
Gli scavi archeologici in corso nel sito di Troia o Ilio (Ilion in greco antico), a Hissarlik, nella provincia turca di Çanakkale (attuale Turchia nordoccidentale), hanno portato alla luce i resti di quella che gli archeologi interpretano come la più antica agorà finora individuata nella città. L'area si trova davanti alla porta meridionale di Troia VI, l'insediamento dell'età del Bronzo, datato tra il 1700 e il 1300 a.C., e potrebbe contribuire a chiarire la transizione tra la Troia dell'età del Bronzo e la successiva Ilion di epoca arcaica e classica. Insediamento di antichissima origine e continuità storica, Troia è una successione di diverse fasi, che gli archeologi hanno numerato da Troia I (3000 a. C. circa) a Troia X (XIV-XV sec. d. C.). Il sito venne scoperto negli anni '70 del XIX secolo dal celebre archeologo tedesco Heinrich Schliemann, ed è patrimonio UNESCO dal 1998.
Le ricerche in questa zona proseguono dal 2014 e sono dirette da Rüstem Aslan, con Reyhan Körpe come vice responsabile. Secondo Körpe, l'area individuata sarebbe stata utilizzata come spazio di mercato già nella tarda età del Bronzo. Questa fase alla fine dell'età del Bronzo è quella che viene definita Troia VIIa (1300-1200 a. C.), la candidata più papabile per essere la Troia omerica. Questo strato della vita della città è infatti sigillato da uno spesso strato di cenere causato da un incendio, e altri indizi lascerebbero intuire la sua distruzione nel corso di un evento bellico. Dopo l'abbandono dell'insediamento, avvenuto secondo gli archeologi circa 80-90 anni prima, lo spazio davanti alla porta meridionale sarebbe stato nuovamente occupato da nuovi abitanti.

Questa fase successiva, Troia VIIb, è il centro delle nuove ricerche archeologiche. Le nuove costruzioni furono realizzate direttamente sopra le strutture precedenti. In alcuni casi gli edifici della prima età arcaica riutilizzarono persino le antiche mura di Troia VI, suggerendo una continuità nell'uso dello spazio urbano. Gli scavi hanno inoltre individuato una pavimentazione e un ingresso che collegava la città bassa con l'area della porta meridionale. A sostenere la cronologia dell'occupazione sono anche i reperti rinvenuti insieme alle strutture: anfore e altri frammenti ceramici sono stati datati alla prima età del Ferro, tra l'XI e il IX secolo a. C. La loro presenza indica che Troia non rimase a lungo completamente abbandonata dopo la fine dell'insediamento dell'età del Bronzo.

Secondo Körpe, i nuovi abitanti avrebbero costruito il proprio insediamento sopra i resti della città precedente e mantenuto la memoria del suo antico nome, Wilusa, Ilios o Ilion. La nuova agorà trovata dovrebbe dunque essere la più antica della fase arcaica, quel momento della storia greca che va dall'VIII al VI sec. a. C., e funge da preludio alla cosiddetta fase classica, tra il V e il IV sec. a. C. Gli archeologi intendono proseguire gli scavi nei prossimi anni per comprendere meglio il rapporto tra le diverse fasi di occupazione. La scoperta non riguarda quindi direttamente la guerra narrata nell'Iliade, ma una fase successiva della storia dell'insediamento: quella trasformazione urbana che collegò la Troia dell'età del Bronzo alla città di Ilion conosciuta in epoca arcaica e classica.