Le rotte del commercio global

Sapete qual è il valore del commercio internazionale nel 2021? 28 mila miliardi di dollari! È una cifra impressionante, e di questa enorme quantità di merci circa l'80-90% (se ne consideriamo il volume) viene trasportato via nave. Quindi possiamo dire che il commercio mondiale è indissolubilmente legato al mare. Nel video presente nella parte alta di questa di questa pagina vi sveliamo le rotte marittime principali, i volumi commerciali tra le varie aree del mondo e le tipologie di navi che trasportano merci. Inoltre rispondiamo a una domanda fondamentale: perché non si utilizzano di più aerei, tir e treni per commerciare a livello globale? Qui di seguito sintetizziamo le varie questioni.

Il commercio globale

Nella società di oggi il commercio a livello globale è imprescindibile: la maggior parte dei prodotti che utilizziamo o consumiamo viene importata dall’estero o è stata realizzata con materie prime di origine straniera. Il commercio internazionale è in crescita ormai da secoli e i vari Paesi del mondo sono sempre più interdipendenti l’uno rispetto all’altro.
Parlando di numeri, nel solo 2021 il commercio internazionale ha fatto registrare un valore economico complessivo di oltre 28 mila miliardi di dollari, superando del 25% il livello del 2020, l’anno clou della pandemia. Ma non solo: ha superato del 13% anche il dato – più veritiero, per così dire – del 2019, cioè di prima del Covid.

Mappa delle rotte commerciali marittime mondiali
in foto: Mappa delle principali rotte commerciali marittime mondiali

Il commercio marittimo

Al giorno d'oggi circa l’80-90% delle merci (se ne consideriamo il peso) o circa il 70% (se ne consideriamo il valore), viene trasportato via mare e, in particolare, passa da un porto all’altro grazie a circa 100.000 grandi navi da carico. Nel solo 2019 il volume del commercio marittimo ha superato gli 11 miliardi di tonnellate di beni scambiati.

In linea generale possiamo semplificare dicendo che un terzo del commercio internazionale avviene tra i Paesi con un’economia già sviluppata, un altro terzo avviene tra questi ultimi e gli Stati con un’economia meno consolidata e l’ultimo terzo si realizza proprio tra gli Stati economicamente meno progrediti. E le rotte? Quali sono quelle percorse dalle navi?

Le principali rotte marittime

Storicamente le macro-rotte marittime più frequentate sono tre: la rotta euroasiatica, che fino alla seconda metà dell’800, prima della costruzione del Canale di Suez, prevedeva sempre la circumnavigazione dell’Africa, la rotta transatlantica tra Europa e America settentrionale e la rotta transpacifica, tra Estremo Oriente e America settentrionale.

Traffico navale

Pensate che nel 2019 i container trasportati a livello globale sono stati circa 152 milioni. Ecco, più di 25 milioni hanno percorso la rotta transpacifica con una netta maggioranza di flusso dall’Asia orientale all’America settentrionale. Poco meno, cioè 23 milioni di container, si sono mossi lungo la rotta eurasiatica, anche in questo caso con un flusso nettamente più di provenienza asiatica che europea; infine la rotta transatlantica ha visto passare 7,4 milioni di container: la maggior parte si è mossa dall’Europa all’America settentrionale.

L'importanza dei container

Molti di voi si staranno chiedendo: perché non usiamo gli aerei che sono molto più veloci delle navi? La risposta è legata soprattutto alla quantità di merci trasportabili e dei costi. La progressiva standardizzazione delle misure dei container, ha consentito sempre più facilmente di incastrarli in gran numero sulle navi – in stile Tetris per intenderci – e ha portato a costruire navi sempre più grandi che ne potessero accogliere il maggior numero possibile. Ad oggi, ad esempio, le imbarcazioni più grandi possono essere caricate con 24.000 container standard (1 container standard equivale a 1 TEU, una sigla che sta per twenty feet equivalent unit e indica il container standard di 20 piedi di lunghezza, cioè circa 6 metri).  Per intenderci, si tratta di una capacità di carico equivalente a quella che avrebbe un treno merci lungo più di 70 chilometri.

Nave portacontainer

Le tipologie di navi da carico

In realtà le navi portacontainer rappresentano solamente il 17,1% di tutte quelle che trasportano merci e prodotti su scala internazionale. La quota maggiore è rappresentata dalle cosiddette navi portarinfuse, in inglese definite solitamente bulk carrier o bulker e pari al 54,3% del totale. Si tratta di imbarcazioni che trasportano nelle stive merci e prodotti sfusi, cioè né impacchettati né infilati nei container (in particolare le main bulker vengono caricate con materiali ferrosi, carbone e cereali). Infine abbiamo le navi cisterna o a carico liquido, dette anche tank, che trasportano petrolio, carburanti, gas e prodotti chimici liquidi. Corrispondono al 28,6% del totale.

Il commercio via aereo e via terra

Nonostante la maggior parte delle merci venga trasportata via nave, ci sono alcuni casi in cui l'aereo si conferma l'arma vincente. Ad esempio, questo mezzo è fondamentale in alcune situazioni di urgenza e per alcuni prodotti specifici. Si utilizza, infatti, quando bisogna essere rapidi e molto precisi rispetto ai tempi di consegna. Pensate, ad esempio, se in una fabbrica all’improvviso si rompe un componente di un macchinario indispensabile per produrre. Il pezzo di ricambio viene richiesto in fretta e furia e fatto arrivare via aereo. Oppure si utilizza il trasporto aereo per commerciare rapidamente merci deperibili, come alcuni generi alimentari e alcuni farmaci oppure alcuni prodotti di lusso e di altissimo valore.

Aereo cargo

Giusto per chiudere il cerchio, il trasporto su gomma e su rotaia – quindi autocisterne, tir e treni – viene spesso utilizzato nell’ambito del commercio internazionale negli scambi tra Paesi confinanti o comunque vicini e anche a monte e a valle del trasporto via mare.

Articolo a cura di
Alessandro Beloli