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Great Pacific Garbage Patch, l’isola di plastica grande più della Francia

Nell'oceano Pacifico c’è un’isola di plastica grande più della Francia. Ne avrete sentito parlare sicuramente: ma che cos’è? Come è fatta? E come si è formata?

A cura di Videostorie
21 Gennaio 2022
18:30
2.117 condivisioni
Great Pacific Garbage Patch, l’isola di plastica grande più della Francia
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C'è un'isola di plastica nel Pacifico, chiamata Great Pacific Garbage Patch o Pacific trash vortex, che secondo le stime degli scienziati risulterebbe grande tre volte la Francia. Questo grande accumulo di spazzatura galleggiante si trova fra il 135º e il 155º meridiano Ovest e fra il 35º e il 42º parallelo Nord, ed è la conseguenza dell'inquinamento dei mari, causato dall'uomo, e delle correnti superficiali del Pacifico che, muovendosi in senso orario, hanno raccolto tutti i rifiuti gettati in mare in una enorme spirale.

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Ricercatori attraversano un’isola di plastica – foto credit: Caroline Power Photography

La scoperta dell'isola di plastica

L’esistenza di una grossa chiazza di immondizia nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico fu ipotizzata già sul finire degli anni ‘80 in Alaska, quando alcuni ricercatori che studiavano le correnti oceaniche rilevarono diverse concentrazioni di plastica lungo le correnti del Nord del Pacifico. Il primo testimone oculare di questa “isola misteriosa” fu probabilmente il capitano Charles Moore, che di ritorno da una regata oceanica, nel 1997, incontrò una distesa di plastica così larga che gli ci vollero sette giorni per attraversarla. La scoperta di questo nuovo mondo allarmò tutta la comunità scientifica che si mise in moto per capire le cause e le dimensioni di questo fenomeno.

Come si è formata?

L’isola di plastica ha preso così il nome di Great Pacific Garbage Patch: essa nasce come conseguenza delle correnti superficiali del Pacifico che, muovendosi circolarmente in senso orario, creano una spirale con al centro una zona di “acque ferme”. Si calcola che l’80% della plastica presente in mare provenga da fonti terrestri, non solo dalle spiagge o dalle foci dei fiumi, ma anche dai marciapiedi e dalle discariche delle nostre città attraverso il sistema fognario e l'azione continua delle piogge. Più della metà di questa plastica è meno densa dell’acqua, il che significa che può galleggiare ed essere trasportata su lunghe distanze, fino ad accumularsi in un’area al centro di un vortice oceanico come nel caso del Great Pacific Garbage Patch.

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Le correnti superficiali dell’oceano Pacifico – foto credit: NOAA

Quanto è grande?

L’estensione di questa isola di plastica non è nota con precisione: si va da una stima di 700.000 km², poco più della Francia, a una di oltre 10 milioni di km², poco più degli Stati Uniti. Ma se immaginate un’isola solida su cui poter passeggiare, la realtà è ben diversa: per più del 90% è costituita da minuscoli frammenti, le cosiddette microplastiche, che si formano a partire dai rifiuti più grandi sotto gli effetti corrosivi del sole, delle onde e della vita acquatica. Nel mondo ci sono almeno altre cinque isole di plastica, di dimensioni più ridotte, frutto delle diverse correnti che caratterizzano i mari del pianeta.

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