Hyperloop è il nome dato all'innovativo sistema di trasporto, ancora in fase di sviluppo, che consiste in delle capsule sparate ad altissima velocità all'interno di tubi a bassa pressione. Il sistema è ideato per trasportare in pochi minuti sia merci che passeggeri, a livello interurbano o extraurbano, grazie a una tecnologia che permette di viaggiare alla velocità di un aereo ma come se stessimo in un treno.

L'idea di un sistema di trasporto basato su tubi a bassa pressione non è recente, essendo stata discussa già dagli inizi dall'800. L'interesse per questa tecnologia è stato rinnovato però nel 2013, quando l'imprenditore sudafricano Elon Musk ha pubblicato un paper in cui ne esplorava la fattibilità. In quello studio Musk lanciò concettualmente una sfida agli ingegneri di tutto il mondo, incoraggiando la ricerca e la collaborazione tra diverse aziende.

Rendering del trasporto merci con Hyperloop – Foto credit: Virgin Hyperloop
in foto: Rendering del trasporto merci con Hyperloop – Foto credit: Virgin Hyperloop

Come funziona Hyperloop

L'infrastruttura per funzionare al meglio deve essere costituita da un doppio tubo sopraelevato in cui le capsule vengono spinte con l’ausilio di motori elettrici lineari. L’interno del tubo è tenuto a bassa pressione per minimizzare l'attrito dell'aria ed eliminare le turbolenze. Il progetto originale prevedeva che le capsule si muovessero su un cuscinetto d'aria, per eliminare l’attrito dei binari, ma i progressi fatti nel campo della levitazione magnetica stanno portando a preferire questa nuova soluzione.

Come apparirà l’interno di una capsula Hyperloop – Foto credit: HyperloopTT
in foto: Come apparirà l’interno di una capsula Hyperloop – Foto credit: HyperloopTT

Il sistema di trasporto Hyperloop garantirà facilmente il riparo da agenti atmosferici esterni, ma è progettato anche per resistere ad attività sismiche e al possibile surriscaldamento dei binari. Il punto forte di Hyperloop è sicuramente la velocità, che può superare i 1000 km/h: “Sarà possibile collegare Roma e Milano in appena 30 minuti, a un costo stimato di 4€ ogni 100 km” ha detto Bibop Gresta, cofondatore di HyperloopTT. L'altro elemento che sta dando una grande spinta al progetto è la sostenibilità ambientale, dal momento che Hyperloop può essere alimentato da una combinazione di fonti energetiche rinnovabili e a basso costo. Le maggiori critiche al progetto si concentrano sull'esperienza di trovarsi in una capsula stretta e senza finestre, all'interno di un tunnel sigillato che richiede un tempestivo piano di emergenza per eventuali incidenti ed evacuazioni.

I progetti in giro per il mondo

Ad oggi nel mondo sono circa 8 le aziende attive nello sviluppo della tecnologia Hyperloop, tra cui spiccano la HyperloopTT e la Virgin, che ha già eseguito dei test con passeggeri. I centri di progettazione più avanzati sono a Tolosa, in Francia (dove la costruzione di un tunnel per i test è iniziata nel 2017), nella regione dei Grandi Laghi nel Nord America e ad Amburgo, in Germania. La prima tratta che potrebbe vedere la luce è quella tra Dubai e Abu Dhabi, ma come gli Emirati ci sono tantissimi altri paesi che hanno già richiesto uno studio di fattibilità per collegare le loro maggiori città. L’auspicio di queste aziende è quello di creare una vera industria della tecnologia Hyperloop, dove la concorrenza possa portare allo sviluppo in tempi brevi di diverse tratte in giro per il mondo.

Rendering di una stazione Hyperloop del futuro – Foto credit: HyperloopTT
in foto: Rendering di una stazione Hyperloop del futuro – Foto credit: HyperloopTT

Hyperloop in Italia

In Italia il progetto Hyperloop è ancora in una fase di studio iniziale, dovendo affrontare ostacoli come la morfologia del territorio e le infrastrutture già presenti. Lombardia e Piemonte hanno già annunciato la loro volontà di collegare le due regioni con questa tecnologia, ma ad oggi l’unica tratta di cui si sta esplorando la fattibilità è quella tra Milano Cadorna e l’aeroporto di Malpensa.

Articolo a cura di
Videostorie