lunga l'oggetto più luminoso del cielo dopo il Sole e la Luna.
Il massimo vero e proprio avverrà in realtà alle 07:50 ora italiana del 23 settembre, quando però Venere sarà già tramontata da molte ore: per questo dall'Italia conviene osservarla la sera precedente, quando la differenza di luminosità rispetto al massimo sarà praticamente impercettibile.
Non servirà alcuno strumento per individuarla. Venere sarà facilmente visibile a occhio nudo verso ovest/sud-ovest subito dopo il tramonto, ma la finestra osservativa sarà piuttosto breve perché il pianeta si troverà già molto basso sull'orizzonte. Nelle diverse zone d'Italia il Sole tramonterà indicativamente tra le 19:03 e le 19:20 e in quel momento Venere sarà ad appena 8 gradi di altezza, per poi tramontare intorno alle 20. Sarà quindi necessario scegliere un luogo con l'orizzonte ovest/sud-ovest completamente sgombro.
La particolarità è che, nonostante l'enorme luminosità, osservando Venere con un telescopio non vedremo un disco completamente illuminato, ma una falce. La luminosità di un pianeta non dipende infatti solamente dalla percentuale della sua superficie illuminata dal Sole. Nel caso di Venere entrano infatti in gioco anche la distanza dalla Terra, le sue dimensioni apparenti nel cielo e il modo in cui la sua spessa atmosfera ricoperta di nubi diffonde la luce solare.
Quando e come osservare Venere la sera del 22 settembre
Per osservare il massimo splendore serale di Venere bisognerà guardare verso ovest/sud-ovest immediatamente dopo il tramonto del Sole. L'orario varierà lungo la penisola, indicativamente tra le 19:03 e le 19:20, ma il vero problema non sarà tanto sapere l'ora esatta quanto trovare un luogo con l'orizzonte completamente sgombro. Quando il Sole scomparirà sotto l'orizzonte, infatti, Venere si troverà già ad appena 8 gradi di altezza che, tenendo il braccio completamente disteso, corrispondono grossomodo a meno della larghezza di un pugno sopra l'orizzonte.
Venere continuerà ad abbassarsi rapidamente e tramonterà intorno alle 20, lasciando quindi una finestra utile di osservazione inferiore a un'ora. Il momento più semplice per individuarla arriverà alcuni minuti dopo il tramonto, quando il cielo inizierà a scurirsi ma il pianeta si troverà ancora a qualche grado di altezza. Con una magnitudine prossima a -4,8, però, Venere sarà talmente luminosa da diventare visibile già nel crepuscolo. Siccome però il pianeta sarà molto basso sull'orizzonte, la sua luce dovrà attraversare uno spessore di atmosfera molto maggiore rispetto a quando un oggetto è alto nel cielo per cui la magnitudine realmente osservata sarà superiore, cioè l'oggetto apparirà meno luminoso.
Nella stessa regione di cielo sarà presente anche Mercurio, circa 20 gradi più vicino al Sole rispetto a Venere e leggermente più basso sull'orizzonte. In linea di principio sarà quindi possibile cercare entrambi i pianeti, ma Mercurio rappresenterà un obiettivo decisamente più difficile perché sarà immerso nella luce del crepuscolo e tramonterà circa 10-15 minuti prima di Venere.
Per Venere, invece, non serviranno né telescopi né binocoli: a occhio nudo apparirà come un punto eccezionalmente luminoso. Uno strumento ottico diventa interessante se vogliamo osservare la forma del pianeta, perché con un piccolo telescopio sarà possibile distinguere chiaramente la sua fase a falce.
Al telescopio il pianeta apparirà come una falce: perché ha le fasi
Venere presenta delle fasi analoghe a quelle della Luna. Il fenomeno è una conseguenza del fatto che il pianeta orbita attorno al Sole a una distanza inferiore rispetto alla Terra. A seconda delle posizioni relative di Sole, Venere e Terra, vediamo quindi percentuali differenti dell'emisfero venusiano illuminato dalla nostra stella, da un disco quasi completamente illuminato fino a una sottilissima falce.

Quando Venere si trova dalla parte opposta del Sole rispetto alla Terra, il suo emisfero illuminato è rivolto quasi completamente verso di noi e il pianeta appare pressoché pieno. In questa configurazione è però anche molto lontano dalla Terra e il suo diametro apparente è relativamente piccolo. La situazione opposta si verifica avvicinandosi alla congiunzione inferiore, cioè quando Venere passa tra la Terra e il Sole. Il pianeta si avvicina progressivamente a noi e il suo diametro apparente aumenta, ma contemporaneamente vediamo una porzione sempre minore del suo emisfero illuminato. Venere diventa quindi sempre più grande al telescopio ma anche sempre più sottile, passando da una fase gibbosa alla metà disco e infine a una falce.
Intorno al massimo splendore di settembre sarà illuminato solamente circa un quinto del disco venusiano, quindi al telescopio il pianeta avrà già l'aspetto di una marcata falce. A occhio nudo, invece, il suo diametro apparente rimane troppo piccolo perché il nostro occhio possa risolverne la forma e Venere continuerà ad apparire semplicemente come un brillantissimo punto di luce.
Perché raggiunge proprio oggi il massimo di luminosità
Potrebbe sembrare controintuitivo che Venere raggiunga il massimo splendore quando solamente una piccola parte del suo disco è illuminata. La spiegazione sta nel fatto che la luminosità apparente di Venere dipende dalla combinazione di tre fattori principali: la sua distanza dalla Terra, la frazione del disco illuminata dal Sole e il modo in cui le nubi della sua atmosfera diffondono la luce solare.
Durante l'estate Venere si è progressivamente avvicinata alla Terra. Di conseguenza il suo diametro apparente nel cielo è aumentato e, a parità di frazione illuminata, riceviamo una quantità maggiore di luce dal pianeta. Allo stesso tempo, però, avvicinandosi alla congiunzione inferiore del prossimo ottobre vediamo una frazione sempre più piccola dell'emisfero illuminato. Inizialmente l'aumento delle dimensioni apparenti di Venere compensa la diminuzione della superficie illuminata che possiamo vedere. Arriva però un momento in cui la falce diventa abbastanza sottile da prevalere sull'effetto della diminuzione della distanza. È proprio nel punto di equilibrio tra questi due effetti che il pianeta raggiunge il massimo splendore.
A complicare ulteriormente la situazione c'è l'atmosfera di Venere. Il pianeta è completamente avvolto da spesse nubi contenenti goccioline di acido solforico, che riflettono e diffondono in maniera molto efficiente la radiazione solare. La quantità di luce che viene inviata verso la Terra dipende quindi anche dall'angolo con cui osserviamo la parte illuminata del pianeta, cioè dalla cosiddetta funzione di fase delle sue nubi.

Il massimo dell'apparizione serale del 2026 avverrà alle 07:50 del 23 settembre, con una magnitudine apparente in banda V di circa -4,80. Quello di settembre non sarà però il massimo assoluto di luminosità di Venere nel 2026. Dopo essere passata tra la Terra e il Sole ed essere scomparsa per qualche settimana nel bagliore solare, Venere riapparirà nel cielo del mattino il 24 novembre alle 07:00 ora italiana raggiungerà il massimo splendore della sua apparizione mattutina e anche il valore più elevato dell'intero anno, con una magnitudine in banda V di circa -4,89. La differenza tra i due massimi sarà comunque piccola. La variazione di 0,09 magnitudini corrisponde infatti a una differenza di luminosità inferiore al 10%, praticamente impossibile da riconoscere a occhio nudo.