14 Aprile 2023
15:35

Via alla missione JUICE verso Giove: la sonda dell’ESA studierà le 3 lune ghiacciate del pianeta

La sonda JUICE è stata lanciata con successo: inizia il viaggio di 6,6 miliardi chilometri verso le lune ghiacciate di Giove. Sarà la prima missione dell'ESA ad orbitare attorno a satelliti diversi dalla Luna.

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Via alla missione JUICE verso Giove: la sonda dell’ESA studierà le 3 lune ghiacciate del pianeta
juice giove
Credit: NASA/ESA

Dopo un rinvio dovuto al maltempo, la sonda JUICE (JUpiter ICy moons Explorer) è partita per la sua missione verso Giove e le sue 3 lune ghiacciate. Il lancio dell'Agenzia Spaziale Europea è avvenuto il 14 aprile alle 14:14 italiane a bordo di un razzo Ariane 5 di Arianespace dalla base di lancio di Kourou, nella Guyana Francese. La finestra di lancio era estremamente stretta: appena 1 secondo! Questo perché la traiettoria della sonda è estremamente complessa ed è richiesta una enorme precisione per effettuare tutte le manovre richieste per arrivare fino a destinazione. Juice è partita, la sonda dell'Agenzia spaziale europea (Esa) è in viaggio verso Giove al secondo tentativo, dopo lo stop di ieri dovuto al pericolo fulmini.

La missione raggiungerà nel gennaio 2030 il sistema gioviano, dove studierà in particolare le tre lune ghiacciate del pianeta: Ganimede, Europa e Callisto.

Gli obiettivi della missione JUICE dell'ESA

Le tre lune ghiacciate di Giove sono estremamente interessanti da un punto di vista scientifico perché gli scienziati ritengono che sotto la loro crosta siano presenti enormi quantità di acqua liquida sotto forma di giganteschi oceani globali. Tutti e tre sono quindi mondi potenzialmente abitabili! È quindi fondamentale confermare la presenza di questi oceani sotterranei e ricavare quante più informazioni possibile su di essi.

La sonda studierà nel dettaglio Ganimede, Europa e Callisto con ben 35 sorvoli ravvicinati tra il 2030 e il 2034, quando la sonda entrerà in orbita attorno a Ganimede. Così facendo, diventerà il primo manufatto artificiale in assoluto a entrare in orbita di un satellite che non sia la Luna.

Ganimede

Ganimede, l'obiettivo principale di JUICE, è il satellite più grande di Giove e dell'intero sistema solare (è più grande persino del pianeta Mercurio!). La presenza di un oceano sotto la sua crosta è al momento soltanto un'ipotesi e soprattutto non sappiamo nulla sulla possibilità di questo eventuale oceano di ospitare forme di vita.

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Ganimede osservata dalla sonda Juno nel 2021 (credit: NASA/JPL–Caltech/SwRI/MSSS/Kevin M. Gill).

Europa

Di Europa invece abbiamo addirittura indizi della presenza di geyser non molto diversi da quelli terrestri. Se venissero osservati da JUICE sarebbero importantissimi per studiare l'interno di questa luna, che tra quelle gioviane è considerata la più "papabile" per lo sviluppo di forme di vita.

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Europa osservata dalla sonda Juno nel 2022 (credit: NASA/JPL–Caltech/SwRI/MSSS/Kevin M. Gill).

Callisto

Anche l'oceano sotterraneo di Callisto è da confermare. Il principale interesse scientifico di questa luna risiede però nel fatto che essendo geologicamente inattiva da molto tempo può fornire informazioni preziosissime per comprendere la formazione dei satelliti di Giove e in generale sul sistema solare.

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Callisto osservata dalla sonda Voyager 2 nel 1979 (credit: NASA/JPL–Caltech/Kevin M. Gill).

La sonda Juice studierà la magnetosfera di Giove

L'interesse di JUICE per il sistema gioviano non è però solamente astrobiologico. Uno degli obiettivi principali della sonda europea è infatti anche lo studio della complessa magnetosfera di Giove, delle sue interazioni con le lune ghiacciate (in particolare con Ganimede, che è l'unico satellite del sistema solare ad avere un campo magnetico proprio) e dell'atmosfera di Giove.

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Giove osservato dal telescopio spaziale Hubble nel 2016 (credit: NASA, ESA, Hubble, OPAL Program, STScI; Processing: Karol Masztalerz).

Per studiare tutto questo, JUICE monta a bordo ben 10 strumenti scientifici a bordo. Di fatto questa missione rappresenta il laboratorio scientifico più avanzato e all'avanguardia mai inviato nel sistema solare esterno.

Il lungo viaggio di JUICE verso Giove

La sonda impiegherà circa 7 anni e percorrerà 6,6 miliardi di chilometri per arrivare al più grande dei pianeti del sistema solare. Tipicamente basta un tempo decisamente inferiore. Il fatto che JUICE sarà così "lenta" è però direttamente collegato al suo essere estremamente completa e all'avanguardia.

Molti strumenti scientifici e molto carburante necessario per compiere numerosi sorvoli e manovre significa infatti molta massa. JUICE pesa infatti più di 5 tonnellate: è la sonda più massiccia mai inviata nel sistema solare esterno. Molta massa, a sua volta, significa che sarà necessaria una grande spinta, che non può essere fornita interamente dal razzo che ha lanciato la sonda.

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La sonda JUICE completamente assemblata e predisposta per il lancio (credit: ESA).

Ecco quindi che si rendono necessarie diverse manovre chiamate gravity assist, in cui la sonda acquista velocità sorvolando da vicino un pianeta, secondo il principio della fionda gravitazionale. Per raggiungere Giove, JUICE dovrà quindi compiere tre sorvoli del sistema Terra-Luna e un sorvolo di Venere. Questo è il motivo per cui il suo viaggio durerà così tanto!

Il contributo italiano alla missione

Essendo una missione europea, JUICE vede una consistente partecipazione italiana. Nella fattispecie, l'Italia ha contribuito alla realizzazione di quattro dei dieci strumenti scientifici di JUICE, tra cui i due strumenti principali in assoluto: la fotocamera ad alta risole JANUS (costruita da Leonardo nel suo stabilimento di Campi Bisenzio, vicino a Firenze) e il radar RIME (costruito da Thales Alenia Space). RIME in particolare sarà fondamentale per sbirciare sotto la crosta delle lune ghiacciate e ottenere informazioni sugli oceani sotterranei.

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Lo strumento JANUS (credit: ASI/Leonardo).

Thales Alenia Space ha contribuito anche alla suite di antenne radio 3GM, con cui JUICE misurerà del campo gravitazionale delle lune. Leonardo invece ha contribuito a realizzare MAJIS, uno spettrometro che osserverà l'atmosfera gioviana in banda ottica e infrarossa, e i pannelli fotovoltaici di JUICE, che con ben 85 m² di superficie sono i più grandi mai utilizzati in una missione interplanetaria. Questi sono stati costruiti nello stabilimento di Nerviano, non distante da Milano.

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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator
Laureato in Astrofisica all’Università di Trieste e ha conseguito un Master in Comunicazione della Scienza presso la SISSA di Trieste. È stato coordinatore della rivista di astronomia «Le Stelle», fondata da Margherita Hack. Insieme a Lorenzo Colombo e Matteo Miluzio gestisce il progetto di divulgazione astronomica «Chi ha paura del buio?». Vive e lavora a Milano.
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