Prima di partire per il Giappone

Come è nato il sushi? Cosa c’entrano i samurai con le bombe di Hiroshima e Nagasaki? E da dove viene la disciplina giapponese nel fare le cose? In questo articolo e nel video presente in questa pagina vi raccontiamo il Giappone in breve. Ne scopriremo geografia, cultura, società ed economia, senza dimenticare alcuni aspetti storici e di attualità.

Il territorio giapponese

Le 6.852 isole del Giappone sono nate lungo la cosiddetta Cintura di Fuoco, una fascia di collisione tettonica che borda il Pacifico. Dal punto di vista della geografia fisica il Paese è il risultato di uno scontro tettonico: le zolle collidono e una va in subduzione, il magma sale e si forma un cosiddetto arco vulcanico.

Ecco, il Giappone è un arco vulcanico e questo lo rende una delle zone più sismiche del mondo. Nel Paese si contano 111 vulcani attivi e tra questi spicca il Monte Fuji che ha eruttato l’ultima volta nel 1708. Questo gigante di 3776 m è la vetta più alta del Paese ed è un simbolo nazionale: compare in migliaia di opere d’arte e fotografie ed è sullo sfondo del quadro giapponese forse più famoso del mondo: La Grande Onda di Kanagawa.

La grande onda di Kanagawa di Hokusai
in foto: La grande onda di Kanagawa del pittore Katsushika Hokusai

Quest’opera ritrae un altro fenomeno naturale a cui ci riferiamo proprio usando il suo termine giapponese: lo tsunami. Tsunami significa “onda nel porto” e indica un’onda talmente grande da superare le barriere e i moli che proteggono, per l'appunto, un porto.  A parte i giovanissimi, chiunque si ricorderà lo tsunami che purtroppo ha colpito la centrale nucleare di Fukushima nel 2011.

Dal territorio alla cultura è un attimo. La mentalità giapponese, infatti, è stata profondamente condizionata dal fatto che il Giappone è un arcipelago che, a seconda dei periodi, si è aperto o chiuso verso l’esterno. Nei periodi di apertura il Giappone è entrato in contatto con le potenze asiatiche e occidentali e ne è stato profondamente influenzato: nel Paese sono arrivati numerosi elementi culturali esteri tra cui, ad esempio, i sistemi di scrittura, varie specialità gastronomiche, il buddismo o le armi da fuoco. Durante i periodi di isolamento, invece, il Giappone ha sviluppato delle caratteristiche specifiche.

Mappa Giappone

L'origine del sushi

Come esempio di elemento tipico sviluppato a partire da una tradizione arrivata dall'estero, prendiamo il sushi, che conosciamo tutti. Il sushi deriva da un metodo con cui i cinesi e poi anche i giapponesi conservavano il pesce. In sostanza, quasi duemila anni fa e per svariati secoli, il pesce pescato veniva pulito, salato e conservato alternandolo a strati di riso bollito, che ne rallentava la decomposizione. A quei tempi, quando si voleva mangiare il pesce conservato in questo modo, il riso veniva buttato.

Progressivamente, però, in Giappone le persone appresero a mangiare pesce e riso insieme, spesso associato all’aceto, finché durante l’800 a Edo, la moderna Tokyo, nacquero come cibo di strada quelli che oggi conosciamo come nigiri. A proposito, due curiosità: il sushi andrebbe preferibilmente mangiato con le mani e in teoria andrebbe intinto nella salsa di soia dalla parte del pesce e non del riso. Lo sapevate?

Sushi Giappone

Le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki

Il Giappone non si è solo chiuso su se stesso o è stato influenzato dall’esterno. Soprattutto tra fine ‘800 e metà ‘900 ha espanso il suo dominio su ampie zone dell’Estremo Oriente e del Sud-Est asiatico. Il motivo per cui tra giapponesi, cinesi e coreani di solito non corre buon sangue dipende proprio da questo periodo.

L’espansione venne fermata dagli Stati Uniti solo attraverso l’arma più devastante mai utilizzata: la bomba atomica. Hiroshima e Nagasaki furono colpite nel 1945, ma perché il Giappone non si arrese prima di un attacco così distruttivo? I motivi sono tanti. C’entra però anche la mentalità giapponese e, per comprenderlo, dobbiamo fare un salto indietro nella storia.

Hiroshima e Nagasaki

Il Giappone feudale

Nel 1945, infatti, la cultura militare era ancora fortemente influenzata dal codice dei samurai, il bushido, che oltre a valorizzare aspetti come l’onore, il coraggio e la lealtà, stabiliva che la morte fosse preferibile all’umiliazione della sconfitta. A tal proposito, avrete certamente sentito termini come harakiri o seppuku. Si tratta, semplificandoli un po’, di una forma di suicidio che i samurai si infliggevano, tagliandosi il ventre, per evitare il disonore.

Imperatore, shogun e samurai

Ma chi erano i samurai? Nel Giappone feudale, semplificando, c’erano due figure politiche di rilievo: la prima era l’imperatore, ritenuto addirittura il discendente in vita di una divinità, la dea Amaterasu, e che esiste ancor oggi, sebbene abbia quasi solo poteri formali.

Palazzo imperiale di Tokyo

La seconda era lo shogun, una carica che l’imperatore attribuiva – a volte perché gli veniva imposto – al più potente generale giapponese, quello che riusciva a ottenere il controllo della maggior parte del territorio. Nei fatti spesso era proprio lo shogun a guidare il Paese. Oggi questa figura non esiste più e a governare è un primo ministro eletto democraticamente.

Al di sotto di imperatore e shogun, nel Giappone feudale c’erano numerosi feudatari, chiamati daimyo, che esercitavano localmente il proprio potere e avevano un loro esercito. Ecco, la parte più addestrata di questo esercito era costituita da guerrieri chiamati samurai.

Samurai giapponesi

Nell’800 i samurai persero definitivamente la loro funzione guerriera e furono sostituiti da un esercito regolare, ma per lungo tempo hanno costituito una classe sociale fondamentale per la società giapponese e oggi sono uno dei simboli storici del Paese. Uno dei loro segni distintivi era la doppia spada portata al fianco: la più lunga delle due è la famosa katana.

E i ninja invece? I ninja erano esattamente l’opposto dei samurai o quantomeno della loro versione idealizzata: erano mercenari o spie incaricate di agire nell’ombra e di compiere azioni di guerriglia, assassini, rapimenti o sabotaggi.

Ninja giapponesi

Cultura giapponese

La cultura giapponese è sconfinata, deriva dalla mescolanza di influenze diverse e spesso è avvertita da noi italiani come molto diversa dalla nostra

Gli sport giapponesi

Dalle antiche tecniche di combattimento si sono sviluppate nel tempo varie arti marziali, come il sumo – che è lo sport nazionale del Giappone – il kendo, il karate, il judo o l’aikido. D’altra parte, due degli sport più popolari al giorno d’oggi nel Paese sono baseball e calcio e vengono da Stati Uniti ed Europa.

L'influsso del confucianesimo

In Giappone la cultura e la mentalità tradizionali derivano dalla fusione di alcune tra le filosofie e le religioni più importanti dell’Asia: il confucianesimo cinese, ad esempio, ha trasmesso il rispetto verso la gerarchia, sia sul lavoro sia in famiglia, e purtroppo ha determinato un ruolo subordinato della donna rispetto all’uomo. Questa differenza, ahimè, si nota ancor oggi, guardando i dati sull’occupazione e la retribuzione nel Paese.

Confucianesimo Giappone

Buddismo e scintoismo

Passando alla sfera religiosa, molti giapponesi si definiscono sia buddisti che scintoisti. Per quanto riguarda il buddismo, lo zen è la scuola più famosa. Lo scintoismo, invece, è un culto locale che crede che la realtà sia permeata da spiriti benigni e maligni (rispettivamente kami e yokai). Di entrambi i culti sono presenti santuari, templi e pagode in tutto il Paese e molti sono visitabili dai turisti.

La fioritura dei ciliegi e altre attività tradizionali

Un’altra attrattiva che richiama visitatori da tutto il mondo in primavera è l’osservazione dei ciliegi in fiore. Ora, questa attività ha un nome specifico: hanami. E quest’attenzione terminologica evidenzia un altro aspetto tipico della cultura giapponese: la grande cura che viene messa nella maggior parte delle attività tradizionali, molte delle quali di origine cinese.

Fioritura dei ciliegi Giappone

Facciamo una carrellata: la realizzazione di giardini zen dove meditare, con i bonsai e gli specchi d’acqua in cui nuotano le carpe giapponesi, la cerimonia di preparazione e consumazione del , l’ikebana, l’arte di creare composizioni floreali, l’origami, l’arte di piegare la carta, e lo shodo, l’arte giapponese della calligrafia.

Videogiochi, manga e anime

D’altro canto il Giappone non si limita a usi e costumi tradizionali. Il Giappone è uno degli Stati che ha creato più cultura pop e nerd: pensate a Super Mario e alla Nintendo, alla Playstation di Sony, ai manga e agli anime. One Piece è al secondo posto dei fumetti più venduti della storia dopo Superman e Pokemon è il franchise di intrattenimento più redditizio degli ultimi vent’anni, più di Star Wars, Harry Potter o della Marvel.

Pokemon Giappone

Economia del Giappone

Videogiochi, manga e anime generano introiti notevoli e questo vale anche per altri ambiti: elettronico, tecnologico, dei motori e della robotica. Honda, Toyota, Suzuki, Nissan, Mitsubishi, Lexus, Mazda, Subaru, Yamaha, Kawasaki e la lista potrebbe proseguire. Oppure pensate agli Shinkansen, i treni proiettile giapponesi.

In assoluto, la principale attività del Giappone, non disponendo di grandi risorse naturali, è importare materie prime ed esportare beni e prodotti ad alto valore aggiunto. La conseguenza è che il Giappone rimane la terza economia al mondo per Prodotto Interno Lordo e la Borsa di Tokyo è la seconda piazza finanziaria del Pianeta dopo quella di New York.

Economia giapponese

D’altra parte, non è tutto oro ciò che luccica. Il Giappone, infatti, è lo Stato che al mondo ha il peggior rapporto tra debito pubblico e PIL. Inoltre il suo territorio non è sufficiente per produrre abbastanza cibo per la popolazione, soprattutto in ambito agricolo, e quindi lo Stato è costretto a importare prodotti alimentari dall’estero.

Popolazione e società

Nel complesso, infatti, il Giappone ha una superficie poco più estesa di quella italiana (380.000 km2 VS 300.000 km2), ma ha più del doppio degli abitanti (126 milioni VS 59 milioni di persone), senza contare che il territorio è per il 68% montuoso. Questo significa che le zone coltivabili e abitabili sono ridotte e così quasi tutti si accalcano in città. Pensate che la capitale Tokyo ha l’area metropolitana più popolosa del mondo: ci vivono 37 milioni di persone e infatti esistono tantissimi mini appartamenti e alberghi con i letti ad alveare.

Tokyo Giappone

Crisi della fertilità

Questa congestione e ritmi di lavoro spesso massacranti stanno creando non pochi problemi sociali. Il Giappone ha la popolazione più anziana e longeva del Pianeta: l’aspettativa di vita media, secondo l’OMS, è di 84,3 anni. Questo dato, da un lato mostra un sistema sanitario e di assistenza agli anziani all’avanguardia, ma dall’altro è dovuto anche a una diffusa crisi della fertilità. I giapponesi, come accade in Italia, fanno sempre meno figli e quindi la popolazione sta progressivamente invecchiando e diminuendo.

Hikikomori e karoshi

Due ulteriori fenomeni sociali preoccupanti sono gli hikikomori e il karoshi. Semplificando, gli hikikomori sono persone, soprattutto giovani, che si chiudono in casa e rifiutano il contatto sociale. Se ne contano quasi un milione in Giappone. Il karoshi, invece, è la morte per troppo lavoro. Spesso i giapponesi sono infatti sottoposti o si auto-impongono su pressione sociale dei turni di lavoro insostenibili. Le ricadute sono terribili: morire letteralmente di fatica o preferire il suicidio piuttosto che continuare a condurre una vita simile.

Karoshi Giappone
Articolo a cura di
Alessandro Beloli